Verso l’elezione del 24 gennaio

Quirinale, il centrodestra candida «Berlusconi figura adatta, sciolga la riserva». Nodo numeri

L’annuncio al termine del vertice a Roma: «Ora al lavoro per trovare ampie convergenze»

Quirinale, nuovo appello di Gianni Letta per un clima di serenità

4' di lettura

Il centrodestra candida ufficialmente Silvio Berlusconi al Quirinale, gli chiede di sciogliere la riserva e si dice pronto a lavorare «per trovare le più ampie convergenze in Parlamento».

L’annuncio è arrivato al termine del vertice a Roma in vista del voto per il prossimo capo dello Stato che comincerà il 24 gennaio. Secondo fonti del centrodestra, la prossima settimana il leader di Forza Italia farà una verifica sui numeri in vista di un’eventuale sua corsa alla presidenza della Repubblica.

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«Berlusconi figura adatta: sciolga riserva»

«Il centrodestra, che rappresenta la maggioranza relativa nell’assemblea chiamata a eleggere il nuovo capo dello Stato, ha il diritto e il dovere di proporre la candidatura al massimo vertice delle istituzioni. I leader della coalizione hanno convenuto che Silvio Berlusconi sia la figura adatta a ricoprire in questo frangente difficile l’alta carica con l’autorevolezza e l’esperienza che il Paese merita e che gli italiani si attendono. Gli chiedono pertanto di sciogliere in senso favorevole la riserva fin qui mantenuta».

Al lavoro per più ampie convergenze sul Cavaliere

«Le forze politiche del centrodestra - annunciano i partiti nella nota - lavoreranno per trovare le più ampie convergenze in Parlamento e chiedono altresì ai presidenti di Camera e Senato di assumere tutte le iniziative atte a garantire per tutti i 1.009 grandi elettori l’esercizio del diritto costituzionale al voto».

Un tavolo per la verifica sui numeri

Berlusconi ha chiesto fedeltà a tutto il centrodestra e gli alleati rispondono che sono pronti a sostenerlo per la corsa al Colle ma solo con la certezza dei numeri in mano. Numeri che sarebbero stati chiesti durante il vertice al Cavaliere senza avere però risposte. L’ex premier - racconta più di un partecipante - determinano a farsi avanti ma non ancora pronto a mettere nero su bianco la reale consistenza del suo pacchetto di voti al di là di quelli che presumibilmente potranno essere espressi dalla coalizione che lo sostiene (intorno ai 450 contro i 505 che servirebbero alla quarta votazione).

Le forze di centrodestra hanno deciso di affidare ai capigruppo dei vari partiti la creazione di un tavolo che, fino alla prossima settimana, possa verificare i numeri concreti a sostegno dell’ipotesi di una candidatura di Berlusconi alla presidenza della Repubblica.

Salvini: Berlusconi in forma, vedremo se c’è maggioranza

«Berlusconi può piacere o non piacere ma è stato eletto tre volte dagli italiani per fare il presidente del Consiglio. Nei prossimi giorni si vedrà se la maggioranza c’è o non c’è ma a differenza della sinistra io non metto veti su nessuno» ha detto il segretario della Lega, Salvini, ospite di Il sorpasso, su Rai Isoradio, spiegando di aver trovato il leader di Forza Italia nel vertice di centrodestra «in forma: ci metto tre firme per arrivare a 85 anni come lui. Io ne ho 48 e il mal di spalla, di schiena, di denti, di testa. E di cose ne ha fatte della vita. Berlusconi - ha continuato - era in forma, determinato. Il mio impegno è che il centrodestra sia unito da qui all’elezione del presidente della Repubblica e poi oltre».

No al proporzionale (manca la firma di Brugnaro)

A margine dell’incontro Berlusconi, Salvini, Meloni, Lorenzo Cesa e Maurizio Lupi confermano a nome dei loro partiti di essere impegnati, in vista delle future elezioni politiche, a non modificare l’attuale legge elettorale in senso proporzionale. Lo rende noto un comunicato sottoscritto da tutti tranne dal leader di Coraggio Italia Luigi Brugnaro.

Gianni Letta: «Interesse generale sia guida per tutti»

Insieme all’ex premier al vertice hanno preso parte i leader di Lega e Fratelli d’Italia, Matteo Salvini e Giorgia Meloni e il presidente di Coraggio italia, Luigi Brugnaro. A Villa grande anche Gianni Letta. L’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei governi Berlusconi, lasciando la basilica di Santa Maria degli Angeli dopo il funerale di David Sassoli, aveva ribadito: «Il clima di serenità e di valutazione degli interessi generali del bene comune, prima di tutto, deve essere la guida per tutti quelli che hanno la responsabilità, il compito di eleggere il capo dello Stato. Spero che si possa svolgere in questo clima di serena partecipazione, di armonia, di impegno comune per il bene comune».

Pd «deluso e preoccupato per scelta del centrodestra»

Le prime reazioni “a caldo” del Nazareno al comunicato congiunto del centrodestra sono delusione per il merito e preoccupazione per le implicazioni che questa scelta può avere. L’indicazione di Silvio Berlusconi candidato al Quirinale per il centrodestra è stata commentata così dal segretario democratico Enrico Letta: «Ripeto quello che ho sempre detto, il candidato deve essere unitario e non divisivo. Non deve essere un capo politico, ma una figura istituzionale».

Conte: centrodestra non blocchi Italia

«Silvio Berlusconi alla Presidenza della Repubblica è per noi un’opzione irricevibile e improponibile. Il centrodestra non blocchi l’Italia. Qui fuori c’è un Paese che soffre e attende risposte, non possiamo giocare sulle spalle di famiglie e imprese» su Twitter il leader M5S Giuseppe Conte dopo il vertice del centrodestra sul Quirinale.

Renzi: la candidatura Berlusconi ha fatto un passo indietro

Diversa la lettura di Matteo Renzi: «primo scenario» per il Colle, ha detto il leader di Italia Viva, una «personalità del centrodestra che se sarà costruita dovrà esserlo nella settimana prossima. Ciò che è accaduto oggi nella riunione del centrodestra con una indicazione di Berlusconi è a metà, perché hanno detto che deve verificare se ha i numeri. È una indicazione a metà, è un passo indietro per loro nella strada della candidatura di Berlusconi. Oggi Berlusconi ha fatto un passo indietro, non un passi in avanti».

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