media

Rai, semestre in leggero rosso (-2,2 milioni) ma 2017 previsto in pareggio

di Andrea Biondi

(ANSA)

3' di lettura

Per il gruppo Rai primo semestre con un perdita di 2,2 milioni di euro. Ma 2017 atteso in sostanziale pareggio. Il Cda di Viale Mazzini ieri ha dato l’ok alla semestrale del gruppo in una seduta che si è aperta con la solidarietà dei consiglieri alla presidente Monica Maggioni. In una nota il Cda ha sottolineato che l’operato della presidente «è sempre stato in linea con il mandato editoriale e i principi dell’azienda di Servizio Pubblico». La presa di posizione arriva all’indomani del blitz della Guardia di Finanza nella sede Rai, nell’ambito dell'inchiesta della Procura di Roma - contro ignoti - su presunti illeciti compiuti dal 2013 al 2015. Il blitz è comunque maturato nell’ambito di vicenda che fa riferimento alle spese sostenute nelle trasferte della presidente Monica Maggioni, ma quando era direttore di Rainews, per la presentazione di un suo libro. Da qui la solidarietà espressa dai consiglieri all’unanimità.

Per quanto riguarda i conti, sulla perdita di 2,2 milioni di euro – rispetto invece all’utile di 33,4 milioni di euro registrato nell’analogo periodo del 2016 – pesa la contrazione dei ricavi da canone per complessivi 35,4 milioni di euro (-3,8%), in conseguenza della diminuzione da 100 a 90 euro dell’importo del canone. Ma a incidere negativamente è anche la riduzione (dal 67% al 50%) della quota a favore di Rai dei maggiori importi derivanti dalla riscossione del canone in bolletta (cosiddetto extra-gettito). A questo si aggiunge la contrazione dell'andamento dei ricavi pubblicitari (in riduzione nel periodo per 30,6 milioni di euro pari all'8,2%) che pagano l’assenza dei grandi eventi sportivi del primo semestre 2016. L’utile ante imposte è stato positivo e pari, nel periodo, a 1,7 milioni di euro, rispetto ad un utile di 49,1 milioni di Euro dello stesso semestre del 2016.

Loading...

Dal punto di vista finanziario, l’indebitamento complessivo del Gruppo al 30 giugno 2017 si è ridotto a 60,3 milioni di euro, rispetto ai 128,5 milioni alla data del 30 giugno 2016. E per quanto riguarda l’esercizio 2017, viene confermato, in linea con le ipotesi di budget, un risultato di sostanziale pareggio. La Capogruppo evidenzia nel semestre un utile netto pari a 47,1 milioni di euro contro quello pari a 66,2 milioni di euro registrato nell'analogo periodo dell'esercizio precedente.

Oggi è stato anche il giorno dell’ok allo schema del nuovo Contratto di servizio quinquennale con il quale dovranno essere attuate le norme e gli indirizzi contenuti nella Convenzione annessa alla Concessione decennale approvata a fine aprile. Lo schema di Contratto di servizio ora dovrà passare al vaglio dei parlamentari della Commissione di vigilanza per poi tornare a Mise e Rai per l’ok finale, atteso per i primi mesi del 2018.

«Sono orgoglioso per l'approvazione nei tempi previsti della bozza del Contratto di servizio: un risultato raggiunto grazie alla professionalità delle nostre direzioni aziendali», ha commentato il direttore generale Rai, Mario Orfeo. «Rai – ha continuato il dg – diventa capofila nel passaggio che porterà sempre più lo strumento digitale al centro della nostra vita». La Rai, ha commentato dal canto suo il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli, «tornerà a investire sulla produzione di format originali, ridefinirà il numero di reti e canali, varerà il canale in lingua inglese, sosterrà in modo importante l’industria italiana dell’audiovisivo. Sono solo alcuni degli aspetti innovativi ed impegnativi del nuovo contratto, che ha come unico interesse la volontà del governo e di Rai di fare un servizio pubblico sempre più all’altezza delle attese dei cittadini. Ora l’obiettivo è consentire al Consiglio dei ministri, dopo la fase di confronto parlamentare, di approvare il testo definitivo entro la fine dell’anno».

Per quanto riguarda gli obblighi previsti nella bozza di contratto di servizio, entrosei mesi dall’entrata in vigore Rai dovrà prevedere l’avvio di un canale in lingua inglese dal 2018. Almeno il 90% della propria offerta televisiva e radiofonica dovrà essere in streaming.

Sul versante informazione, entro sei mesi dall’entrata in vigore, la Rai si impegna a presentare alla Commissione parlamentare Vigilanza «un piano di riorganizzazione che può prevedere anche la ridefinizione del numero delle testate giornalistiche». Altro punto: la neutralità tecnologica. Visto il progressivo abbandono della banda 700, il nuovo contratto di servizio prevede anche la visione di tutti i canali Rai sulla varie piattaforme. L’idea nell’immediato è andata a Sky (anche se la tv di Murdoch non è citata, come non è citata nessuna delle altre) e alla mai risolta questione dei diritti di ritrasmissione. Ma la Rai, contrariamente a quanto previsto in un primo momento, potrà chiedere (a Sky come alle altre piattaforme che utilizzano i suoi contenuti) una remunerazione per la trasmissione del servizio pubblico. Il tutto con una trattativa «equa e non discriminatoria». Fra le altre cose è prevista poi l’eliminazione della pubblicità dai canali per bambini.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti