organizzazione mondiale della sanità

Coronavirus, che cosa significa emergenza globale e che cosa comporta

Nessun potere coercitivo: il direttore generale dell’Oms può indicare raccomandazioni e coordinare le misure di contrasto

di P.Sol.


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(REUTERS)

2' di lettura

In gergo burocratico si indica come Pheic, “emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale”, in poche parole è “emergenza globale”. Quella dichiarata giovedì dall’Organizzazione mondiale della sanità contro il coronavirus 2019-nCoV è la sesta dal 2005, quando l’Oms ha adottato il nuovo regolamento dopo la pandemia della Sars.

La prima è stata nel 2009 per l’H1N1, l’influenza suina, seguita dalla poliomelite nel 2014, anno in cui è stata dichiarata anche contro il virus Ebola, ripetuta poi cinque anni dopo, e da Zika nel 2015.

Di fatto l’emergenza globale è una dichiarazione della gravità dell’epidemia, che supera i confini di un singolo paese, e della necessità di un intervento coordinato a livello globale delle azioni di contrasto e, soprattutto, della ricerca per un vaccino e di terapie per il contenimento della diffusione del virus.

L’emergenza globale viene dichiarata di fronte a «un evento straordinario che minaccia di rappresentare un rischio per la salute pubblica degli altri Stati attraverso la diffusione internazionale del contagio e che richiede potenzialmente una risposta coordinata a livello internazionale».

Questo significa che si tratta di «una situazione seria, improvvisa, insolita o inaspettata» che «comporta implicazioni per la salute pubblica al di fuori dei confini dello Stato interessato» e che «potrebbe richiedere un’azione internazionale immediata».

Queste sono le condizioni giudicate giovedì a Ginevra dall’International Health Regulations Committee dell’Oms che solo pochi giorni prima aveva deciso di non dichiarare l’emergenza. Decisivo è stato l’aumento del numero dei decessi provocati dal coronavirus, arrivati ieri a 213 . Il Comitato ha quindi raccomandato l’adozione dell’emergenza, che formalmente deve essere dichiarata dal direttore generale Tedros Adhanom.

Di fronte all’emergenza l’Oms non ha alcun potere coercitivo per imporre misure a livello internazionale ai singoli Stati. Al direttore generale dell’istituzione internazionale spetta il compito di fornire «raccomandazioni temporanee che dovrebbero essere prese da singoli Paesi per prevenire o contenere la diffusione del contagio ed evitare interferenze inutili con il commercio e i viaggi internazionali». In pratica può raccomandare misure per il controllo ed eventuali restrizioni dei viaggi e delle esportazioni, così come la valutazione delle disposizioni in ambito sanitario dei Paesi colpiti.

Le raccomandazioni stesse scadono automaticamente ogni tre mesi. Il Comitato viene infatti riconvocato almeno ogni tre mesi per la valutazione della situazione internazionale e l’eventuale rinnovo dell’emergenza.

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