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Rai, Matassino nuovo dg e Orfeo approda alla presidenza di Rai Way

di Andrea Biondi

(Agf)

2' di lettura

Eccoli i quattro nomi usciti dal cilindro dell’ad della Rai Fabrizio Salini che con le comunicazioni di oggi al board ha dato ufficialità a un rumor di cui si sente parlare da tempo: la nomina di un nuovo direttore generale. Sarà Alberto Matassino, già facente parte dello staff di Salini. In aggiunta anche altre tre indicazioni: Roberto Nepote alla guida della direzione Marketing, Marcello Ciannamea alla guida del coordinamento editoriale palinsesti tv e l’indicazione di Mario Orfeo – ex direttore del Tg1 e ultimo direttore generale della Rai prima dell’arrivo a Viale Mazzini di Fabrizio Salini – alla presidenza della controllata Rai Way.

Questi i primi assaggi del nuovo assetto organizzativo aziendale portato in Cda dall’amministratore delegato Fabrizio Salini. E si capisce come quelle di Matassino e di Orfeo siano le nomine (indicazione in realtà tecnicamente la seconda) più significative. Il primo, 53 anni, finora nello staff dell’amministratore delegato è stato direttore generale della Fandango e Cfo di Fox in Europa e Africa, ed ha alle spalle anche dieci anni alla Ernst & Young. Insomma una esperienza su cui Salini conta molto per portare a compimento un piano industriale che ha un impatto importante sulla struttura aziendale e che prevede un processo articolato.

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Per quanto riguarda Orfeo, con questo incarico torna all’operatività l’ex dg Rai, dopo un periodo di 8 mesi di “panchina”. Orfeo prenderà il posto – dopo l’ok dell’assemblea di Rai Way prevista il 18 aprile – di Raffaele Agrusti che ha appena rassegnato le dimissioni, per motivi personali. Agrusti, presidente del cda di Rai Way dall’aprile 2016 è attualmente direttore generale di Itas Mutua.

Ora sarà da capire quando arriveranno le indicazioni circa le 9 direzioni “orizzontali” – intrattenimento prime-time, intrattenimento day-time, intrattenimento culturale, fiction, cinema e serie tv, documentari, ragazzi, nuovi formati e digital, approfondimenti – che sostanzialmente faranno girare la macchina della Rai, a scapito evidentemente della struttura “verticale” rappresentata dai direttori di rete per come li si è conosciuti sinora. I nomi potrebbero emergere nel corso della prossima riunione del Cda il 17 aprile.

Intanto però, l’indice inizia a essere puntato sul versante costi da chi parla di una “moltiplicazione”. Lo fa ad esempio Michele Anzaldi (Pd): «Intanto - si legge sulla sua pagina Facebook - continuano ad aumentare i direttori e le direzioni, dalla reintroduzione del direttore generale alla imbarazzante new entry di un “direttore alla trasformazione”». Non bastava, aggiunge il componente della Commissione di vigilanza Rai «l’aumento dei vicedirettori, l’infornata di esterni e i salti tripli di carriera per i dipendenti graditi a palazzo Chigi».

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