LA MEDIA GIORNALIERA

La parabola di quota 100: dal boom dei primi giorni al crollo

Che le domande di pensionamento agevolato con i requisiti minimi di 62 anni e 38 di contributi si siano rivelate finora piuttosto al di sotto delle aspettative non è più una notizia. Ecco alcuni dati sulle frequenze con cui sono state presentate le domande all'Inps

di Davide Colombo e Marco Rogari


Quota 100: arriva il restyling del governo giallorosso

2' di lettura

Il detto popolare secondo il quale il buongiorno si vede dal mattino non vale per “Quota 100”. Che le domande di pensionamento agevolato con i requisiti minimi di 62 anni e 38 di contributi si siano rivelate finora piuttosto al di sotto delle aspettative non è più una notizia. Ma in attesa di conoscere gli effetti di cassa che queste minori richieste determineranno, vale la pena dare uno sguardo ad alcuni dati sulle frequenze con cui sono state presentate le domande all'Inps.

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Un boom durato tre mesi
Ebbene se nei primi tre giorni operativi, dopo l'entrata in vigore del decreto di gennaio, si viaggiava con una media di 4mila domande, lo scorso agosto il flusso giornaliero si è ridotto a meno di 300, un crollo superiore al 90%. Come si vede nella tabella, le medie giornaliere sono rimaste sopra il migliaio al giorno solo fino a fine marzo. Da aprile in avanti solo alcune centinaia alla volta con un trend fortemente decrescente: da 837 domande al giorno di aprile alle 288 già segnalate per il mese scorso. Una tendenza singolare, anche tenendo conto delle finestre trimestrali di posticipo: con il passare dei mesi la misura avrebbe dovuto incontrare una crescita di adesione anche grazie alla sua diffusione tramite il tam tam dei patronati e la comunicazione pubblica che ne ha accompagnato i primi passi.

I pensionandi e la spesa
Il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, ha già affermato che su “quota 100” le minori spese potrebbero arrivare a 4 miliardi entro il 2020. Si vedrà nei prossimi giorni se dati ufficiali seguiranno e quali indicazioni conterrà la Nota di Aggiornamento al Def, che dovrebbe arrivare tra una decina di giorni. Sappiamo per ora che le domande di “Quota 100” presentate entro il 10 settembre erano 175.999 e che quelle accolte erano 110.733. Quanto si spenderà di meno lo si potrà stimare anche tenendo conto delle altre domande per pensioni agevolate presentate e accolte: siamo a 341.082, sempre al 10 settembre.

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Sulla spesa, finanziata in disavanzo, gli unici numeri noti sono quelli di partenza: il fondo ad hoc della legge di Bilancio 2019 stanziare per le nuove pensioni anticipate 3,8 miliardi quest'anno, 7,9 il prossimo, 8,4 nel 2021 (anno in cui si conclude la sperimentazione “Quota 100”) e 7,9 nel 2022. Totale nel primo quadriennio 28 miliardi da finanziare con nuovo fabbisogno. Vale ricordare che il congelamento della variazione dei requisiti per l'anticipo in funzione della speranza di vita resta in vigore fino al 2026 (quest'anno senza quel blocco i requisiti sarebbero cresciuti di 5 mesi).

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