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Rallenta il turismo degli italiani nel 2019, viaggi giù del 9%

Sono 71 milioni e 883 mila i viaggi dei residenti i (411 milioni e 155 mila pernottamenti) con una flessione sull'anno precedente che interrompe la ripresa iniziata nel 2016

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Sono 71 milioni e 883 mila i viaggi dei residenti i (411 milioni e 155 mila pernottamenti) con una flessione sull'anno precedente che interrompe la ripresa iniziata nel 2016


2' di lettura

I viaggi dei residenti in Italia nel 2019 sono 71 milioni e 883 mila (411 milioni e 155 mila pernottamenti) con una flessione sull'anno precedente che interrompe la ripresa iniziata nel 2016. In calo sia le vacanze (-8,4%) sia i viaggi di lavoro (-12%). In estate, il 37,8% della popolazione fa almeno una vacanza. Il 76,2% dei viaggi ha come destinazione una località italiana (-12,8% sul 2018), il 23,8% è diretto all'estero. Emerge dal report "Viaggi e vacanze in Italia e all'estero" dell'Istat sull'anno scorso. Il calo quindi non ha nulla a che fare con i problemi del turismo legati al coronavirus.

Aumenta durata media dei viaggi
I viaggi per motivi di vacanza sono circa l'89% del totale, quelli per motivi di lavoro circa l'11%. Il 93,4% dei pernottamenti è dedicato alle vacanze (6,6% ai viaggi di lavoro). Il 49% dei viaggi e il 79,6% delle notti trascorse in viaggio riguardano vacanze "lunghe" (4 o più notti). Aumenta leggermente la durata media dei viaggi che si attesta a 5,7 notti, (6 per le vacanze). Le vacanze lunghe continuano a prevalere (54,9% delle vacanze) su quelle brevi (45,1%), la maggior parte ha una durata compresa tra 4 e 7 notti (57,4%).

Internet primo canale di prenotazione
Nel 2019, gli alloggi privati si confermano la sistemazione prevalente (52,4% dei viaggi e 59,3% dei pernottamenti), soprattutto per i soggiorni trascorsi in Italia (54,2% dei viaggi e 62,1% delle notti). Fuori dai confini, invece, si preferisce alloggiare in strutture ricettive collettive (53,7% dei viaggi), anche se gli alloggi privati rappresentano la quota prevalente in termini di pernottamenti (53,4%). Poco più della metà dei viaggi è stato effettuato prenotando l'alloggio (52,4% dei viaggi), i casi in cui non è presente alcuna prenotazione si legano principalmente all'abitudine di usufruire di abitazioni a titolo gratuito come le abitazioni di proprietà o quelle di parenti e amici. Internet si conferma, anche nel 2019, il canale preferenziale di prenotazione dell'alloggio: tra i soli viaggi prenotati, nel 58,2% dei casi si prenota via web. Circa il 69% di queste prenotazioni avviene tramite intermediari, nel restante 31% il contatto con la struttura è diretto, cioè il turista prenota il soggiorno sulla pagina web dell'albergo o dell'abitazione privata.

Assoturismo: confermato 2019 in calo
Ma un problema rischia di porsi. «Un 2019 peggiore delle attese e un 2020 che rischia di segnare un ulteriore rallentamento a causa della vicenda coronavirus. Un aumento dell'Iva, in questa fase, sarebbe il colpo finale ai consumi turistici interni». Dice così il presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina commentando i dati diffusi dall'istituto nazionale di statistica. «Già dall'estate scorsa avevamo lanciato l'allarme sulla flessione della domanda turistica interna, ma il risultato finale è stato peggiore delle nostre previsioni», spiega Messina.

Per approfondire:
Il coronavirus minaccia l'anno del turismo cinese: a rischio 4 milioni di arrivi

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