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Raccolta del pomodoro, Coldiretti: addio a 1 bottiglia di passata su 10 per la siccità

Campagna anticipata per salvare il raccolto in vista di ulteriori criticità:  stimato un calo dell’11% a 5,4 miliardi di chili

di Emiliano Sgambato

Al via la campagna di raccolta del pomodoro da industria 2022

2' di lettura

Parte in anticipo a causa delle siccità la campagna di raccolta del pomodoro da salsa, che potrebbe portare un calo del raccolto dell’11% destinato a polpe, passate, sughi e concentrato con una produzione nazionale stimata in calo fino a 5,4 miliardi di chili.

È quanto emerge dallo studio della Coldiretti presentato in occasione dell'avvio della raccolta del pomodoro in Italia. Le condizioni climatiche, scrive la Coldiretti, «hanno accelerato i processi di maturazione e messo a rischio le produzioni in campo.Il clima ha dunque decimato il raccolto del prodotto simbolo della dieta mediterranea che quest'anno viene realtà colpita in tutte le sue componenti con il grano destinato alla produzione di pasta stimato in calo di circa il 15% anche se di ottima qualità mentre grandi difficoltà si prevedono anche per l'extravergine di oliva nazionale con gli ulivi in sofferenza per la mancanza di precipitazioni, senza dimenticare che nelle aree più colpite dal caldo e dalla siccità sta bruciando la frutta e verdura nei campi con danni fino al 70%».

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A livello nazionale – spiega Coldiretti – il pomodoro per la salsa Made in Italy, per passate, pelati e concentrati è coltivato su circa 70mila ettari da nord a sud del Paese con Emilia Romagna, Lombardia, Campania e Puglia che sono i principali produttori coinvolgendo una filiera dove operano 6.500 imprese agricole, circa 90 imprese di trasformazione e impiega 10.000 addetti, per un fatturato di 3,7 miliardi di euro di cui più della metà realizzato grazie alle esportazioni all'estero in crescita del 5% nei primi quattro mesi del 2022 nonostante la guerra in Ucraina. L’Italia rappresenta il 15% del raccolto mondiale, è il primo produttore europeo di pomodoro davanti a Spagna e Portogallo e il secondo a livello globale subito dopo la California.

Oltre la siccità, la Coldiretti torna a sottolineare il problema dell’aumento dei costi che va dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio, dal 30% per il vetro al 15% del tetrapack, dal 35% delle etichette al 45% per il cartone, dal 60% per i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al 70% per la plastica. Inoltre ci sono i rincari di noli e trasporti.

«Uno scenario drammatico in cui – spiega Coldiretti – si paga più la bottiglia che il pomodoro in essa contenuto: in una bottiglia di passata da 700 ml in vendita mediamente a 1,3 euro oltre la metà (53%) è il margine della distribuzione commerciale con le promozioni, il 18% sono i costi di produzione industriali, il 10% è il costo della bottiglia, l'8% è il valore riconosciuto al pomodoro, il 6% ai trasporti, il 3% al tappo e all'etichetta e il 2% per la pubblicità».

«Serve responsabilità da parte dell'intera filiera alimentare con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore anche combattendo le pratiche sleali nel rispetto della legge che vieta di acquistare il cibo sotto i costi di produzione», afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare «la necessità di risorse per sostenere il settore in un momento di emergenza, fra guerra e siccità, che deve spingere il Paese a difendere la propria sovranità alimentare».


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