Alle urne il 10 giugno

Ragusa al voto con la disoccupazione giovanile ai livelli più bassi della Sicilia

di Andrea Marini

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2' di lettura

Il valore aggiunto per impresa è ancora meno della metà della media italiana (268mila euro contro 619mila, secondi i dati 2016 di Infocamere). Tuttavia, almeno, dal 2013 la provincia di Ragusa, il cui capoluogo andrà al voto il prossimo 10 giugno, è riuscita a non ampliare il divario dal resto del paese (la crescita, attorno al 13%, si è mantenuta nella media nazionale). Dato positivo è il crollo del tasso di disoccupazione giovanile, passato dal 46,5% del 2013 al 29,9% del 2017, il più basso tra le province siciliane, che stanno tutte sopra il 50%.

L’export cresce più della media nazionale
Anche a Ragusa, come in tutta la Sicilia, nel 2017 la ripresa economica si è rafforzata, diffondendosi in tutti i settori produttivi. Le aziende cessate, dal 2013 al 2017, sono diminuite del 38%. I giorni di presenza negli esercizi ricettivi sono quasi raddoppiati, dal 2013 al 2016, passando da 691.909 a 1.263.751. Anche l’export è cresciuto, aumentando del 20%, più della media nazionale (14,8%). Con 99 milioni di euro venduti all’estero nel 2017, i prodotti agricoli rappresentano ancora la punta di diamante dell’export provinciale. Anche se dal 2016 al 2017, con 32 milioni, i prodotti chimici hanno raddoppiato il loro valore.

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Scende il tasso di disoccupazione
Il tasso di disoccupazione (18,8% nel 2017), pur restando ancora sopra la media nazionale (11,2%), è diminuito di 0,8 punti percentuali rispetto al 2013. Un vero e proprio crollo si è registrato per la disoccupazione giovanile, scesa dal 2013 di 16,6 punti percentuali. Il valore si è piazzato sotto il 30%, il dato più basso tra le province siciliane e anche al di sotto della media nazionale (34,7% ).

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