Mostra del Cinema di Venezia 2021

«Qui rido io», Toni Servillo in gran forma nei panni di Eduardo Scarpetta

Mario Martone torna in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia con un film sul grande autore teatrale. In competizione anche «Reflection»

di Andrea Chimento

3' di lettura

Eduardo Scarpetta secondo Mario Martone: il regista partenopeo ha presentato in concorso alla Mostra di Venezia «Qui rido io», film incentrato sul più grande autore e attore del teatro napoletano a cavallo tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.
Capostipite della dinastia degli Scarpetta-De Filippo, il grande artista era il papà di Eduardo, Peppino e Titina De Filippo, figli non riconosciuti, tra i numerosi che Scarpetta ebbe con donne diverse.

In questo lungometraggio che prova a immaginare la vita di Scarpetta e di tutte le persone che gli ruotano attorno, la narrazione si concentra sulla famiglia e sul teatro, due ambiti indissolubilmente legati dato che il “re del botteghino dell'epoca” faceva recitare praticamente chiunque avesse dei legami di sangue con lui.

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La parodia de «La figlia di Iorio»

C'è però anche un altro evento fondamentale trattato nel film, quando, al culmine del successo, Scarpetta si concede un pericoloso azzardo: realizza la parodia de «La figlia di Iorio» di Gabriele D'Annunzio.

La sera del debutto in teatro si scatena un putiferio: la commedia viene interrotta tra urla e fischi e Scarpetta finisce con l'essere denunciato per plagio dallo stesso D'Annunzio. Inizia così la prima storica causa sul diritto d'autore in Italia. Due anni dopo «Il sindaco del Rione Sanità», Martone torna in concorso a Venezia con un film pienamente nelle sue corde, che mescola cinema e teatro, realtà e finzione, recitazione sul palcoscenico e problemi familiari.

Un grande cast

Come in altri suoi lungometraggi, la messinscena del regista napoletano potrebbe apparire semplice e scolastica, ma anche in questo caso la sua grande capacità di orchestrazione dei tempi di montaggio e l'attenzione per ogni dettaglio della confezione riescono a regalare un notevole spettacolo visivo allo spettatore. Mescolando dramma e commedia, «Qui rido io» è un prodotto capace sia di offrire un buon intrattenimento sia di lasciare diversi spunti di riflessione allo spettatore.

Martone ricostruisce con attenzione l'epoca di riferimento, facendosi aiutare da un cast in formissima: straordinario Toni Servillo nei panni di Eduardo Scarpetta, ma tutti gli interpreti fanno egregiamente il loro lavoro, confermando la bravura del regista nella direzione degli attori.

Reflection

In concorso è stato presentato anche il film ucraino «Reflection» di Valentyn Vasyanovich, regista che aveva stupito con il suo lavoro precedente «Atlantis» del 2019.Protagonista un chirurgo ucraino che viene catturato dalle forze militari russe in una zona di guerra e, mentre è prigioniero, subisce e assiste a tremende scene di umiliazione e violenza.Dopo il rilascio, torna al suo comodo appartamento piccolo borghese e tenta di trovare uno scopo nella vita dedicandosi a ricostruire la sua relazione con la figlia e l'ex moglie.

Aperto da una serie di sequenze di grande potenza formale e contenutistica (tutte giocate sulla costruzione di inquadrature ricche di vetrate, schermi e finestre), «Reflection» è un film che non mantiene le ottime premesse iniziali col passare dei minuti.La staticità del montaggio non risulta giustificata dai contenuti proposti e si finisce per assistere a un prodotto complesso solo in apparenza: il simbolismo messo in campo è infatti fin troppo semplice (nella redenzione che cerca il protagonista dopo essere tornato a casa, in primis) e anche il gioco dei “riflessi”, inizialmente di enorme fascino, si esaurisce in pochi passaggi, eccessivamente didascalici.Rimane comunque la sensazione di essersi trovati di fronte un'opera di un autore di talento, che purtroppo in questo caso non è riuscito a esprimersi adeguatamente per arrivare al meglio allo spettatore.

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