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Quoziente familiare da record in Francia

Un’imposizione fiscale che tenga conto dei carichi familiari, da affiancare all’assegno unico universale che in Italia già raggiunge 5,56 milioni di famiglie con figli (dato Inps aggiornato a settembre)

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Un’imposizione fiscale che tenga conto dei carichi familiari, da affiancare all’assegno unico universale che in Italia già raggiunge 5,56 milioni di famiglie con figli (dato Inps aggiornato a settembre). È questo il modello che si potrebbe replicare dalla Francia. Il mix adottato Oltralpe sembra essere la ricetta giusta per combattere la denatalità: è il Paese dell’Unione europea con il tasso di fertilità più elevato (1,83 nati vivi per donna); nel 2021 i nuovi nati sono stati 742.100, in aumento dello 0,9% rispetto all’anno precedente.

Nello stesso anno le nascite registrate in Italia sono state 399.341, praticamente la metà e il tasso di fecondità è fermo a 1,27 nati vivi per donna. I dati raccontano l’urgenza di cercare politiche in grado di invertire la rotta demografica. E il nuovo Governo, che con questo obiettivo ha “battezzato” il primo ministero per la Natalità, sembra averlo ben chiaro in mente. «Introdurremo il quoziente familiare», ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo discorso di insediamento. E la volontà di procedere in questa direzione è stata confermata anche dalla neo-ministra alla Famiglia e alla Natalità, Eugenia Roccella.

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Con queste dichiarazioni, sembra emergere la volontà di questo esecutivo di “superare” l’Isee, come unico strumento in grado di modulare bonus e prestazioni in base al numero di figli. Il quoziente familiare, come meccanismo che consente di modulare l’imposizione in base ai carichi familiari, pochi mesi fa era stato invece “archiviato” in fase di stesura della delega fiscale, per affidare in esclusiva all’assegno unico “con Isee” la funzione redistributiva a favore delle famiglie con figli.

A questo punto diventa utile conoscere come funziona il “vincente” quotient familial alla francese. Semplificando molto: più la famiglia è numerosa, più si alleggerisce il carico fiscale e si rafforzano i trasferimenti monetari alle famiglie con figli. Indicativamente, per esempio, oggi in Francia una coppia con due figli e 25mila euro di reddito complessivo all’anno non paga tasse; una coppia con due figli e 50mila euro di reddito paga 3mila euro all’anno, circa, e raddoppiando il reddito a 100mila le tasse non superano ei 10mila euro circa l’anno. In pratica il quoziente è il risultato della divisione del reddito complessivo del foyer fiscal (famiglia fiscale) per il numero delle quote che ad esso spettano (parti, rappresentative dei carichi di famiglia). E il numero di quote incide in modo considerevole nel determinare l’imposta sul reddito da liquidare, nel rispetto dei limiti fissati da certi massimali.

Questo sistema impositivo, comunque, in Francia si affianca a una spesa per le famiglie oltre la media europea e ad un pacchetto di sostegni molto ampio: un premio alla nascita in base al reddito, la prestation d’accueil per le famiglie con figli minori di tre anni, l’assegno alle famiglie con almeno due figli a carico, il sussidio per chi ha figli tra i sei e i 18 anni che frequentano una scuola e due misure “aggiuntive” per i nuclei monogenitoriali e per quelli numerosi.

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