La corsa al Quirinale

Quirinale, Berlusconi rinuncia alla candidatura

Tajani a pre-vertice FI: linea è che Draghi resti a Palazzo Chigi. Centrosinistra: atteso per domenica 23 gennaio un nuovo incontro del segretario Pd Enrico Letta con il presidente M5s Giuseppe Conte e il segretario di Articolo 1 Roberto Speranza

Dal drive-in per i positivi ai lavori per l'Aula, Montecitorio si prepara al voto per il Colle

4' di lettura

Non sarà Silvio Berlusconi il candidato del Centrodestra per la presidenza della Repubblica. L'annuncio del suo passo indietro, dopo giorni di incertezza, è arrivato nel tardo pomeriggio nel corso del vertice virtuale, da remoto, via Zoom, tra Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, allargato anche ai centristi di Coraggio Italia e Noi per l'Italia. Alla riunione - prima slittata dalle 16 alle 18, poi iniziata alle 19 e durata poco più di un’ora - Berlusconi non era presente. Il Cavaliere ha preferito affidare alla senatrice azzurra Licia Ronzulli la lettura di un comunicato secondo cui il centrodestra farà una proposta condivisa sul Colle, indicando un nome all'altezza della situazione.

”C'erano i numeri” ma passo indietro per “responsabilità nazionale”

’’Ho verificato l’esistenza di numeri sufficienti’’ per andare al Colle, ma dopo una lunga riflessione con i ’’miei familiari’’ e i dirigenti di Fi sulla mia candidatura ho deciso di fare un gesto di ’’responsabilità nazionale’’ e ritirarmi dalla corsa quirinalizia. Così Silvio Berlusconi nella lunga nota letta dalla senatrice Ronzulli ai partecipanti al vertice del centrodestra. ’’Dopo innumerevoli incontri con parlamentari e delegati regionali, anche e soprattutto appartenenti a schieramenti diversi della coalizione di centro-destra -assicura il Cav- ho verificato l'esistenza di numeri sufficienti per l'elezione. È un'indicazione che mi ha onorato e commosso: la presidenza della Repubblica è la più alta carica delle nostre istituzioni, rappresenta l'Unità della Nazione, del Paese che amo e al servizio del quale mi sono posto da trent'anni, con tutte le mie energie, le mie capacità, le mie competenze”.

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“Continuerò a servire il mio Paese in altro modo”

“Nello stesso spirito - sottolinea ancora il Cavaliere - ponendo sempre l'interesse collettivo al di sopra di qualsiasi considerazione personale, ho riflettuto molto, con i miei familiari ed i dirigenti del mio movimento politico, sulla proposta ricevuta”. Da qui la scelta di rinunciare alla corsa. ’’Ho deciso di compiere un altro passo sulla strada della responsabilità nazionale, chiedendo a quanti lo hanno proposto di rinunciare ad indicare il mio nome per la presidenza della Repubblica. Continuerò a servire il mio Paese in altro modo, come ho fatto in questi anni, da leader politico e da Parlamentare Europeo, evitando che sul mio nome si consumino polemiche o lacerazioni che non trovano giustificazioni che oggi la Nazione non può permettersi”. “Considero necessario che il governo Draghi completi la sua opera fino alla fine della legislatura per dare attuazione al Pnrr, proseguendo il processo riformatore indispensabile che riguarda il fisco, la giustizia, la burocrazia”, sottolinea poi Berlusconi in un altro passaggio.

FdI contro Cav, no a Draghi sino a fine legislatura

Dissapori, verso la fine del vertice tra la delegazione di Fratelli d’Italia e quella di Forza Italia. Al centro della controversia il passaggio della nota del Cavaliere circa la durata del governo Draghi, duramente contestata dal partito di Giorgia Meloni. ll riferimento ad andare avanti sino alla “fine della legislatura” è stato criticato da FdI che com’è noto auspica la caduta dell’esecutivo dopo il voto sul Colle e il ricorso alle urne. A cose fatte, FdI ha poi smentito che durante la riunione siano state formulate proposte di candidatura o posti veti di alcun genere. “La questione di Mario Draghi al Quirinale, sulla quale non abbiamo espresso alcun giudizio, non è stata posta e sarebbe semmai problema che possono avere le forze che partecipano al suo governo”, chiarisce una nota.

