ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùInterventi

Raggiungere il break-even: il nuovo imperativo per le fintech

di Marc-Alexander Christ*

(Eigens - stock.adobe.com)

3' di lettura

Il 2022 è stato un anno complesso a livello globale per il settore fintech. La crisi economica innescata dalla pandemia e l'attuale instabilità geopolitica hanno avuto un forte impatto sugli investimenti di settore. Le fintech sono quindi chiamate a sviluppare nuovi modelli di crescita e sostenibilità che consentano loro di affrontare l'incertezza del presente posizionandosi come realtà a prova di crisi, meno dipendenti dal capitale di debito. Per raggiungere questi obiettivi è necessario un approccio differente alla crescita. Fino a qualche anno fa esistevano molte più opzioni di finanziamento, per cui le fintech avevano la sicurezza di un capitale sempre disponibile e potevano investire nella propria crescita, nello sviluppo delle loro soluzioni e nell'espansione sul mercato. Attualmente, invece, deve esserci un occhio più attento alla redditività e al raggiungimento del break-even, ovvero il punto di pareggio tra costi e ricavi a partire dal quale l'azienda raggiunge la sostenibilità economica.
A livello globale, gli investimenti nel settore fintech sono diminuiti drasticamente negli ultimi anni. Nel terzo trimestre 2022 il volume totale degli investimenti fintech sotto forma di finanziamenti di società private, IPO e fusioni e acquisizioni è diminuito del 73% rispetto all’anno precedente (dati FT Partners). La media dei round di finanziamento (esclusi quelli superiori a 1 miliardo di dollari), per le aziende fintech private è scesa a 19 milioni di dollari nel Q3/2022, rispetto ai 31 milioni di dollari del Q2/2022 e ai 44 milioni di dollari del Q3/2021. L'Italia può essere considerata un'eccezione positiva: nel Q3/222 gli investimenti totali sono stati di 527 milioni di euro, superiori al miliardo e mezzo di euro nei primi nove mesi dell'anno, somma che già eccede abbondantemente gli investimenti dell'intero 2021 e rispetto alla quale il fintech è il settore con la raccolta più ampia (dati Tech Alliance e Growth Capital). La presenza di investitori esteri nei round italiani, tuttavia, rende necessario guardare ai trend internazionali per comprendere le potenziali evoluzioni future del fintech in Italia e calibrare di conseguenza le strategie di crescita.
I dati dimostrano quindi uno scenario difficile e competitivo: circa cinque anni fa, l'abbondanza di denaro sul mercato ha portato ad effettuare molti investimenti senza valutare se le startup o le aziende sarebbero state redditizie. Ora gli investitori, prima di compiere una scelta, guardano molto più attentamente alla potenziale redditività e alle opportunità di crescita futura. Ciò non significa che le opportunità di finanziamento si siano azzerate, come dimostrano alcuni round notevoli, ma che è necessaria un'attività più lunga e mirata. Per sapere esattamente cosa pensa un investitore di una startup o di un’azienda e dell’idea che ne è alla base, e per capire quali criteri devono essere soddisfatti per rendere l’investimento redditizio, i fondatori devono parlare con un centinaio di investitori. Solo così possono tracciare un quadro realistico della loro idea imprenditoriale e valutare il potenziale reale dell'azienda.
Parallelamente, tuttavia, è necessario diventare indipendenti dai capitali esterni e identificare le strategie più opportune per gestire al meglio il flusso di cassa. Con meno denaro in circolazione in questo momento e investitori molto più riluttanti a fornire nuovi capitali, le fintech devono ridurre le priorità in termini di crescita e concentrare le loro risorse sull’essere o diventare finanziariamente indipendenti. Dopotutto, se un’azienda non ha accesso a nuovi capitali, deve avere abbastanza denaro per pagare tutti i costi. Al momento è difficile prevedere quando l’attuale crisi politica e quindi economica sarà superata. I costi sostenuti devono essere coperti in modo sicuro per non trovarsi in difficoltà o addirittura essere costretti a chiudere l’azienda. Raggiungere il break-even nel breve termine è ovviamente un obiettivo aziendale enorme, spesso più facile a dirsi che a farsi. Implica controllare i costi e aumentare i ricavi attraverso misure mirate che consentano di riuscire a prevedere il ritorno dell'investimento. In particolare, per le fintech diventa necessario differenziare l'offerta ragionando sempre più in ottica di ecosistema e non di singolo prodotto, per poter così acquisire nuovi clienti e fidelizzare quelli esistenti. Le fintech che adottano questo approccio danno un segnale di sostenibilità aziendale nel lungo termine per gli investitori e sono quindi in grado di gestire al meglio le sfide dell'incerto futuro che abbiamo di fronte.

*Co-founder di SumUp

Loading...
Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti