al voto in primavera

Radicali e pezzi di Fi: ecco chi farà campagna per il no al referendum sul taglio parlamentari

Defilati i dem. Nessun impegno a favore del referendum da parte dei leghisti anche se otto di loro, per ragioni tattiche, lo hanno sottoscritto

di Andrea Gagliardi

Stop a legge taglio parlamentari, raccolte firme per referendum

Defilati i dem. Nessun impegno a favore del referendum da parte dei leghisti anche se otto di loro, per ragioni tattiche, lo hanno sottoscritto


2' di lettura

«Noi no»: è il nome del Comitato che si batterà (controcorrente) per il No al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari che si dovrebbe svolgere in primavera. L’iniziativa è stata presentata dalla Fondazione Einaudi che aveva promosso la raccolta di firme dei senatori per chiedere il referendum. «La Fondazione Einaudi ora fa un passo di lato - ha detto il presidente Giuseppe Benedetto - e lascia la campagna referendaria al nascente Comitato. A guidarlo saranno quei parlamentari che hanno firmato per il referendum, 71 senatori e 29 deputati che decideranno di aderire». Infatti, non tutti i 100 parlamentari aderenti sono per il “no”. Alcuni hanno firmato per permettere il referendum ma hanno dichiarato di non essere per il No, mentre altri come Tommaso Nannicini (Pd) hanno detto che devono decidere.

Pezzi di Fi e radicali tra i soci fondatori
Tra i coordinatori del comitato due costituzionalisti: Giuseppe Bozzi e Vincenzo Palumbo. Tra i soci fondatori pezzi di Forza Italia (i deputati Simone Baldelli e Deborah Bergamini; i senatori Giacomo Caliendo, Andrea Cangini e Nazario Pagano) e dei radicali (Riccardo Magi). Defilati i dem (anche se hanno firmato in sette). È improbabile immaginare un impegno a favore del referendum da parte dei leghisti. Otto di loro (Claudio Barbaro, Massimo Candura, William De Vecchis Roberto Marti, Enrico Montani e Pasquale Pepe, Ugo Grassi e Francesco Urraro) lo hanno sottoscritto, ma come manovra tattica basata sulla convinzione che la celebrazione del referendum sul taglio dei parlamentari avrebbe favorito il sì della Consulta al referendum sul maggioritario puro.

Un sito ad hoc per la campagna
Sul sito www.noino.eu vi è tutto il materiale per costituire sin d'ora un Comitato territoriale. Ne risultano già una ventina da Torino a Catania. Nel manifesto del comitato si legge che «ridurre gli sprechi della politica e le inefficienze dei procedimenti legislativi è possibile anche senza indebolire la democrazia rappresentativa e il rapporto tra elettori e eletti».

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