via libera a maggioranza

Rai, Cda approva il piano industriale: in arrivo newsroom e canale in inglese

2' di lettura

Approvato a maggioranza dal Consiglio d'ì amministrazione Rai (cinque a favore, due contrari) il piano industriale 2019-2021 che, spiega una nota di viale Mazzini «pone al centro i contenuti e le esigenze degli utenti, colmando il gap digitale accumulato rispetto al settore e venendo incontro agli obblighi del contratto di servizi». Il piano prevede la creazione di nove direzioni di contenuto "orizzontali": intrattenimento prime-time, intrattenimento day-time, intrattenimento culturale, fiction, cinema e serie tv, documentari, ragazzi, nuovi formati e digital, approfondimenti.

Sul fronte informazione, i brand di punta dell'informazione Rai (Tg1, Tg2 e Tg3) manterranno la loro autonomia, e verrà potenziato il polo all news con la creazione di una testata multipiattaforma, in pratica una newsro0m che integrerà Rainews, rainews.it, Tgr e Televideo. Per ampliare l'offerta della Tv pubblica - come previsto dal contratto di servizio - arriverà poi un canale in lingua inglese prodotto e distribuito da Raicom con un palinsesto basato su produzioni originali, contenuti provenienti da archivi Rai, spazi informativi e eccellenze cinematografiche italiane sottotitolate. Il piano industriale introduce anche un nuovo canale istituzionale per «avvicinare cittadini e istituzioni, promuovendo la conoscenza delle stesse tramite un palinsesto dedicato».

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A votare contro il piano industriale sono stati i consiglieri di amministrazione Rita Borioni (quota dem) e Riccardo Laganà (rappresentante eletto dai dipendenti Rai). Favorevoli - oltre al presidente Marcello Foa e al Dg Fabrizio Salini - i consiglieri Beatrice Coletti (M5S), Igor De Biasio (Lega), e Giampaolo Rossi (FdI). Nella corso della riunione del consiglio, l'ad Salini ha illustrato «le principali linee d'azione del piano, che tiene conto del processo di digitalizzazione dei media, del mutato scenario competitivo e dell'evoluzione delle abitudini di consumo degli utenti, in particolare delle giovani generazioni, alla luce di una moderna interpretazione del ruolo di servizio pubblico», spiega la nota Rai.

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