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Rally senza tregua per i metalli: rame e nickel a massimi pluriennali

di Gianni Mattarelli

(AFP)

2' di lettura

Ancora rialzi per i metalli industriali al London Metal Exchange, con il rame che ha superato 6.900 dollari per tonnellata aggiornando il record triennale e il nickel che si è spinto ai massimi da due anni, raggiungendo un picco di 12.380 dollari (prezzi base tre mesi).

L’aumento dei prezzi prosegue senza interruzioni da otto settimane al Lme, una serie positiva che non si vedeva dal 2006. Dopo il modesto declino di mercoledì, il listino dei metalli di base aveva ripreso a salire da giovedì spinto dall’uscita in Cina di dati macroeconomici migliori delle attese. L’indice ufficiale Pmi dei direttori di acquisto nel settore manifatturiero era infatti cresciuto in agosto a 51,7 dal 51,4 di luglio, sorprendendo le previsioni di leggero declino.

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Un ulteriore sostegno all’umore positivo degli operatori era poi arrivato venerdì dalla pubblicazione del Pmi privato Caixin risalito a 51,6, massimo da sei mesi, e migliore delle attese di 50,9.

Il recente rilascio in Cina di una massa di buoni dati macroeconomici ha portato una serie di istituzioni a migliorare le previsioni sulla crescita cinese sia per quest’anno che per il prossimo. Due settimane fa aveva cominciato il Fondo monetario internazionale, aumentando la stima sul Pil cinese per il 2017 al 6,8% dal precedente 6,6%.

In realtà è difficile immaginare per il resto dell’anno significativi rallentamenti della crescita, tenuto conto che il 18 ottobre sarà convocato il Congresso del Partito Comunista in cui il presidente cinese Xi Jinping è atteso consolidare il suo potere facendo tutto il possibile per evitare un indebolimeto dell’economia.

La corsa del rame al Lme è anche sostenuta dagli operatori speculativi che seguono le indicazioni dei grafici, diventati ancora più rialzisti dopo che il metallo ieri ha definitivamente superato la soglia di resistenza a salire che era posta a 6.835 $.

La speculazione ha intensificato l’attività a termine anche al Comex di New York, dove le posizioni di rame aperte in acquisto da parte degli hedge funds sono aumentate la scorsa settimana di 2.796 lotti (da 25mila libbre) portandosi a 124.929 lotti, il massimo dal 2006, anno di prima divulgazione dei dati.

Anche per gli altri metalli non ferrosi le linee di resistenza sono molto vicine o in fase di superamento, essendo a 2.119 $ per l’alluminio, 3.200 $ per lo zinco, 2.576 $ per il piombo. Quella del nickel, posta a 12.145 $, ha ceduto ieri . Secondo alcune scuole di pensiero il segnale di salita nasce dopo che la soglia di resistenza è superata almeno due volte nelle sedute ufficiali di borsa.

Nel frattempo Macquarie Group ha alzato le previsioni di prezzo dei metalli, ritenendo che il rialzo in corso rifletta il miglioramento dell’umore degli investitori sulla domanda cinese, confermato dai dati sulla più robusta attività del corrente semestre. Le nuove stime della banca per il 2018 (tutte comunque inferiori agli attuali livelli di prezzo) indicano una quotazione media di 5.775 $ per il rame, 1.938 $ per l’alluminio e 10.625 $ per il nickel, con il minerale di ferro a 54 $.

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