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Quoziente familiare, come funziona per il superbonus e perché il governo punta a estenderlo

Nella revisione degli incentivi per i lavori edilizi, il governo introduce un nuovo meccanismo di calcolo che sostituisce l’Isee. Si prendono i redditi della famiglia e si dividono per un coefficiente che sale all’aumentare della numerosità del nucleo

di Andrea Gagliardi

Meloni: pace fiscale, quoziente familiare, estensione flat tax

2' di lettura

Con le novità introdotte dal Decreto Aiuti quater, il quoziente familiare entra a far parte delle logiche del Superbonus. L’articolo che modifica l’incentivazione ai lavori di efficientamento energetico e anti-sismico, abbattendo tra le altre cose la detrazione dal 110 al 90%, introduce una nuova modalità di calcolo del reddito entro il quale si può beneficiare dell’agevolazione per le villette. Il decreto riapre infatti a nuovi interventi da parte dei soli proprietari sulle unità unifamiliari, purché queste siano adibite ad abitazione principale e soprattutto il contribuente che effettua gli interventi abbia un reddito non superiore a 15mila euro.

Il sistema di calcolo

Quest’ultimo viene però calcolato in un modo innovativo. Si devono prendere i redditi registrati in famiglia nell’anno antecedente la spesa per l’efficientamento. Una volta sommati, si dividono per un coefficiente determinato in base alla numerosità della famiglia. Se c’è un solo contribuente, il coefficiente è 1 e quindi si prende tutto il reddito. Il coefficiente è incrementato di uno se è presente un secondo familiare convivente; di 0,5 se è presente un familiare a carico, di 1 se sono presenti due familiari a carico e di 2 se sono presenti tre o più familiari a carico. Così, ad esempio, un contribuente con un reddito di 50mila euro, con un coniuge e quattro figli a carico, ai fini del calcolo del nuovo quoziente si vedrà rideterminare in 12.500 euro il valore rilevante ai fini dell'accesso al bonus edilizio.

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Antoniozzi (Fdi): con quoziente mille euro in più a famiglia

Uno strumento, quello del quoziente familiare, evocato insieme all’aumento dell’assegno unico, al Forum delle famiglie da Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità. E destinato a un utilizzo più esteso se è vero, come afferma il vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi, che «l’introduzione del quoziente familiare per le imposte annunciato dal governo Meloni porterà un recupero medio di’ mille annuali per ogni famiglia, fatto assolutamente positivo per la nostra economia e per i nuclei più numerosi».

Le possibili estensioni

Dopo il debutto con il Sismabonus ci potrebbero essere ulteriori passi. D’altra parte, il quoziente familiare è uno dei cardini sui quali FdI vuole far ruotare la riforma complessiva dell’Irpef. Il quoziente è stato inserito nel programma del partito della premier, e confermato come obiettivo programmatico fin dal discorso d’insediamento al Parlamento. Né va dimenticato che l’esperto fiscale Maurizio Leo, ora viceministro al Tesoro, è da sempre sostenitore della misura.

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