Verso l’elezione del Pdr

Conte: «Canale diretto con Salvini». Il leader della Lega: centrodestra compatto su Berlusconi

In occasione dell’assemblea congiunta dei gruppi Cinque Stelle è emersa una divisione tra parlamentari che hanno rinnovato la fiducia incondizionata a Conte e quelli che invece vorrebbero che lo stesso - nella trattativa per l’elezione del presidente della Repubblica - si “accompagnasse” ai capigruppo

(foto Ansa)

4' di lettura

L’attenzione è tutta sulla riunione del centrodestra che si terrà venerdì 14 gennaio presso Villa Grande, la residenza romana del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. In quell’occasione si dovrebbe capire se Lega e Fratelli d’Italia sono compatti nel sostenere l’ex presidente del Consiglio nella corsa al Colle. Alla vigilia dell’incontro il segretario della Lega Matteo Salvini ha sottolineato che il centrodestra è compatto sul sostegno a Berlusconi e che togliere l’attuale premier Mario Draghi da Palazzo Chigi crea confusione.

Un’uscita, quella di Salvini, in linea con la posizione del leader di Fi, che in più in occasione ha ricordato che senza l’ex presidente della Bce alla guida dell’esecutivo la tenuta dell’attuale Governo sarebbe a rischio. Il dialogo e il confronto tra le forze politiche continua. Il leader dei Cinque Stelle Giuseppe Conte è intervenuto all’assemblea congiunta dei gruppi M5s di Camera e Senato. E in quell’occasione ha parlato di un «canale diretto con gli esponenti di centrodestra».

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Salvini, togliere Draghi da Chigi crea confusione

«Dopo trent’anni di Presidenti di sinistra - ha detto il leader della Lega Matteo Salvini in un intervento a Tg4 -, è giusto che il centrodestra faccia una proposta: Silvio Berlusconi è stato premier per tre volte, eletto dagli italiani, quindi nessuno può dire questo sì e questo no. Sto lavorando perchè si voti presto. Non Draghi perchè abbiamo bisogno di un premier sul pezzo, autorevole e garanzia in Europa. Togliere Draghi dal governo crea confusione e di tutto abbiamo bisogno ora tranne che di confusione».

Il leader della Lega: io dialogo con tutti ma Pd tolga veti

Quanto alla chiusura del Pd all’ipotesi di un dialogo fin quando rimane sul tavolo la candidatura di Berlusconi, Salvini ha chiarito: «Io non metto veti nei confronti di nessuno e voglio dialogare con tutti. Se uno dice “voglio dialogare con te ma se non porti tizio” non è un modo di dialogare intelligente. Bisogna parlarne con tutti, si parla del presidente della Repubblica.. Io non dico di no a nessuno e spero che il Pd la smetta di mettere veti». Infine, alla domanda se la partita è ancora in altomare, Salvini ha risposto: «No, no, io sono a buon punto».

M5S spaccati tra contiani e chi vuole dare mandato a capigruppo

E se Salvini manda messaggi di apertura a Berlusconi alla vigilia del vertice del centrodestra, M5s, partito di maggioranza relativa, ha riunito a Montecitorio i gruppi parlamentari in vista della partita del Quirinale, che si aprirà il 24 gennaio con la prima votazione da parte del parlamento in seduta comune, integrato dai delegati delle Regioni. In occasione dell’incontro è emersa una divisione netta tra parlamentari che hanno rinnovato la fiducia incondizionata al leader Giuseppe Conte e quelli che invece vorrebbero che lo stesso - nella trattativa per l’elezione del presidente della Repubblica - si “accompagnasse” ai capigruppo. L’ex presidente del Consiglio ha fatto il punto sui contatti avuti con le altre forze politiche. «Il dialogo e l’asse nel nostro campo, quello progressista, è solido - ha chiarito Conte -: ho avuto incontri con i leader del Pd e Leu. Con i leader di queste forze politiche ho stretto un accordo di consultazione, che vale a rafforzare il dialogo e quindi la forza delle nostre rispettive posizioni, allargando lo spettro potenziale della nostra rappresentatività».

Conte: canale diretto con gli esponenti di centrodestra

«Ma - ha aggiunto l’ex capo del Governo - vi informo che ho instaurato anche un canale diretto con gli esponenti di centrodestra. Questo confronto con gli esponenti di centrodestra (e in particolare con Salvini) è utile per tre ragioni: il presidente deve essere di alto profilo e garante di tutti e il cattivo funzionamento del nostro sistema sul piano dell’alternativa democratica non viene facilitato se procediamo a eleggere presidenti a colpi di strette maggioranze; per la situazione che stiamo vivendo, con un governo di unità nazionale che richiede lo sforzo, visto che siamo ancora in piena emergenza, di procedere anche alla elezione del Capo di Stato con una larga intesa aperta quantomeno alle forze che sostengono l’attuale governo; per ragioni pratiche, perché nessuno schieramento progressista o di destra ha, in partenza, numeri auto-sufficienti in questo parlamento», ha osservato l’ex premier.

L’ex premier: garantire continuità governo

Da Conte è giunto un no a elezioni anticipate. «Non ritengo opportuno scendere nella valutazione di singoli nominativi o rincorrere questa o quest’altra candidatura» per il Quirinale, ha continuato Conte, «questo però può essere il momento per fissare qualche punto fermo» e nel momento dell’emergenza pandemica ed economica «io credo che gli italiani pretendano che il Governo non perda nemmeno un giorno di lavoro per risolvere tutti questi problemi». «Il Movimento 5 Stelle, avendo a cuore l’interesse degli italiani, deve adoperarsi per garantire la continuità dell’azione dell’esecutivo», ha sottolineato l’ex presidente del Consiglio. Conte ha comunque detto no all’ipotesi di Berlusconi al Colle: «Per noi è una proposta irricevibile».

«Nuova congiunta M5s quando soluzione vicina»

Per quanto riguarda la strategia che M5s metterà in campo nella partita per l’elezione del Capo dello Stato, Conte ha chiarito che «in questi giorni sto sentendo tutti i leader, portando avanti i nostri valori e principi in questo passaggio istituzionale delicato, probabilmente senza precedenti per la situazione in cui si trova il Paese» e «abbiamo una cabina di regia» allargata a cui riferirsi, ma «quando avremo una prospettiva di soluzione più concreta sul tavolo chiederò una congiunta per informarvi tutti direttamente».

Renzi, Berlusconi ci crede, Salvini e Meloni meno

Sul tema Quirinale è intervenuto il leader di Iv Matteo Renzi. «Prima ipotesi per il Colle: Il centrodestra trova una personalità, il secondo si va su Draghi, terza ipotesi centrodestra va a dritto su Berlusconi e a quel punto si crea l’ipotesi di un ballottaggio su Berlusconi. Credo che Berlusconi ci creda molto, Salvini e Meloni un po’ meno, ma non sanno come dirglielo. Quando Berlusconi ufficializzerà ciò che vuol fare, dirò quello che penso, a lui e in pubblico», ha detto l’ex premier a Porta a Porta, su Rai Uno.

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