coronavirus e social

Qui Wuhan: la quarantena raccontata su TikTok

Da 55 giorni una studentessa americana racconta con video quotidiani cosa significa vivere in Cina ai tempi del coronavirus

di Alessia Tripodi

Qui Wuhan: la quarantena raccontata su Tik Tok

2' di lettura

Avete presente i video di balletti e scenette spensierate su Tik Tok? Bene, dimenticateli per un attimo, perchè il famoso social network cinese, fino a poco tempo fa utilizzato quasi esclusivamente dagli adolescenti, è diventato uno strumento per raccontare come si vive nel mondo la quarantena ai tempi del coronavirus. E più che mai a Wuhan, dove tutto è iniziato. È quello che sta facendo Megan Monroe, 21enne studentessa americana arrivata in Cina prima di Natale e che da oltre 55 giorni è in quarantena proprio nella capitale della regione di Hubei.

Un video al giorno
Da Wuhan la ragazza racconta la sua vita su Tik Tok: brevi video quotidiani con tanta musica, com'è nello stile del social, per testimoniare come si vive chiusi in casa e con il permesso di uscire solo per comprare cibo e medicinali, rigorosamente con mascherina e, spesso, anche con abiti protettivi. A debita distanza gli uni dagli altri, ma mettendosi a disposizione della comunità per gestire, per esempio, gli ordini e le consegne di generi alimentari, rispettando tutte le restrizioni anti contagio. Un racconto fatto sempre con il sorriso: «Il coronavirus non mi fa paura, ho superato prove peggiori, ce la faremo», dice la studentessa.

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La community
Megan ha 48.300 followers, una community che la segue da tutto il mondo con attenzione e affetto, che chiede informazioni sulla situazione in Cina o che racconta il diffondersi del virus anche in altri Paesi. E che la ringrazia per i «pensieri positivi» che condivide nonostante le difficoltà. Il racconto di Megan ha avuto una grande eco, con articoli sui giornali di mezzo mondo, e qualcuno ha insinuato che fosse pagata dal governo cinese: «Magari lo fossi - ha spiegato in un video - ma lo faccio solo per cercare di far luce sulla brutta situazione che c’è qui».

Voli di ritorno? Pericolosi e troppo cari
In un'intervista a China Daily, Megan ha spiegato di non essere rientrata negli Usa perché ha preferito restare in isolamento a Wuhan piuttosto che «viaggiare su un aereo con centinaia di persone potenzialmente infette». E anche perché «volare su uno degli aerei mandati dagli Stati Uniti per far rientrare i cittadini americani costa 1.100 dollari», ha detto la studentessa.

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