Cassazione

Radiato lo psicologo che “cura” con i magneti e aderisce alle leggi di Hamer

Contestato al professionista l’utilizzo di strumenti non supportati da basi scientifiche. Nel mirino anche l’adesione alle cinque leggi di Hamer, in base alle quali ogni patologia, compreso il cancro, nasce da paure interne

di Patrizia Maciocchi

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Contestato al professionista l’utilizzo di strumenti non supportati da basi scientifiche. Nel mirino anche l’adesione alle cinque leggi di Hamer, in base alle quali ogni patologia, compreso il cancro, nasce da paure interne


2' di lettura

Corre il rischio di bruciare la sua laurea, lo psicologo che si affida a metodi non supportati dalla scienza. La Cassazione, con la sentenza 14299, respinge il ricorso del professionista, radiato dall’albo, dopo una segnalazione di una collega. Nella denuncia al Consiglio dell’ordine una psicologa aveva riferito che il ricorrente aveva sollecitato una sua paziente a lasciare il lavoro e la famiglia per andare in Africa, perché era la reincarnazione di una donna africana. Conclusione raggiunta dopo averle passato un magnete sulla testa.

Il trasmutatore energetico e le leggi di Hamer
Del resto lo stesso ricorrente aveva ammesso, nel corso del procedimento disciplinare, di aver utilizzato non un qualunque magnete, ma un trasmutatore energetico chiamato “Cleanenergy”, pur precisando che non garantiva al paziente benefici o risultati positivi. Tra le teorie, decisamente poco convenzionali seguite dall’incolpato, c’erano anche le cinque “leggi di Hamer”, secondo le quali l’origine di tutte le malattie, comprese quelle oncologiche, sarebbero le paure interne.

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Una tesi che aveva divulgato anche via web, mettendo on line dei video in cui manifestava la sua adesione a “leggi” prive, secondo i probi viri, di una base scientifica, ma difese dal ricorrente che aveva sottolineato come le teorie, fossero oggetto di un ampio dibattito.

La sentenza

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Il codice deontologico
Lo psicologo ricordava, infatti, che il codice deontologico non richiede espressamente l’impiego di metodi formalmente accreditati dal punto di vista scientifico, ma di metodologie rispetto alle quali sia possibile indicare riferimenti scientifici. Una dignità che il professionista riconosceva anche al trasmutatore energetico, strumento anche questo considerato accreditato grazie ai numerosi test ai quali sarebbe stato sottoposto. Il consiglio disciplinare non va però più in là dell’ammissione di un possibile effetto placebo. Dalla sua lo psicologo, che disertava anche i corsi di aggiornamento, aveva il fatto di non aver mai consigliato cure ai pazienti oncologici, essendosi limitato a parlare dell’origine psicosomatica del male. Da qui l’argomento della difesa, su una condotta tutto sommato innocua «che non aveva mai arrecato danno a chicchessia né è stata fonte e ragione di pericolo». Ma non basta forse lo psicologo oltre a non fare danni dovrebbe essere d’aiuto. Per la Cassazione è corretta la cancellazione dall’albo.

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