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Ragazzi in viaggio sul binario della memoria

di Maria Luisa Colledani


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2' di lettura

Questo libro, nato dal dolore più buio, è un inno alla vita e all’amore. Liliana Segre ha scritto Scolpitelo nel vostro cuore. Dal binario 21 ad Auschwitz e ritorno: un viaggio nella Memoria a 80 anni dalle leggi razziali che tolsero ogni diritto ai cittadini italiani appartenenti alla minoranza ebraica e nell’anno in cui il Capo dello Stato Sergio Mattarella l’ha nominata Senatrice a vita, proprio perché la Memoria sia sempre più patrimonio condiviso e perché nessuno dimentichi l’assurdità della Shoah e la pericolosità dell’odio. Come quello dei vigliacchi che il 10 dicembre, a Roma, hanno strappato via le venti Pietre d’inciampo che ricordavano la famiglia Di Consiglio sterminata ad Auschwitz.

Liliana Segre racconta ai ragazzi, ai suoi “nipoti ideali” le leggi razziali, l’indifferenza, la forza di chi sapeva ancora dire «vi vogliamo bene», la guerra, la fuga, il campo di sterminio di Auschwitz, la fine della Germania e il ritorno a casa in una Milano che correva di fretta e voleva dimenticare, mentre Liliana faticava, incompresa, sotto il carico di ricordi insormontabili come un Everest. Questo è un libro per ragazzi: nella sua scrittura limpida e pura come acqua di fonte, la Senatrice richiama i giovani alla responsabilità perché «è nell’indifferenza generale che i dittatori compiono i saccheggi più gravi alla dignità dell’uomo».

Liliana Segre, Scolpitelo nel vostro cuore. Dal Binario 21 ad Auschwitz e ritorno: un viaggio nella Memoria, a cura di Daniela Palumbo, Piemme 2018, 105 pag, 12 euro

La forza della memoria
Testimoniare, ricordare, lasciare memoria ai più giovani significa poter immaginare un futuro migliore, un futuro di pace, diverso dagli anni vissuti da Liliana Segre nella condizione di clandestina e di richiedente asilo, provando il carcere e il lavoro operaio fino a diventare Stücke - pezzo -, senza diritti né identità. In fondo, così simile ai migranti del nostro presente in fuga da guerre e carestie: «Io so cosa significa essere respinti. Perdere in un attimo la speranza», ammonisce questa donna, dai modi gentili e dalla forza trascinante.
Le sue pagine sono un inno alla vita, per far sì che non ci siano più clandestini né schiavi la Senatrice, quando i ragazzi le chiedono come abbia potuto attraversare tutto questo, ricorda la forza vitale che la sosteneva: «Se ce l’ho fatta io, ce la farete anche voi. (...) Mettevo una gamba davanti all’altra, volevo vivere. Dobbiamo camminare nella vita». Un insegnamento eterno in cui pare echeggiare il crepitare dei passi del Sergente nella neve. O la bellezza dolorosa e sconvolgente delle foto di Sebastião Salgado.

La vita è bella
Andare avanti, sì, perché scrive Liliana Segre ai suoi “nipoti ideali” «la vita può essere bellissima. Bisogna essere forti, avere speranza e scegliere la vita sempre». Ed è proprio vero che le parole contengono tutto, basta saperle ascoltare. Vita discende dal latino vis (forza), attraverso il greco bios (vita): tre termini che tengono insieme tutte le nostre esistenze. Come ci ricordano le pagine di una donna di pace, testimone del Novecento. Comprate questo libro e moltiplicatelo; leggetelo e moltiplicatelo ancora. Il futuro dei nostri figli avrà più luce perché sarà costruito con i mattoni della pace.

Liliana Segre, Scolpitelo nel vostro cuore. Dal Binario 21 ad Auschwitz e ritorno: un viaggio nella Memoria, a cura di Daniela Palumbo, Piemme 2018, 105 pag, 12 euro

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