LA PROPOSTA DI LEGGE

Quota fissa di musica italiana in radio: la Lega «copia» il modello francese

di An.C.


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Una proposta di legge della Lega, che vede come primo firmatario il presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera ed ex direttore di Radio Padania Alessandro Morelli, punta a introdurre una quota minima obbligatoria di repertorio musicale italiano che le emittenti radiofoniche (nazionali e private) sono tenute a trasmettere (nella foto Ansa il vincitore del Festival di Sanremo Mahmood)

2' di lettura

Se il sovranismo alza steccati tra Italia e Francia, la musica, o meglio la tutela di un certo tipo di musica, avvicina Roma e Parigi. Dopo una crisi diplomatica che ha registrato il suo culmine nel richiamo dell’ambasciatore in Italia, oggi tornato a Roma, la Lega di Matteo Salvini “copia” dalla Francia la ricetta per far trasmettere un maggior numero di canzoni italiane sulle emittenti radiofoniche. Se quindi sul ruolo e sul futuro dell’Unione europea le posizioni tra il leader del Carroccio e il presidente Macron restano sostanzialmente distanti, e la distanza è destinata a permanere, se non a crescere, con l’avvicinarsi delle elezioni europee a fine maggio, sulla musica le posizioni non sono così distanti.

La proposta leghista: le radio trasmettano almeno un brano italiano su tre
Una proposta di legge della Lega, che vede come primo firmatario il presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera ed ex direttore di Radio Padania Alessandro Morelli, punta a introdurre una quota minima obbligatoria di repertorio musicale italiano che le emittenti radiofoniche (nazionali e private) sono tenute a trasmettere. La proposta è in linea con un sistema, il sistema delle “quote”, che in Francia è applicato da 25 anni. Dal 1994, infatti, a seguito dell’approvazione della legge Toubon (da Jacques Toubon, ministro della cultura del governo Balladur) sull’uso e la promozione della lingua francese in tutti i contesti, le radio sono obbligate a trasmettere musica francese per una quota pari almeno al 40% della programmazione giornaliera.

Cambia la quota
Se la strategia è la stessa, la proposta del Carroccio si distingue sulla quota: almeno un terzo della programmazione giornaliera va riservata alla produzione musicale italiana, «opera di autori e di artisti italiani - si legge nel documento - e incisa e prodotta in Italia, distribuita in maniera omogenea durante le 24 ore di programmazione». Indipendentemente dal fatto che la proposta di legge venga approvata o meno - il fatto di avere dietro una delle forze di politiche di maggioranza gioca a suo favore - la ripresa del modello francese di promozione delle canzoni segna, se non proprio uno strappo rispetto alla linea classica, un avvicinamento a Parigi. Perlopiù se su una linea che “odora” di sovranismo.

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