INTRATTENIMENTO

Rainbow: «Dalle Winx alla sede, la scelta sostenibile dell'animazione made in Italy»

Il fondatore e ceo del gruppo e dello studio d'animazione, Iginio Straffi, il papà delle famose fatine, ne parla aSustainEconomy.24

di Alessandra Capozzi

3' di lettura

Le mitiche fatine Winx, beniamine di una generazone di bambini ed esportate in 150 Paesi, sono tornate al successo con la serie live action su Netflix. Iginio Straffi, il fondatore del gruppo Rainbow e di uno dei principali studi d'animazione europei, e papà delle Winx, racconta a SustainEconomy.24, report di Radiocor e Luiss Business School, la soddisfazione per il successo delle sue creature e parla dei progetti futuri ma tiene a ripercorrere il percorso sostenibile del gruppo marchigiano, iniziato 15 anni fa con la costruzione della sede e proseguito con i messaggi virtuosi affidati ai personaggi. Nel cassetto resta sempre l'idea della quotazione

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L'anno è partito bene, le sue creature, le Winx, sono tornate a darle ancora grandi soddisfazioni. Se l'aspettava?

«L'anno è partito nel migliore dei modi perché abbiamo questo successo incredibile di Winx Live Action su Netflix. Queste fatine continuano a stupirci ancora dopo 17 anni e dopo qualunque prova le ho sottoposte, dai musical agli show sul ghiaccio ai film al cinema. Questo live action , una sfida nell'andare a cercare i fan di 15 anni fa che sono ormai adulti, poteva non funzionare con i mezzi non delle grandi serie seppur adeguati. In passato tanti broadcaster sia italiani che stranieri mi avevano chiesto di fare un live action ma avevo sempre tenuto i diritti per un film o una serie che potesse andare in tutto il mondo e dimostrare che le Winx valgono quanto le grandi Ip come Harry Potter; avevo bisogno di chi mi facesse giocare la partita. Avevamo le carte in regola e ci occorreva un piattaforma come Netflix che va in 190 Paesi per confrontarsi con il pubblico. Ed ora posso dire che la scommessa è stata vinta».

Ha creato una realtà conosciuta in tutto il mondo, esempio del made in Italy nell'animazione, ma sempre con attenzione al Paese e al territorio. Ora si parla tanto di sostenibilità ma lei ha posto da tempo attenzione al tema?

«E' un'attenzione che ho avuto nei messaggi per l'ambiente, di solidarietà e per la diversità che sono stati presenti dal primo cartone Tommy & Oscar per essere, poi, appieno declinati con le Winx che sono multietniche, propongono messaggi ambientalisti, il rispetto della natura e degli altri. Secondo me è molto importante, per chi fa intrattenimento per i giovani, dare messaggi virtuosi di società integrate, mentalità aperte e rispetto dell'ambiente. E poi è stata declinata a livello di filosofia aziendale. Appena abbiamo avuto i mezzi economici per costruire la nostra sede, una quindicina di anni fa - quando questi temi non erano di moda - a Loreto, abbiamo pensato di realizzarla con energia geotermica e fotovoltaica, ed oggi siamo più che autosufficienti perché produciamo più di quello che consumiamo negli uffici; abbiamo la palestra, la piscina e gli impianti sportivi a disposizione dei collaboratori. Mi sembrava importante che questo concetto di ecologia a misura d'uomo fosse riportato in prima persona. E ormai da sei anni, in ottica di welfare per i dipendenti, aprendola poi al territorio, abbiamo realizzato anche la scuola materna bilingue».

E' appena iniziato un nuovo anno. Quali soni i progetti di Rainbow?

«Sono tantissimi, abbiamo delle serie nuove come Pinocchio& Friends e Happy Farmers che saranno in televisione, poi tanti film con la divisione di Colorado (il gruppo fondato dal produttore Maurizio Totti, dal regista premio Oscar Gabriele Salvatores, dall'attore Diego Abatantuono e dall'attore Paolo Rossi rilevato nel 2017, ndr) che sono in lavorazione, una serie Sky per la primavera e poi in divenire ce ne sono mille. In queste settimane ci stanno cercando dall'America all'Asia per lavorare con noi e coprodurre qualche collaborazione. Diciamo che il successo aiuta».

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Una curiosità. Il suo progetto di quotazione ce l'ha sempre nel cassetto?
«Il progetto di Borsa rimane sempre perché sicuramente nella mia testa c'è un'apertura verso il mercato e verso capitali reperiti sul mercato, e non solo con le nostre forze come abbiamo fatto finora, ma anche perché la Rainbow è sempre più ben ‘managerializzata', dalla casa madre alla Colorado alla Bardel, con persone di qualità ed esperienza. Per la continuità del progetto nei prossimi decenni, lo sbarco in Borsa è uno degli obiettivi. Chiaramente se poi si presentano altre situazioni le valuteremo. Da più parti mi suggeriscono di guardar bene se la piazza di Milano è quella giusta per chi fa intrattenimento o contenuti o valutare altre piazze dove questi intangibles, le proprietà intellettuali che sono la nostra ricchezza e il nostro core business, sono considerate diversamente. Il valore del brand Winx Club, aldilà di quello nei nostri libri, è ben altro visto gli utili che genera e questo lo capiscono meglio alcuni mercati rispetto a quelli più abituati all'industria tradizionale».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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