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Rai Radio strizza l’occhio al video e parte con gli ascolti fai-da-te

Rai Radio si lancia nel visual. Sarà Radio2 dal 28 settembre a fare da battistrada su RaiPlay. Intanto è stata annunciata la partenza a ottobre della rilevazione interna degli ascolti tramite meter: indagine parallela a quella Ter (Tavolo editori radio

di Andrea Biondi

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(ANSA)

Rai Radio si lancia nel visual. Sarà Radio2 dal 28 settembre a fare da battistrada su RaiPlay. Intanto è stata annunciata la partenza a ottobre della rilevazione interna degli ascolti tramite meter: indagine parallela a quella Ter (Tavolo editori radio


3' di lettura

Rai Radio strizza l’occhio al video lanciandosi nel “visual”. E da ottobre inizierà con le rilevazioni dei propri ascolti tramite meter: indagine che sarà parallela a quella di Ter (Tavolo Editori Radio). Un annuncio, quest’ultimo, che dà così plasticamente corpo alla contrarietà di Rai verso l’indagine attualmente condivisa dalle realtà del settore radio sulla quale però da tempo Rai si esprime in maniera critica.

Rai Radio 2 a fare apripista su Rai Play

Sono le due più importanti novità della presentazione dei palinsesti della nuova stagione di Rai Radio. La prima: dal 28 settembre sarà Rai Radio 2 a inaugurare la stagione della visual radio per Viale Mazzini, approdando su Rai Play. Il direttore di Rai Radio, Roberto Sergio, ha spiegato il senso dell’operazione parlando di un’innovazione che parte da una scelta strategica precisa, fatta tre anni fa: digitalizzare l'intera filiera produttiva radio e rendere Rai Radio la realtà tecnologicamente più avanzata nel panorama delle radio italiane.

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Dal 2021 finestre video per tutti i canali

«Il percorso fatto – ha commentato Sergio – è stato importante e per certi versi rivoluzionario. Digitalizzare la filiera ha significato di fatto azzerare tutto e ripartire dall'inizio. Ma era l'unica scelta che ci avrebbe consentito di guardare oggi a un futuro multimediale, fatto di produzioni audio-video e che esce dal solo mezzo radio». Questo comunque è «un nuovo punto di partenza» ha aggiunto il direttore di Rai Radio, annunciando per il 2021 finestre visual per tutti i canali radio del servizio pubblico.

Un percorso irreversibile

Insomma, tutto porta a pensare a una Rai che immagina questa svolta visual come battistrada in un percorso di innovazione ormai irreversibile. «Crediamo molto nella radio – ha detto il presidente Rai Marcello Foa – che è un mezzo che sopravvive ai cambiamenti . La sforzo della Rai deve essere costante e mantenere la buona tradizione». A Foa ha fatto eco l’amministratore delegato Fabrizio Salini per il quale “la radio è centrale nell'offerta Rai. Non è solo moderna e contemporanea, ma è innervata all'interno di tutta la nostra offerta».

La polemica sulla rilevazione degli ascolti

La presentazione dei palinsesti delle radio è stata però per Rai anche l’occasione per togliersi quello che a Viale Mazzini è vissuto come un (grande) sasso dalla scarpa. È così partito un messaggio battagliero sul tema della rilevazione degli ascolti che, da qualche tempo ormai, vede Rai in posizione di aperta contestazione per la metodologia usata e condivisa dagli altri editori. Da ottobre, in fase di test, inizieranno le prime rilevazioni degli ascolti con meter. Il tutto per andare a regime nel 2021. «La rilevazione con meter – ha affermato Sergio – è l'unica forma di monitoraggio che può dare una fotografia realistica degli ascolti. Da mesi proponiamo al Tavolo editori radio (Ter) un adeguamento dell'indagine in tal senso, con l'integrazione della Cati con il meter. Finora, le nostre richieste sono rimaste inascoltate».

L’invito al Tavolo Editori Radio a virare sul meter

L’annuncio si fa ancora più tagliente quando il direttore di Rai Radio puntualizza che «ovviamente saremo ben felici di fermare la ricerca autonoma, se Ter dovesse approvare la modalità passiva e far proprio il monitoraggio tramite meter in modalità analoghe a quelle da noi progettate. Altrimenti, andremo avanti come da programma con la nostra ricerca parallela a quella Ter». Come in tutti gli scontri che si annunciano cruenti non manca un ramoscello di ulivo. «La ricerca Rai Radio - si legge nel comunicato dell’azienda – sarà uno strumento a uso interno, utile per poter avere indicazioni in tempo reale sull'andamento dei canali e dei singoli programmi. Tutto però fuori dalla “currency” condivisa dagli editori del sistema radio.

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