Salvini: “Da Berlusconi un grande servizio all'Italia”

Le reazioni alla decisione del Cavaliere non tardano ad arrivare. Per il leader della Lega Matteo Salvini si tratta di una “scelta decisiva e fondamentale”, e Berlusconi “rende un grande servizio all'Italia e al Centrodestra, che ora avrà l'onore e la responsabilità di avanzare le sue proposte senza più veti dalla sinistra”. Più prudente la nota diffusa al termin del vertice da Fratelli d’Italia: “Abbiamo apprezzato il senso di responsabilità di Silvio Berlusconi, che a seguito della verifica che si era riservato di fare per accertare le effettive possibilità di elezione, ha rinunciato a offrire la sua disponibilità alla candidatura a Presidente della Repubblica”.

Conte: ritiro Cav passo avanti, ora serio confronto

“Lo avevamo affermato in modo chiaro: la candidatura di Silvio Berlusconi era irricevibile. Con il suo ritiro facciamo un passo avanti e cominciamo un serio confronto tra le forze politiche per offrire al Paese una figura di alto profilo, autorevole, ampiamente condivisa”, scrive invece su Twitter il presidente del M5S, Giuseppe Conte. “Da Silvio Berlusconi decisione responsabile. Ora lavoriamo per una candidatura condivisa. L’esigenza di unità nel Paese deve essere una priorità per tutti quelli che hanno a cuore il futuro del Paese”, spiega il senatore Dem Andrea Marcucci.

Verso nuovo incontro tra Letta, Conte e Speranza

Con la rinuncia di Berlusconi il centrodestra torna dunque ad avere un margine di manovra politica in vista delle elezioni presidenziali di lunedì 24 gennaio. Nel centrosinistra la strategia è invece ancora tutta definire. Dovrebbe svolgersi domenica 23 gennaio un nuovo incontro del segretario Pd Enrico Letta, del presidente del M5s Giuseppe Conte e del segretario di Articolo 1 Roberto Speranza. L’incontro non sarebbe ancora fissato ma l’idea è quella di vedersi in vista delle prime votazioni per l’elezione del presidente della Repubblica.

Conte riunisce grandi elettori M5s domenica 23 alle 21

Sempre per domenica 23 gennaio (alle 21) è convocata anche la riunione dei grandi elettori del M5s. L’assemblea, in vista del primo scrutinio per l’elezione del presidente della Repubblica, si terrà da remoto. Questa mattina l’ex premier pentastellato ha presieduto la cabina di regia dei 5 Stelle. Fonti interne riferiscono che tra i 5 Stelle rimangono ancora forti dubbi sull’opzione Draghi al Quirinale soprattutto nella logica della tenuta dei gruppi pentastellati. Altre fonti ricordano comunque che non ci sono veti sul nome dell’attuale premier. I 5 stelle starebbero pensando ancora all’ipotesi di un candidato di bandiera.

Le ipotesi sul tavolo

Sarà un fine settimana di incontri e trattative tra i partiti. Sul tavolo, finora, tre ipotesi: Mario Draghi, i cui destini si intrecciano con quelli del governo, un Mattarella bis e il nome di Pier Ferdinando Casini. Salvini sprona gli alleati e vede anche Bossi, Renzi riunisce i grandi elettori di Italia Viva, inclini a votare alla prima scheda bianca.

Mattarella a Palermo, seguirà voto presidenziale da casa

Il capo dello Stato Sergio Mattarella è arrivato questa mattina a Palermo dove resterà per almeno due o tre giorni. Mattarella seguirà, dunque, lunedì le operazioni di scrutinio della prima votazione per il nuovo capo dello Stato. Inoltre, si occuperà da Palermo, come si appende, del trasloco nella nuova casa di Roma, che è previsto per i primi febbraio.

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