TELEVISIONE

Rai, dal Cda ok all’accordo con Fazio: 12 milioni (e Festival di Sanremo)

di Andrea Biondi

(ANSA)

3' di lettura

C’è anche l’«eventuale conduzione del Festival di Sanremo» fra i passaggi della proposta di accordo in esclusiva fra Fabio Fazio e Rai cui il Cda di Viale Mazzini ha dato disco verde. Con la riunione di oggi il consiglio di amministrazione della Rai guidata del neo dg Mario Orfeo spiana la strada ai palinsesti autunnali che saranno presentati mercoledì a Milano. E quello di Fazio e del suo “Che tempo che fa”, che approderà su Rai 1 e dalla prossima stagione si autoprodurrà, era uno scoglio da superare che è stato superato, anche se a costo di dure prese di posizione arrivate – trasversalmente agli schieramenti – dal mondo politico.

A ogni modo, a quanto risulta al Sole 24 Ore, il dg Orfeo avrebbe segnalato l’urgenza di un accordo comunicando che c’erano fondati motivi per ritenere che l’artista avesse concluso un accordo con un’altra emittente (non meglio specificata, anche se tutti gli indizi portano a La7) con possibilità di svincolarsi entro e non oltre la mezzanotte del 23 giugno.

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Compenso annuo da 2,2 milioni
Ecco così arrivata la proposta negoziale voluta da Orfeo e approvata dal Cda. In tutto, si parla di un compenso annuo garantito di 2,2 milioni, per 4 stagioni, per realizzare “Che tempo che fa” su Rai1: 32 puntate da tre ore in prime time la domenica e altrettante da un’ora in seconda serata il lunedì. A questo ammontare vanno però sommate le voci legate alla produzione e al resto del cast del programma. Qui Fazio ha dichiarato l’intenzione di partecipare direttamente alla produzione del programma – che quindi non sarà più prodotto da Endemol – conferendo il format (che è di proprietà dell’artista) a una società di produzione di prossima costituzione della quale lui stesso sarà socio. Per la produzione si prevede un corrispettivo complessivo di 2,8 milioni. Il totale del “pacchetto Fazio” arriva dunque a poco meno di 12 milioni, con un impianto complessivo che il documento sottoposto al Cda definisce «non confrontabile» con il precedente visto il differente e più vasto impegno artistico del conduttore che, nei fatti, usufruisce della deroga al tetto sui compensi per le prestazioni artistiche “bettezzata” dal Cda di Viale Mazzini lo scorso 14 giugno.

In tutti questo la Rai, per tutelarsi da provvedimenti normativi “ostili” – fra cui la permanenza nell’elenco Istat – ha introdotto nell’accordo di esclusiva una clausola per recedere dal minimo garantito in caso di flessione dei propri ricavi pari ad almeno il 20% rispetto ai ricavi messi a bilancionel 2016.

Orfeo: passaggio determinante per il rilancio
Questi dunque, a quanto Il Sole 24 Ore ha potuto ricostruire, sono i termini complessivi della proposta di accordo con Fabio Fazio. «La presenza e la valorizzazione di Fabio Fazio nel palinsesto autunnale 2017 sono un passaggio determinante nella strategia di consolidamento della leadership della Rai e di rilancio della propria attrattività innovativa», ha commentato il direttore generale della Rai, Mario Orfeo. «Lo sforzo fatto per non perdere il valore e la capacità di racconto di Fabio Fazio – ha dichiarato la presidente Rai, Monica Maggioni – è direttamente connesso alla volontà di garantire un futuro all'azienda tenendola ancorata al mercato».

«Le scelte fatte vanno nella direzione di fare l'interesse del servizio pubblico. Una volta chiarito il tema delle deroghe possibili si è trattato di valutare l'esito del negoziato della direzione generale per le prestazioni artistiche di un personaggio identitario della Rai come Fabio Fazio». Lo affermano
all'Adnkronos i consiglieri d'amministrazione di Viale Mazzini, Rita
Borioni e Franco Siddi.

Dal mondo politico sono arrivate reazioni di segnale differente. Di tutt’altro tenore rispetto alla soddisfazione dei vertici Rai è il commento di Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico e segretario della Commissione di Vigilanza: «Il rinnovo del contratto a Fazio per ben 4 anni, più della durata di questo e del prossimo Cda Rai, con un aumento di ben il 50% sul compenso, fino ad arrivare a quasi 12 milioni di euro totali, è un vero schiaffo agli italiani che fanno sacrifici e alla povertà». Per Anzaldi ora «è opportuno e urgente che la Corte dei Conti si occupi in maniera decisa di questa vicenda». Critico anche il segretario della Lega Matteo Salvini su Facebook: «Per me è una vergogna!». Anche Maurizio Gasparri (Forza Italia) punta il dito su quella che ha definito una «vergognosa pioggia di milioni di euro con cui vengono innaffiati i conti bancari del capo dei valletti della sinistra tv».

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