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Rai, Vigilanza: Foa sarà presidente, Fi si astiene

di Andrea Gagliardi


Centrodestra, Salvini ad Arcore da Berlusconi

2' di lettura

Via libera della Commissione di Vigilanza alla risoluzione, presentata dalla maggioranza Lega-M5s, che impegna il cda Rai a esprimere un nome per la presidenza della tv pubblica. Hanno votato a favore Lega, M5S e Fdi. Forza Italia si è astenuta. Contrari Pd, LeU e Pier Ferdinando Casini. Nella risoluzione si chiede al consiglio di amministrazione di viale Mazzini di procedere «con sollecitudine all’adozione di una nuova delibera di nomina del Presidente, senza limitazioni all’eventuale candidatura di ciascun consigliere con l’esclusione del solo Amministratore delegato, al fine di consentire alla Commissione di esprimersi e dare quindi piena operatività al sistema radiotelevisivo».

In questo modo si riapre la strada per l’elezione di Marcello Foa, che prima dell’estate non aveva ottennuto la maggioranza dei voti necessaria, a causa dell’opposizione di Forza Italia. Successivamente la Commissione tornerà a riunirsi, probabilmente all'inizio della prossima settimana, per il via libera, definitivo, al nuovo presidente dell'azienda di Viale Mazzini. Il via libera di oggi da S.Macuto e' frutto della recente intesa tra Lega e Fi. Forza Italia chiede che il candidato presidente venga ascoltato dalla commissione prima del voto definitivo della Vigilanza. Un modo per giustificare anche il cambio di rotta a favore di Foa.

Gli emendamenti approvati
Nella seduta di questa mattina sono stati approvati alcuni emendamenti: due di Leu prevedono che il Cda proceda «senza indugio» al fine di consentire alla Commissione stessa di esprimersi entro e non oltre il 26 settembre; uno di Fi prevede appunto l’audizione del presidente designato prima dell'espressione del parere da parte della Commissione; uno di FdI fa riferimento ai pareri legali acquisiti. Sono stati respinti gli emendamenti presentati dal Pd che avrebbero precluso la riproposizione del nome di Marcello Foa.

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Le proteste del Pd
I dem hanno protestato contro la risoluzione che aprirebbe la strada all’elezione di Foa, a loro parere illegittima. C'è stato uno scontro tra il capogruppo Dem Davide Faraone e Federico Mollicone di Fratelli d'Italia che ha sottolineato la legittimità della ricandidatura di Foa anche alla luce dei pareri depositati dalla Lega.

Verso la nomina di Foa
Il voto di conferma su Foa non è più in discussione dopo l'incontro ad Arcore tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. «Ora ci sono le condizioni», ha confermato ieri il portavoce dei gruppi parlamentari azzurri Giorgio Mulè, sottolineando che su Foa «c'è stato un cambiamento a 180 gradi. Noi non abbiamo criticato la persona, abbiamo detto alla Lega - visto che necessita dei 3/5, quindi anche della minoranza - in Vigilanza condividete il percorso che porterà al candidato che voi indicate. Non è stato fatto all'epoca, è stato fatto adesso».

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