sviluppo sostenibile

Rajan: «Tecnologie alleate contro le diseguaglianze»

L’ex capo economista dell’Fmi spiega come restituire centralità alle comunità, accanto a Stato e mercato. A partire dall’Ict

di Alessia Maccaferri


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4' di lettura

L’ombra della guerra rischia di eclissare ogni ragionamento. Ma non è così per chi ha costruito l’architettura di un ragionamento, «Il terzo pilastro». Nel libro Raghuram Rajan, docente di Finanza alla Booth School of Business dell’Università di Chicago, argomenta come le comunità possano bilanciare Stato e mercato in un nuovo equilibro necessario, contro il nazionalismo fomentato dalla crescita delle diseguaglianze sociali.

A distanza di pochi mesi dalla pubblicazione del volume, un nuovo conflitto tra Iran e Stati Uniti, potenzialmente a scala globale, potrebbe rinfiammare i nazionalismi. «In realtà è proprio il deterioramento delle comunità locali, della loro mobilità sociale e delle possibilità di avanzamento economico all’interno delle comunità stesse, che sta spingendo molte persone a guardare all’orgoglio nazionale come a una valida alternativa. Su queste basi, diversi leader nel mondo ne stanno approfittando» spiega al telefono l’ex capo economista del Fondo Monetario Internazional e, che è stato anche Governatore della Banca Centrale del suo paese di origine, l’India.

Rajan

Le mosse da fare subito
Rajan enfatizza il ruolo del tessuto sociale, che negli ultimi decenni si è via via lacerato e che avrà bisogno di un paziente lavoro di rammendo. Ma le emergenze, dal clima ai conflitti, chiedono soluzioni rapide. Lui, che è stato peraltro tra i primi a presagire la crisi del 2007-8, quali azioni suggerisce affinché abbiano efficacia a breve? «Il primo passo che può essere compiuto velocemente è la persuasione - risponde Rajan - L’elemento che muove le democrazie, come i mercati finanziari, è l’aspettativa: se la gente vede che il cambiamento sta avvenendo, avrà più fiducia, sarà più paziente. Ecco per esempio, se pensiamo alle città e alle persone che distano 25-50 miglia dal lavoro, una misura che può essere introdotta subito è il miglioramento della rete dei trasporti che può garantire ai lavoratori la certezza di arrivare in tempo e senza disagi. Ugualmente è fondamentale garantire ovunque e al più vasto numero di persone l’accesso alla banda larga cosicché non siano tagliate fuori e possano partecipare alla digital economy. Anche nella ben connessa Europa ci sono aree ancora escluse».

Il ruolo dell’intelligenza artificiale
Rajan si sofferma a descrivere nel dettaglio gli effetti dirompenti delle innovazioni tecnologiche, che assieme all’unificazione dei mercati, hanno acuito le disuguaglianze non solo in termini salariali ma di accesso alle opportunità e alle competenze, diminuendo la coesione interna alle comunità stesse. Nondimeno resta ottimista sulle prospettive, anche rispetto all’intelligenza artificiale. «Ci sono importanti preoccupazioni e non possiamo essere totalmente ottimisti e presumere che la tecnologia di per sè ci porti nella giusta direzione. Però credo che la questione, per esempio, rispetto all’Ai, non sia se ci saranno posti di lavoro al giusto salario, ma piuttosto se saranno o meno creativi. Sono convinto che l’alleanza tra uomini e macchine darà un valore aggiunto. Pensiamo ai servizi sanitari, dove le macchine possono essere impiegate nella diagnostica per immagini identificando i tumori e i casi incerti e i medici possono poi intervenire sulla base delle loro conoscenze e d esperienze. Se per esempio attualmente con la Tac possiamo fare 50 scansioni a settimana, applicando l’Ai potremmo arrivare a 500. In questo modo potremmo estendere i servizi sanitari e senza tagliare fuori i dottori. Quindi credo che il vero tema non sia la perdita dei posti di lavoro ma l’educazione e la formazione dei medici affinché siano in grado di offrire un valore aggiunto. Non solo. Con la diffusione dell’Ai, questi servizi diventeranno più economici e accessibili, non solo ai ricchi o alla classe media ma anche ai poveri. E l’utilizzo di queste tecnologie nei paesi in via di sviluppo potrebbe diminuire le disuguaglianze, migliorare la qualità della vita, riducendo via via il numero di persone che fuggono».

Comunità fisiche e virtuali
Rajan parla perlopiù di comunità di prossimità. «Ho voluto enfatizzare l’importanza della relazione, in un mondo in cui tutti sono connessi da soli. Il futuro sono gli esseri umani». Ma consapevole del continuum fisico/virtuale, racconta come i social network e le piattaforme possano aiutare le comunità stesse a ritrovarsi, migliorando la coesione sociale. «Anche in questo caso l’unione di uomini e tecnologie dà risultati migliori. Le comunità fisiche e virtuali combinate tra loro si rafforzano vicendevolmente. Uno studio condotto in Canada ha mostrato come le connessioni internet all’interno di una comunità abbiano poi migliorato in maniera significativa i legami dal vivo».

Impact education
Rajan traccia un processo inesorabile che dovrebbe poi portare a un equilibrio nuovo in cui lo stato riconosca maggiori poteri locali alle comunità (localismo inclusivo) e in cui i mercati cambino il proprio dogma, dalla massimizzazione dei profitti alla massimizzazione del valore dell’impresa. In questa direzione l’Italia dei Comuni e delle autonomie territoriali, delle associazionismo e delle piccole e medie imprese coesive, potrebbe avere qualche chance in più. «Si tratta di comprendere come generare una cultura della sostenibilità integrale e quali conoscenze saranno utili» spiega Laura Orestano, ceo di Cottino Social Impact Campus che a Torino accoglierà il 15 gennaio Rajan nell’ambito della conferenza internazionale ImpactWise . «Per intraprendere un cambiamento culturale verso la value generation - aggiunge Orestano, che lancerà ufficialmente il campus dedicato all’impact education - abbiamo bisogno di conoscenze aggiuntive, oltre quelle accademiche e quelle degli acceleratori e incubatori, guardando al mondo delle aziende, delle non profit e delle comunità».

Per approfondire:
L'economista Rajan: globalizzazione inclusiva unica via per la prosperità

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