audizione in commissione vigilanza

Rai, Tria: per piano industriale proroga di 6 mesi. Dal 2019 stop ripartizione extra-gettito

di Alessia Tripodi


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4' di lettura

Il termine per la definizione del nuovo piano industriale ed editoriale della Rai è stato prorogato di 6 mesi, fino a marzo 2019. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, in audizione davanti alla commissione di Vigilanza, spiegando che il piano «non è stato elaborato nei tempi previsti dal contratto di servizio, sei mesi dall’entrata in vigore, perchè il precedente Cda ha preferito lasciare questo adempimento» al nuovo consiglio. E dunque la commissione Mise-Rai incaricata di vigilare il rispetto di tale contratto ha deciso per la proroga, anche «tenuto conto del rinnovo del vertice aziendale». Tria ha quindi sottolineato che «nella legge di bilancio non ci sono stati tagli né aggiunte specifiche» per la Rai, con un bilancio che «rimane essenzialmente invariato».

E ha annunciato che dal 2019 cesserà la ripartizione dell’extra gettito fiscale derivante dal canone Rai in bolletta, finora utilizzato anche per sostenere il fondo per editoria e tv locali. Sostegno che «per non ora non c’è più, poi si vedrà», ha detto Tria rispondendo alle richieste di chiarimento dell’ex sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli. Anche l’Usigrai chiede «chiarezza» sull’extra-gettito e il segretario della commissione di Vigilanza, Michele Anzaldi (Pd), su Fb pubblica il video dell’audizione di Tria e commenta: «Il governo Lega-M5s dà il colpo di grazia anche alle tv locali, dopo aver affossato i piccoli giornali, e diminuisce il numero dei cittadini con redditi bassi esentati dal pagamento del canone».

Extra-gettito, dal 2019 stop ripartizione
Rispondendo alle domande dei commissari sull’uso dell’extragettito derivante dal canone in bolletta - che, come accennato, andava a finanziare anche l’ampliamento della soglia di esenzione dal pagamento del canone, il finanziamento del fondo per l’editoria e le tv locali e la riduzione della pressione fiscale - Tria ha detto che «in base agli impegni previsti dal contratto di servizio a carico della Rai, devo considerare che il meccanismo di riparto dell'extragettito fiscale cesserà a partire dall’anno 2019». Le risorse da destinare alla Rai «saranno quindi unicamente riferite ai dati del pertinente capitolo di entrata del bilancio dello Stato, venendo meno la partecipazione al fondo delle altre finalità», ha aggiunto.

In base agli impegni previsti dal contratto di servizio a carico della Rai, devo considerare che il meccanismo di riparto dell’extragettito fiscale cesserà a partire dall’anno 2019

Usigrai: parole Tria ambigue, fare chiarezza
«Dal prossimo anno la Rai incasserà l'intero ammontare del canone? Oppure lo Stato tratterrà il restante 50% per destinarlo ad altre finalità?» si chiede in una nota dell’esecutivo Usigrai che definisce «ambigue» le parole pronunciate dal ministro Tria in Vigilanza. «Se così fosse, sarebbe un ulteriore grave scippo ai danni della Rai - si legge ancora nella nota - molto simile ai 150 milioni scippati nel 2014 dal governo Renzi, e sul quale attendiamo il pronunciamento del Consiglio di Stato. Il governo deve fare immediata chiarezza. E su questo ci aspettiamo una dura e chiara presa di posizione dell'Ad e del CdA, a tutela del patrimonio aziendale».

Anzaldi (Pd): per Viale Mazzini arriva mega tesoretto?
Dopo aver sottolineato che con lo stop alla ripartizione «Salvini e Di Maio non soltanto azzerano il Fondo per l’Editoria, che contribuisce alla vita dei giornali di quartiere, delle diocesi, delle minoranze linguistiche e dei non vedenti, ma eliminano anche i fondi alle tv locali», ancheil segretario Anzaldi si chiede: «Se non redistribuiscono più l’extragettito, significa che consegneranno l’intero importo del canone in bolletta alla Rai? Quindi per Viale Mazzini arriva un mega tesoretto?». «Così grazie al governo Lega-M5s aumenteranno le spese faraoniche, i cachet degli agenti esterni e i compensi milionari dei conduttori», conclude.

Costi ridotti senza pregiudizio alla qualità
Durante l’audizione, Tria ha segnalato che l’ultimo bilancio approvato dal Cda Rai «segnala un progressivo e marcato miglioramento dei risultati dal punto di vista economico negli ultimi 3 anni», con una «riduzione importante dei costi, frutto di ottimizzazione delle risorse e razionalizzazione dei costi esterni per 164 milioni di euro». «Guardando le risultanze dei conti separati tra attività di tipo commerciale e attività di servizio pubblico - ha aggiunto - si vede che il costo della fornitura del servizio pubblico è passato da poco più di 2,3 miliardi nel 2012 a 2,1 miliardi nel 2016». Una «riduzione» che, secondo il ministro, non ha comportato un «visibile pregiudizio alla qualità e alla quantità del servizio reso rispetto agli anni precedenti».

Assicurare profilo almeno triennale di risorse per gli investimenti
Tria ha dunque sottolineato che per «consentire una programmazione affidabile degli investimenti attesi, come azionista riteniamo che sia fondamentale assicurare alla Rai un profilo temporale ugualmente pluriennale e almeno triennale delle risorse pubbliche cui poter fare affidamento».

Per il 2018 bilancio in pareggio
Il ministro ha poi ricordato il meccanismo dell’extra-gettito in vigore per il triennio precedente, legato al pagamento in bolletta del canone Rai. Ed ha riferito che «con le maggiori risorse derivanti dal canone 2017, in sede di bilancio la Rai provveduto prudenzialmente ad effettuare un rafforzamento patrimoniale, una scelta prudenziale atta a consolidare la situazione finanziaria della società», aggiungendo che «per l'anno in corso si prevede un sostanziale pareggio».

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