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Roma, Raggi assolta in appello per il caso Marra. L’impatto della sentenza nella corsa al Campidoglio

La sindaca della capitale era stata assolta anche in primo grado, con la formula perché il fatto non costituisce reato

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La sindaca di Roma Virginia Raggi

La sindaca della capitale era stata assolta anche in primo grado, con la formula perché il fatto non costituisce reato


3' di lettura

La sindaca di Roma Virginia Raggi è stata assolta in appello nell'ambito del processo sull'inchiesta nomine. La decisione della corte è stata accolta con un applauso dalle persone presenti in aula. Raggi ha abbracciato il marito. La Procura Generale aveva chiesto una condanna a dieci mesi per l'accusa di falso in relazione alla nomina di Renato Marra, fratello dell'ex capo del personale Campidoglio Raffaele, a capo del dipartimento turismo del Comune di Roma. Raggi era stata assolta anche in primo grado.

«Dieci mesi di reclusione per Virginia Raggi»; era stata questa la richiesta formulata dal procuratore generale di Roma, Emma D'Ortona, nell'ambito del processo di appello alla sindaca accusata di falso per la nomina di Renato Marra. La nomina venne poi ritirata.

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«Credo debbano riflettere in tanti, soprattutto dentro il M5S»

«Questa è una mia vittoria, del mio staff, delle persone che mi sono state a fianco in questi quattro lunghi anni di solitudine politica ma non umana. Credo che debbano riflettere in tanti, anche e soprattutto, all'interno del M5s». Per la sindaca di Roma Virginia Raggi il commento dell’assoluzione in appello è anche l’occasione di togliersi qualche sassolino dalle scarpe: «Ora è troppo facile voler provare a salire sul carro del vincitore con parole di circostanza dopo anni di silenzio. Chi ha la coscienza a posto non si offenda per queste parole ma tanti altri, almeno oggi, abbiano la decenza di tacere».

Di Maio: grande donna

«Oggi Virginia Raggi è stata assolta. Ancora una volta. Continua a resistere grande donna, il MoVimento 5 Stelle resiste insieme a te». Lo scrive il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, su Facebook commentando l'assoluzione della sindaca di Roma in appello.

«Dopo una mole di attacchi mediatici vergognosi ricevuti negli ultimi anni, è arrivata finalmente la notizia che tutti aspettavamo: Virginia Raggi è stata assolta! Virginia ha dimostrato un coraggio ineguagliabile e una forza d'animo straordinaria, che le hanno permesso di superare una valanga di accuse come poche nella storia del nostro Paese» scrive invece il viceministro Stefano Buffagni. «Virginia è innocente, è stata assolta, e questa è l'ennesima dimostrazione della trasparenza e onestà della sua amministrazione! Forza Virginia! Il Movimento è con te», conclude.

Le perplessità nel movimento

In queste settimane, la sindaca si è sempre detta serena e ha ribadito in più occasioni la sua intenzione di «andare avanti a testa alta» e di continuare il percorso che la vede decisa a ricandidarsi per un secondo mandato al Campidoglio. Ma dentro il movimento dei Cinquestelle, non tutti sono d’accordo sulla scelta della prima cittadina e anche nel Pd, alla ricerca di una quadra per le Comunali di Roma, non mancano le perplessità rispetto a un secondo mandato dell’attuale sindaca.

La requisitoria del pg

Nella breve requisitoria il procuratore generale ha affermato che la «sindaca conosceva la posizione di Raffaele Marra e ha omesso di garantire l'obbligo che Marra si astenesse nella nomina del fratello Renato». Per il rappresentante dell'accusa “«l'errore del precedente giudice (che ha assolto Raggi ndr) è di avere trasformato una indagine documentale in dichiarativa».

La partita per la conquista del Campidoglio

L’assoluzione avrà anche inevitabili ripercussioni politiche. Probabile, infatti che la sindaca si senta e risulti in effetti rafforzata e che l’ipotesi di ritirarsi dalla corsa per il Campidoglio perda drasticamente quotazioni. Questa situazione potrebbe anche complicare i rapporti tra i due alleati della maggioranza di governo, M5S e Pd, quest’ultimo notoriamente critico e contrario a un secondo mandato Raggi. A movimentare il quadro politico c’è anche la candidatura dell’ex ministro Carlo Calenda che attende di capire le mosse dei Democratici, finora rimasti defilati, se non addirittura critici, rispetto alla sua decisione di scendere in campo per conquistare lo scranno più alto del Campidoglio. Il leader di Azione ha comunque scritto su Twitter: «Complimenti a Virginia Raggi per l’assoluzione. Sempre una buona notizia».

Paolo Ferrara: Virginia onesta e competente

«L'onestà di Virginia viene nuovamente confermata. Sono ora in tribunale accanto alla sindaca e l'ho sentito con le mie orecchie: I giudici hanno detto chiaramente che Virginia Raggi è in buona fede». Così su Facebook il consigliere capitolino M5s Paolo Ferrara. «Noi non avevamo dubbi anche se qualcuno ha provato a gettare fango - dice ancora - Aggiungo che non solo è onesta ma anche competente e per questo rimane l'unico sindaco per Roma».

Di Battista: adesso iniziate a rispettarla

«Coraggio Virginia, come ti ho sempre detto, “a testa alta”. Sono fiero di esserti amico, di averti difeso, di averti come sindaca e non vedo l’ora di sostenerti, ancora una volta, come candidata al Campidoglio!», commenta Alessandro Di Battista. In un post su Facebook l’esponente M5s scrive: «Adesso iniziate a rispettarla». Affermando che la sindaca «per quattro anni è stata diffamata, dileggiata, calunniata...È stata colpita dal sistema politico e mediatico per non aver avallato le olimpiadi di Malagò, Montezemolo e Caltagirone e dal fuoco amico partito da chi non sarà mai alla sua altezza ma non vuole accettarlo».

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