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Raffineria di Milazzo, accordo raggiunto sull’indotto

La Ram, controllata pariteticamente da Eni e Q8, conferma gli impegni e gli investimenti. Intesa per l’occupazione degli operai. E gli ad dell’azienda ribadiscono: «Sito per noi strategico»

di Nino Amadore

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La Ram, controllata pariteticamente da Eni e Q8, conferma gli impegni e gli investimenti. Intesa per l’occupazione degli operai. E gli ad dell’azienda ribadiscono: «Sito per noi strategico»


3' di lettura

Torna il sereno alla Raffineria di Milazzo dopo giorni di agitazione . L’incontro tra l’azienda (controllata pariteticamente da Eni e Q8) e i sindacati che si è svolto alla Camera di commercio di Messina ha certificato un rasserenamento del clima anche se l’aria resta abbastanza calda. Nei giorni scorsi i sindacati avevano proclamato uno sciopero a oltranza temendo per il destino di 600 operai dell’indotto e per la stessa permanenza della raffineria a Milazzo.  Sciopero che era stato sospeso ma era rimasto lo stato di agitazione.

Ecco perché gli amministratori delegati della Raffineria (Roberto Grillo per Q8 e Alfredo Barbaro per Eni) hanno voluto fare chiarezza: «La Raffineria di Milazzo rimane un impianto strategico per gli azionisti - hanno detto nel corso dell’incontro organizzato da Sicindustria Messina di cui è presidente Ivo Blandina -. Siamo convinti che i vincoli imposti dal Piano regionale di tutela della qualità dell’aria saranno superati».

Le ragioni dell’azienda

Quello del Piano della qualità dell’aria è un punto dolente di questa vicenda: la Raffineria, alle prese come altre aziende con le conseguenze della crisi causata dalla pandemia, ha dovuto avviare la revisione dei processi e degli investimenti confermando per il 2020 un piano da 45 milioni con interventi per la maggior parte legati ad adeguamenti ambientali richiesti dall’Aia rilasciata nel 2018 e che ora, dopo meno di due anni, è di nuovo in discussione a causa appunto del Piano della qualità dell’aria della Regione siciliana. Un tema, quello del Piano, su cui sono impegnati anche i sindacati: «Tra i tanti temi da affrontare in futuro – dicono Cgil, Cisl e Uil – c’è anche quello del Piano di qualità dell'aria emanato dalla Regione Sicilia che mette in forte difficoltà la continuità della Raffineria e servirà un fronte comune, nel rispetto dei ruoli di ciascuno, per tutelare il sistema produttivo ed industriale del territorio messinese e per garantire in pieno il binomio difesa dell'ambiente e sviluppo economico-sociale».

Oggi la situazione è complicata: il crollo dei consumi ha determinato pesanti ripercussioni per il settore della raffinazione che sommato ad una contrazione dei margini di raffinazione in Europa, ha costretto tutte le raffinerie, compresa la Ram, a fermare alcune unità produttive.

Anche a causa dell'emergenza Covid, la Ram ha dovuto posticipare al 2021 la fermata programmata di manutenzione. «In questi mesi – ha spiegato il direttore della Raffineria Luca Amoruso - la Ram e le ditte operanti all'interno del sito hanno dovuto conciliare le esigenze di lavoro con le disposizioni governative, che hanno imposto un contingentamento delle presenze, per permettere la continuità operativa del nostro servizio essenziale di produzione carburanti. Permettetemi di dire che le misure messe da noi in atto sono state immediate ed efficaci». Al termine dell’incontro le parti hanno condiviso che le ditte appaltatrici assicureranno una rotazione del personale oltre ad un utilizzo distribuito ed equo degli ammortizzatori sociali straordinari disponibili.
Ram, aziende dell'indotto e sindacati hanno infine convenuto di incontrarsi periodicamente per gli aggiornamenti del caso «con il comune obiettivo di permettere alla Raffineria di Milazzo di continuare ad essere considerata una risorsa imprescindibile per il territorio».

La soddisfazione dei sindacati

Positivo il giudizio dei sindacati: «L’accordo siglato oggi rappresenta la ripresa delle relazioni sindacali, anche perché si è ragionato in chiave costruttiva - dicono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Messina, Giovanni Mastroeni, Antonino Alibrandi e Ivan Tripodi -. L'aspetto importante è che si torna a dialogare con l'obiettivo comune di superare il periodo negativo che sta attraversando tutta l'area a causa dell'emergenza sanitaria e dei blocchi legati al Covid-19. Nel rispetto dei Dpcm e delle normative, adesso si lavorerà per far rientrare prima possibile tutti i lavoratori all'interno del ciclo produttivo».
La prossima settimana, è stato concordato, l'azienda e le imprese inizieranno a programmare le attività da svolgere così da calendarizzare un rapido rientro organizzato dei lavoratori. Soddisfazione dei sindacati anche per le conferme arrivate dai vertici di Eni e Q8. «Sono stati confermati 45 milioni di investimento per il 2020 e questo è un buon segnale considerato che altrove non c'è nulla – sostengono i sindacalisti –. La presenza e le parole espresse dai vertici di Eni e Q8, arrivati sin da Roma, conferma la volontà degli azionisti di investire nel sito di Milazzo e lo riteniamo un segnale importante perché hanno chiarito come la Raffineria Ram rappresenti un punto fermo del loro business».

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