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Raddoppia la vendita di vino online (e cresce del 10% nei supermercati)

Secondo i dati Nomisma Wine Monitor e Nielsen nel primo semestre 2020 venduta online 1 bottiglia ogni 16 nella Gdo. Il trend comunque non compensa il calo del canale fuori casa.

di Giorgio dell'Orefice

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(Bruce Shippee - stock.adobe.com)

Secondo i dati Nomisma Wine Monitor e Nielsen nel primo semestre 2020 venduta online 1 bottiglia ogni 16 nella Gdo. Il trend comunque non compensa il calo del canale fuori casa.


3' di lettura

Quello che tanti avevano già prefigurato adesso è certificato dai numeri. L'emergenza Covid-19 ha prodotto un consistente spostamento dei consumi di vino dal canale horeca (bare e ristoranti a lungo chiusi e ancora alle prese con una complessa ripartenza) alla grande distribuzione ma soprattutto all'e-commerce. Canale quest'ultimo, che ha così recuperato terreno in Italia raggiungendo volumi e valori più in linea con altri Paesi dove il commercio online è maggiormente sviluppato.

È quanto emerge dai relativi ai consumi di vino nel primo semestre del 2020 resi noti da Wine Monitor di Nomisma e da Nielsen che così hanno inaugurato anche una loro partnership stretta proprio per monitorare le novità su un mercato, come quello nazionale del vino, in rapido mutamento.

Il primo dato secco che emerge dalle stime di Wine Monitor e Nielsen è che nel primo semestre dell'anno gli acquisti di vino presso i punti vendita della grande distribuzione e l'e-commerce sono cresciuti rispettivamente del 9 e del 102% rispetto al primo semestre 2019.Il raddoppio delle vendite online non deve però far perdere di vista il rapporto tra i due canali distributivi: nonostante la performance del commercio elettronico per ogni bottiglia che si vende online se ne vendono 16 sugli scaffali della Gdo.

Le cifre di Wine Monitor e Nielsen vanno ancora più in profondità e consentono inoltre di chiarire come l'escalation del vino sul web ha premiato, in termini di crescita percentuale, più gli operatori del largo consumo rispetto ai “pure player” ovvero quelli specializzati sul vino. I primi infatti hanno messo a segno un balzo del 146% contro il +95% registrato dagli specializzati «che tuttavia – segnalano Wine Monitor e Nielsen – movimentano l'83% del fatturato online relativo alle vendite di vino».

Al di là delle percentuali la testimonianza più evidente del repentino sviluppo in questi mesi del commercio online di vino e del fatto che per molti questa crescita non resterà episodica ma assumerà contorni sempre più strutturali è data dall'acquisto, effettuato poche settimane fa da parte di Campari del 49% di Tannico, una delle principali piattaforme specializzate nella vendita di vino sul web

«L’accelerazione impressa dalla pandemia nello sviluppo dell'online per le vendite di vino è innegabile – ha spiegato il responsabile di Wine Monitor di Nomisma, Denis Pantini – . Anche nei prossimi mesi si assisterà a un consolidamento di tale canale, obbligando così i produttori a una maggior attenzione verso le nuove modalità di vendita. È alla luce di tale evoluzione del mercato che abbiamo avviato la collaborazione con Nielsen, al fine di realizzare congiuntamente nuovi strumenti di monitoraggio e analisi dei trend di consumo a supporto della filiera vinicola italiana»

Sul fronte invece della distribuzione a libero servizio (compresi discount), è interessante segnalare come le vendite di vino siano cresciute anche dopo il lockdown. In particolare, sempre secondo dati Nielsen, le vendite registrate nelle otto settimane tra il 9 marzo e il 3 maggio sono aumentate del 6,7% a valori e del 9,7% a volumi, evidenziando un calo del prezzo medio di quasi il 3%. Ma il dato che probabilmente interesserà di più i produttori di vino made in Italy è quello relativo alle otto settimane successive al lockdown (e cioè fino al 28 giugno) che hanno registrato un incremento del 12,9% nei volumi e del 16,2% nel fatturato grazie a un incremento dei prezzi medi del 3%

«Nelle settimane del lockdown le preferenze degli italiani sono andate ai vini fermi e frizzanti (+12,5% a valori rispetto allo stesso periodo 2019) e, all'interno di questa tipologia, verso i rossi (+14,9%). Al contrario, gli acquisti di spumanti (compreso lo Champagne) si sono ridotti – sempre a valori – del 19%, complice anche una Pasqua festeggiata all'interno della ristretta cerchia di conviventi tra le stesse mura domestiche».

Nelle settimane successive, quelle cioè delle fasi 2 e 3, qualcosa è cambiato anche nelle dinamiche di consumo: le vendite di vini fermi e frizzanti sono cresciute di un altro 13,9%, mentre quelle di spumanti e Champagne hanno messo a segno un +27,5%, con in testa gli Charmat Secchi (tra i quali la parte del leone la recita il Prosecco) a guidare il recupero (+32,4%).

«L'e-commerce si sta affermando – ha aggiunto il consumer Intelligence and e-commerce leader di Nielsen Connect Italia, Stefano Cini – come uno dei canali di maggiore prospettiva per molte (ma non tutte) categorie di prodotti del Largo Consumo. Il vino è senza dubbio una di queste. Le sue vendite on line mostrano un trend di crescita esponenziale che con la pandemia si è consolidato ancora di più».

Per approfondire

Campari compra il 49% di Tannico: operazione da 23 milioni

https://www.ilsole24ore.com/art/campari-compra-49percento-tannico-operazione-23-milioni-ADW3ujV


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