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Rai, maggioranza divisa sul doppio incarico a Foa: M5S vota col Pd

di Andrea Biondi


Foa canta a Radio Rock: "La Rai sarà più intonata di me"

3' di lettura

Doppio ruolo incompatibile per Marcello Foa, presidente Rai e presidente della controllata RaiCom. La commissione parlamentare di Vigilanza lo ha messo nero su bianco approvando con un voto a maggioranza - 21 favorevoli e 4 contrari - la risoluzione presentata da M5S. Con il gruppo pentastellato hanno votato il Pd e il rappresentante di LeU. Contrari Lega e FdI. Per la maggioranza gialloverde arriva dunque un ennesimo scossone, con la Rai a fare da terreno di scontro tendendo a battesimo un’alleanza fra pentastellati e Dem che hanno votato assieme schierandosi contro l’azionista di governo forte della Lega.

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La decisione della commissione di Vigilanza non è vincolante ai fini del mantenimento del doppio incarico da parte di Foa, e quindi non implica un’immediata decadenza. Di certo però costituisce un segnale politico importante sul quale andrà misurata - come per gli altri motivi di attrito che qua e là stanno emergendo - la tenuta dell’alleanza fra i due azionisti del governo gialloverde. Nessuna spaccatura in maggioranza, ma solo diverse interpretazioni tecniche dello Statuto Rai ha voluto mettere in chiaro Massimiliano Capitanio, capogruppo della Lega in Vigilanza Rai segnalando però poi che «M5s ha scelto di non credere alle parole dell’ad Salini, mettendo in discussione la sua legittima nomina, che noi invece abbiamo condiviso per qualità e competenze dei professionisti, incaricati tra l'altro a costo zero». Anche Gianluigi Paragone, capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione di Vigilanza Rai, prova a incasellare l’accaduto parlando di «nessuna spaccatura politica e nessuna doppia lettura su questo voto in Vigilanza. Abbiamo con coerenza posto all’attenzione del Cda della Rai l’inopportunità e l’incompatibilità della doppia presidenza in capo a Marcello Foa di Rai e RaiCom. Speriamo ora che lo stesso Foa e il Cda prendano le dovute decisioni in merito».

Di tutt’altro tenore le valutazioni del Pd. «Il M5S ha avuto un primo sussulto di ignità e ha sfiduciato Foa. Dopo l’umiliazione a cui è stata sottoposta la commissione di Vigilanza la scorsa settimana, si è giunti finalmente all’unica soluzione possibile. È del tutto evidente che Foa non possa ricoprire anche il ruolo di presidente RaiCom», ha detto Salvatore Margiotta. «Grazie al Pd i cinque stelle fanno esprimere l'intera commissione e viene messa fine a una delle numerose illegalità di questa Rai» scrive su Twitter Michele Anzaldi.

Di «fatto grave che conferma come questo governo non abbia più una maggioranza» parlano Daniela Santanché e Federico Mollicone (Fdi). Quel che è certo è che proprio nell’ultima settimana sul tema della Rai e dell’informazione in generale la maggioranza ha dovuto far fronte a banchi di prova che hanno fatto da preludio al voto di oggi contro il doppio incarico di Foa. Uno su tutti: la spaccatura dell’alleanza di governo anche sul salvataggio di Radio Radicale in Commissione Bilancio della Camera, con al Lega che ha votato a favoire dei contributi contrariamente al M5S.

Che la questione sia non derubricabile convfacilità lo si capisce infine dalle dichiarazioni a caldo dopo l’esito del voto in Commissione di Vigilanza da parte del vicepremier pentastellato Luigi Di Maio: «Serve subito approvare una legge per spezzare il legame tra la politica e la Rai. Il M5s ne ha una già depositata, che siamo pronti a discutere. La tv pubblica è dei cittadini, che pagano il canone, non dei politici. È ingiusto che paghino per tenerla in piedi così. Quindi approviamo subito la nostra legge, a firma Liuzzi, che punta a spezzare il cortocircuito tra politica e servizio pubblico, premiando il merito e la trasparenza, oppure tagliamo il canone agli italiani. Delle due l’una. La riforma Rai è nel contratto», ha scritto in una nota.

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