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«Rallentamento in arrivo Subito il taglio al cuneo per sostenere i consumi»

di Luca Orlando

3' di lettura

«I dati? Ancora buoni, soprattutto se confrontati con i valori nazionali. Ma temo che a breve cambieranno in peggio». Parlando con gli associati, il presidente di Confindustria Lombardia Francesco Buzzella raccoglie giorno dopo giorno nuove indicazioni sullo stato di salute dell’industria, ancora tonica in regione nel primo trimestre, periodo che tuttavia incrocia solo in parte nella tempistica l’invasione russa in Ucraina. «L’incertezza - spiega - è il primo nemico dell’economia e oggi siamo nel pieno di questa fase. Il primo trimestre beneficia ancora degli ordini precedenti ma ora si inizia a percepire una debolezza delle nuove commesse: nelle prossime settimane un rallentamento dell’attività è purtroppo prevedibile». Effetto delle difficoltà crescenti che incontrano le aziende nel reperire materiali e nel gestire i continui rincari, soprattutto dell’energia. «Parlare di aumento è riduttivo, perché se un valore si moltiplica per dieci, come accaduto per il gas, si tratta di qualcosa di diverso, di un cambiamento epocale. Ridurre le estrazioni di gas in Italia è stato un errore clamoroso, a cui spero ora si cercherà di porre rimedio perché per quanto sia giusto puntare sulle rinnovabili, come propone la Ue, queste da sole non bastano. Ed è un problema da affrontare subito: anche gli ultimi dati dicono che la Lombardia si conferma regione più attrattiva d’Italia ma in futuro chi mai vorrà venire a produrre qui con un tale livello di costi?» Il rischio è quello di innescare un circolo vizioso, con il progressivo aumento dei prezzi a valle a disincentivare anche i consumi finali, gettando altra sabbia negli ingranaggi della crescita. «L’inflazione vista finora a mio avviso non è ancora il punto di arrivo finale e credo che il rischio di un freno alle spese delle famiglie sia concreto. In parte, questo rallentamento potrebbe anche far rientrare parte della speculazione che spinge verso l’alto i listini di componenti e materiali ma alla fine l’effetto netto sarebbe comunque negativo. Ecco perché servono misure straordinarie a tutela del potere d’acquisto». La stima è che gli extracosti legati ai soli rincari energetici arrivino in un anno a 100 miliardi di euro (quasi 60 solo per le imprese), cifra difficile da compensare integralmente con risorse pubbliche, anche se qualche spazio di manovra esiste. «Tenere in ordine i conti in una fase di aumento internazionale dei tassi di interesse è certamente fondamentale - aggiunge Buzzella - ma io credo che qualche intervento aggiuntivo sia ancora possibile. I rincari portano anche un extra-gettito, fatto di maggiore Iva e accise e questi fondi potrebbero essere utilizzati per tagliare in modo percepibile il cuneo fiscale, come propone Confindustria. Se l’extra-gettito fosse dirottato qui si potrebbe avere per molti lavoratori un incasso aggiuntivo di quasi una mensilità. È sul cuneo fiscale che è importante intervenire, perché in un momento in cui la competitività delle aziende è sotto pressione ipotizzare un aumento dei salari è davvero problematico».

Se sui rinnovi la partita è ancora tutta da giocare, sono già tuttavia visibili interventi singoli di sostegno al reddito dei lavoratori, come ad esempio in Brembo, che ha erogato un extra-bonus di 1000 euro.

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«Un caso, a cui se ne aggiungono tanti altri, in particolare là dove il quadro economico è più solido. Molte aziende stanno agendo in questo modo - aggiunge Buzzella - anche se magari non tutte comunicano questi interventi. In generale in regione vedo un quadro di collaborazione positivo e le difficoltà dei dipendenti vengono percepite e accolte dagli imprenditori».

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