il libro di irene soave

Ragazze da marito al giorno d’oggi

di Andrea Di Consoli


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3' di lettura

Irene Soave, giornalista, classe 1984, con Galateo per ragazze da marito affonda la sua brillante sonda nella “questione femminile”, e lo fa con una metodologia sagace, massimamente arguta. L’autrice allestisce uno zibaldone su “come deve comportarsi una donna” rifacendosi, anche citazionisticamente, a un genere sub-letterario ben preciso, ovvero ai manuali di comportamento, ai galatei, alle raccolte di posta del cuore, ai testi di precettistica, di buone maniere, di consigli su come vestirsi, innamorarsi, approcciarsi agli uomini, eccetera.

La Soave ne cita a decine, di simili volumi, e li analizza facendoli entrare in una riflessione sull’oggi, spesso creando dei veri e propri cortocircuiti culturali, perché tante regole e buone maniere del passato – soprattutto lungo un arco temporale che va dall’Unità d’Italia agli anni 60 del ’900 – sembrano sì dei reperti archeologici a tratti ridicoli, tuttavia a leggere bene tra le righe le questioni sono tutte lì aperte, sia pure sotto mentite spoglie.

Chi deve corteggiare? Qual è l’età giusta per sposarsi? Come si sceglie un marito? Come ci si deve vestire? Quando e come bisogna “concedersi”? Irene Soave cita vecchie regole borghesi claustrofobiche mettendole in controluce rispetto a un presente libero, sbandato, senza regole, dove tutti i valori di riferimento sono saltati. E lo fa scoprendosi, raccontandosi apertamente, senza riuscire a nascondere, sia pure con tono ironico e autoironico, uno smarrimento antropologico. La verità è che su amore, sesso, matrimonio, fedeltà, regole comportamentali sono saltati tutti i punti di riferimento, e questa è indubbiamente una conquista di libertà; eppure, di fatto, questo presente è un difficile deserto di paure, di appetiti temporanei, di menzogne, di volgarità, di narcisismi, di volatilità di ogni legame e di ogni proponimento “serio”, che sta gemellando la parola libertà alla parola solitudine. Un tempo l’ideologia amorosa e familiare portava, soprattutto le donne, ad adeguarsi a regole, consuetudini, obblighi e umiliazioni di tutti i tipi. Poi, la liberazione dei costumi ha profondamente destrutturato quel modello. Oggi un nuovo modello non c’è, anche perché l’idea di famiglia è molto liquida, e sempre meno centrale. Chi crede davvero alla famiglia tradizionale? E come tenere in piedi un modello totalizzante – quello familiare, appunto – in un’epoca di individualismi e di atomizzazione? E allora è vero sì che si sorride leggendo i consigli che certe contesse e certe giornaliste molto snob davano alle loro sospirose lettrici, ma come orientarsi oggi in un mondo senza valori condivisi?

La Soave prende molto sul serio il genere sub-letterario dei galatei e dei manuali, perché ha capito bene che questo presente velleitario e di luoghi comuni (“bisogna stare bene con se stessi”, “meriti di più”, eccetera) non è meno asfissiante dell’epoca delle “donne da marito”, quando tutto era frutto di regole e strategie, da come accavallare le gambe a come cucinare, da come reagire a un tradimento a come comportarsi in vacanza, da come rendersi belle a come convivere con un uomo ricco.

In tutto questo, emerge lampante la drammaticità della “questione maschile”. Cosa sono diventati, gli uomini? Come si stanno approcciando alla libertà femminile e ai vecchi valori agonizzanti? A leggere la Soave anche loro sono sbandati, e si muovono a tentoni con vecchi retaggi e con sempre più marcate libertà, ignorando quale strada percorrere. Sembrerebbe un’operazione divertita e un po’ vintage, quella dell’autrice, in realtà dentro a questo zibaldone c’è tutta intera la diagnosi di un male d’amore epocale e, sembrerebbe, senza soluzione. Si può certamente sorridere di fronte ai polverosi consigli della contessa Clara: la verità è che c’è poco da ridere anche pensando a Tinder e a Badoo.

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