LO SCONTRO SULL’INDIPENDENZA

Quim Torra, un fedelissimo di Puigdemont alla guida della Catalogna

di Luca Veronese

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Il nuovo presidente della Catalogna Quim Torra subito dopo l’elezione

2' di lettura

La Catalogna ha (finalmente) un nuovo governatore: è Quim Torra, indipendentista dei più irriducibili e fedelissimo dell’ex presidente Carles Puigdemont. A cinque mesi dalle elezioni di dicembre, dopo tre tentativi andati a vuoto e mentre lo scontro con Madrid sembra solo rimandato, il Parlamento di Barcellona è dunque riuscito ad eleggere un nuovo presidente della Generalitat.

Catalogna, il Parlamento elegge Quim Torra presidente

Torra davanti all’Assemblea ha rilanciato la sfida nazionalista impegnandosi a «costruire uno Stato catalano indipendente sotto forma di Repubblica», ha ribadito che «il presidente legittimo è Puigdemont» e ha reso omaggio ai nove leader secessionisti «detenuti politici» in carcere in Spagna o fuggiti all’estero. Il premier spagnolo Mariano Rajoy nei giorni scorsi aveva spiegato che la Catalogna rimarrà commissariata fino alla formazione di un nuovo governo regionale ricordando che Madrid in caso di ribellione ha sempre il potere di chiedere nuovamente l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione, ovvero di azzerare l’autonomia e le istituzioni della regione.

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Fedele a Puigdemont
Torra, 55 anni, è stato eletto governatore su indicazione diretta di Puigdemont, il leader nazionalista catalano rimosso da Madrid e fuggito all’estero - prima in Belgio e ora in Germania - per sfuggire all’accusa di ribellione contro la Spagna. L’elezione di Torra mette fine alla paralisi istituzionale e, salvo sorprese, segna anche la chiusura del commissariamento della Generalitat. Ma non risolve in modo definitivo il conflitto tra Barcellona e Madrid. Anzi. Tutto sembra solo rimandato e questi mesi, dal referendum sull’indipendenza di ottobre in poi, passando per le elezioni, potrebbero essere trascorsi invano.

Catalogna ancora spaccata
In Catalogna i due fronti, quello indipendentista e quello unionista, non si parlano. E con Madrid la tensione resta alta. Torra è stato eletto 131° presidente della regione alla seconda votazione con 66 voti a favore, 65 contrari e 4 astensioni, ha ottenuto cioè l’appoggio dei due maggiori partiti secessionisti: il conservatore JuntsxCatalunya, che fa riferimento a ancora a Puigdemont, nonostante l’auotoesilio, e in precedenza era stato guidato da Artur Mas e da Jordi Pujol; e la Sinistra repubblicana, il cui leader Oriol Junqueras è stato incarcerato lo scorso ottobre per aver organizzato il referendum sull’indipendenza e aver proclamato la secessione della regione dallo Stato spagnolo. Mentre la Cup, il partito autonomista di estrema sinistra ha facilitato la sua elezione con l’astensione.

Hanno votato contro invece tutti i partiti del fronte unionista: Ciudadanos, Popolari, Socialisti e Podemos. «Visca Catalunya lliura», viva la Catalogna libera, ha detto Torra ringraziando i deputati dopo l’elezione.

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