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Raggi, fissata al 9 gennaio la prima udienza nel processo per falso

di Ivan Cimmarusti


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(ANSA)

2' di lettura

È fissata per il 9 gennaio la prima udienza preliminare per la sindaca di Roma Virginia Raggi, per la quale la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio con l'accusa di falso. Un procedimento che si apre nel cuore della campagna elettorale per le elezioni politiche. La richiesta di processo è stata avanzata a settembre dal procuratore aggiunto capitolino Paolo Ielo.

Il caso dela nomina di Marra alla direzione Turismo
Secondo la Procura, Virginia Raggi avrebbe detto il falso alla responsabile anticorruzione del Campidoglio e non avrebbe impedito a Raffaele Marra – suo ex braccio destro sotto processo per corruzione per fatti del 2013 – di partecipare alle procedure di nomina del fratello Renato alla direzione Turismo del Campidoglio. Raggi, secondo l’accusa, è indagata per falso in quanto avrebbe detto alla responsabile anticorruzione del Comune, Mariarosa Turchi, che per la nomina avrebbe agito in autonomia.

Chiesta l’archiviazione per l’assunzione di Romeo
Chiesta l’archiviazione, invece, dall'accusa di abuso d’ufficio per la nomina di Salvatore Romeo, il suo ex capo segreteria. Secondo la ricostruzione preliminare, il reato è stato messo in relazione alla nomina di Romeo, passato in applicazione del Testo unico degli enti locali da uno stipendio di 39mila euro a 110mila, poi abbassati a 93mila dopo l’intervento dell’Anac a settembre. La vicenda è illustrata anche da un lungo esposto inoltrato dall’ex capo di gabinetto Carla Raineri ai magistrati, che scrive: «Ho trovato sospetto il fatto che la delibera fosse adottata il 9 agosto, ove si consideri che il signor Romeo esercitava le funzioni di capo segreteria particolare del sindaco sin dall'insediamento e cioè il 19 giugno». Aggiunge che «questa discrasia temporale può giustificarsi con il fatto che prima di allora la dottoressa Benente era in servizio e non avrebbe, presumibilmente, apposto la propria firma su una delibera che ha sempre dichiarato di non condividere». Raineri spiega, inoltre, che la stessa delibera «non è passata al vaglio del gabinetto del sindaco», come previsto dalla legge. Inoltre,«la nomina è inserita assieme ad altre due, senza che però sia deliberato il quantum economico, rinviato a categorie contrattuali di non immediata percezione».

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