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Rai, le entrate da canone toccano 1,7 miliardi. Abbonati al +2%

Il direttore del Canone della Tv pubblica accompagna a Sanremo gli abbonati «in prima fila». Tra bilanci e azioni di recupero con le società elettriche

dall'inviato Francesco Prisco


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Fiorello a Sanremo con il direttore di Rai 1 Stefano Coletta (Ansa)

2' di lettura

SANREMO - L’inserimento in bolletta ha quasi debellato quel male storico che si chiamava evasione. C’è ancora, ma è un fenomeno marginale e soprattutto indiretto, nel senso che ha a che fare con le compagnie elettriche. «Il dato più interessante è che la platea di abbonati continua a crescere: nel 2019 abbiamo raggiunto quota 22 milioni, il 2% in più sull’anno precedente». I ricavi si attestano a quota 1,761 miliardi, «quattro milioni in più sull’anno, anche qui un segnale di crescota».

A parlare è Nicola Sinisi, direttore di Canone Rai intervenuto a Sanremo in occasione del progetto «Un abbonato in prima fila» che porta all’Ariston, in occasione del Festival della canzone italiana, abbonati vecchi e nuovi di Mamma Rai cui viene offerta la storica opportunità di assistere all’evento clou della televisione tricolore in posizione privilegiata. L’iniziativa è anche ocasione per fare due conti sullo «stato di salute» del canone. «L’evasione - spiega Sinisi - non è più il fenomeno che conoscevamo qualche anno fa. A fine 2019 siamo a un tasso di adesione del 91%, in crescita rispetto al 90% dell’anno precedente». L’evasione, tuttavia, non è del tutto debellata: piuttosto, si potrebbe dire che è cambiata: «Adesso il recupero è nei confronti delle compagnie elettriche», racconta il dirigente Rai. «Non tutte sono così ligie da versare il dovuto nelle casse della Rai».

Non tutto il canone, in ogni caso, entra nelle casse di viale Mazzini. «A fronte dei 90 euro di ammontare annuo - continua Sinisi - è bene ricordare che la Rai ne percepisce 75,4». Il passaggio è compagnia elettrica-agenzia delle Entrate-Rai. «I 90 euro sono comprensivi del contributo al Fondo per l’Editoria in capo alla Presidenza del Consiglio e di quello per le antenne locali, in capo al Mise». Che si prevede per il 2020? «Continuerà il flusso di crescita - sottolinea il direttore - anche perché abbiamo in atto operazioni di recupero nei confronti di alcune compagnie elettriche».

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