LA PROVA DELLA SETTIMANA

Range Rover Evoque P250, la nostra prova del suv mild hybrid

La più piccola delle Range Rover a quanto promette il Dna del casato aggiunge un carico di tecnologie che nessuna consanguinea ancora offre in modo così esteso

di Massimo Mambretti

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La più piccola delle Range Rover a quanto promette il Dna del casato aggiunge un carico di tecnologie che nessuna consanguinea ancora offre in modo così esteso


3' di lettura

Sebbene nella concorrenza siano arrivate temibili rivali, soprattutto tedeschi, l'appeal emanato dall'Evoque si attesta al livello di quello che ha permesso alla capostipite della famiglia di raccogliere un consenso indiscutibile. Anzi, se vogliamo l'attuale generazione, è ancora più degna d'inalberare il marchio Range Rover poiché si distacca dalla precedente in tutto. Infatti, è tecnologicamente all'avanguardia ed è più raffinata. Certo, le sembianze così come le dimensioni che ricalcano quelle delle molte Evoque 1.0 in circolazione non trasmettono subito una metamorfosi così radicale che, specie nel caso della P250 della nostra prova nel ricco allestimento R-Dynamic Hse, alla fine si traduce in un prezzo di 68.300 euro. Una cifra che si sovrappone a quelle di molte versioni della Velar e a quelli delle meno costose Range Rover Sport.

Tuttavia, diversamente da queste ultime l'Evoque P250 dentro il cofano cela anche un sistema mild hybrid a 48 V, che porta in dote tutti i vantaggi legati alla relativa omologazione.

Range Rover Evoque, ricercata fuori e ancora più dentro
Se la silhouette non aiuta a capire subito che ci si trova di fronte a un'Evoque 2.0, a uno sguardo più attento le vesti levigate tradiscono suggestioni tratte dalla Velar. Il salto generazionale è, però, ben evidente nell'abitacolo che, a dispetto della lunghezza esterna che rimane sotto a 4,40 metri, offre posteriormente più spazio rispetto alla progenitrice, sebbene il progresso non si possa definire eclatante pur andando a discapito dell'ampiezza della zona di carico appena discreta per la categoria, grazie alla nuova architettura che consente la disposizione trasversale del motore. L'ambiente è lussuoso ma minimalista, poiché è frutto sia di un upgrading dell'assemblaggio e della qualità dei materiali sia di un design che poggia sulla sottrazione di ciò che può risultare poco pratico come la manopola del cambio automatico, sostituita da un pratico joystick, o ridondante come i tasti fisici.

Questi ultimi sono rimpiazzati da altri touch sul volante, dietro al quale c'è la strumentazione digitale da 12,3” facilmente configurabile in molti modi, e dalle funzionalità inserite nei due display da 10” del sistema Touch Duo Pro. Quello a centro plancia dell'infotainment richiede un po' di assuefazione per essere gestito istintivamente integra un hotspot che può gestire otto device oltre che Apple CarPlay e Android Auto, a volte un po' bizzosi. Quello sulla consolle centrale ospita le regolazioni della climatizzazione e i settaggi della configurazione vettura. Fra questi c'è quello per l'intelligente modalità Auto che setta istantaneamente la vettura nel modo più consono al fondo che si sta affrontando.

Range Rover Evoque, tecnologica a 360 gradi
La nuova Evoque, però, non si limita a essere hi-tech solo perché è ibrida e per quanto appena descritto. Infatti, propone una suite molto estesa che genera anche un sistema di guida semi autonoma, il sistema che tramite ultrasuoni misura la profondità di un guado, l'head-up display, il retrovisore interno che si può trasformare in un monitor che proietta vari tipi d'inquadrature raccolte dalla telecamera posteriore e il ClearSight Ground View. Quest'ultimo è stato sviluppato essenzialmente per il fuoristrada ma può essere assai utile anche sull'asfalto, specie nelle manovre. Infatti sfruttando una rete di telecamere visualizza nel display a centro plancia l'area sotto il motore e vicino alle ruote per permettere di evitare ostacoli.

Range Rover Evoque, prova su strada
Arrivando alla forma atletica dell'Evoque diciamo che, a dispetto dì quanto può suggerire la potenza di 250 cv sviluppata dal quattro cilindri sovralimentato di 2 litri, non si resta sorpresi dall'aggressività del temperamento tanto più che il cambio a nove a marce non è sempre lesto a mettere a disposizione il rapporto giusto né dall'agilità, influenzata dalla massa di 1.900 kg regalata dall'ibridizzazione, che però non compromette l'istintività della guida.

In realtà, il punto forte dell'Evoque è il confort davvero degno delle Range Rover di stazza superiore. È supportato dalla gradualità con sono assorbite le irregolarità della strada anche quando le sospensioni attive sono settate nella maniera meno cedevole e l'assetto integra cerchi da 20”, oltre che dalla fluidità con cui si esprime il motore anche quando lavora sodo attestando le percorrenze medie a poco più di 10 chilometri con un litro o riprende sommessamente vita dopo essere stato messo a riposo sotto i 20 all'ora dall'ibridizzazione.

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