rapporto sulla moneta unica

Rapporto Bce: l’euro perde terreno e non colma il gap con il dollaro

di Alessandro Merli

(REUTERS)

2' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
FRANCOFORTE - L’euro perde terreno nell’uso dei mercati internazionali. Il ridotto uso della moneta unica potrebbe essere dovuto all’incertezza politica e ai timori di instabilità dell’Eurozona, ha detto Benoit Coeuré, responsabile dei mercati alla Bce, citando le preoccupazioni di un terzo dei gestori delle riserve globali, e quindi può essere che prossimamente, placati i più gravi timori di natura politica, inverta la rotta.

Secondo ma lontanissimo dagli Usa
L’euro resta incontrastato al secondo posto, alle spalle del dollaro nelle riserve ufficiali, che ammontano a livello globale a circa 10.800 miliardi di dollari, ma è lontanissimo dalla moneta Usa. Le aspirazioni dei politici europei di una valuta che potesse sfidare il dollaro per la supremazia nel sistema monetario internazionale sono andate deluse. Secondo le cifre diffuse dalla Bce nel suo annuale rapporto sul ruolo internazionale dell’euro, la moneta unica ha visto la propria percentuale delle riserve globali aumentare marginalmente nel 2016 e nei primi quattro mesi del 2017, dal 19,4% al 19,7% del totale. Il dollaro resta però sopra il 60 per cento. Coeuré ha rilevato peraltro che non è compito della Bce promuovere il ruolo internazionale dell’euro. Il sistema monetario, secondo le discussioni in corso al Fondo monetario e al G-20, va verso una struttura a più valute, ha detto, in cui crescerà anche il ruolo del renminbi, la moneta cinese, di cui recentemente la Bce ha acquistato 500 milioni di euro per le proprie riserve. Un’operazione simbolica in termini di dimensioni, ha detto il banchiere centrale, ma che potrebbe essere ripetuta in futuro.

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Utilizzo in calo
Escludendo le riserve ufficiali, l’uso dell’euro è calato sulla base di quasi tutti gli altri indicatori esaminati dalla Bce: nei prestiti internazionali, negli scambi sui mercati valutari e nei pagamenti internazionali. La quota della moneta europea ha perso terreno anche nell’emissione di obbligazioni e resta ben al di sotto dei livelli precedenti alla crisi finanziaria globale. Quest’ultimo dato può esser stato influenzato, oltre che dall’aumento del costo degli swap, anche, ha osservato Coeuré, dall’aumento delle emissioni di titoli da parte dei mercati emergenti, che tradizionalmente tendono a gravitare verso il dollaro. Il membro del comitato esecutivo della Bce ha tuttavia rimarcato che la profondità dei mercati dei capitali in Europa resta nettamente inferiore a quella del mercato americano, un problema cui potrebbe in parte ovviare la creazione dell’unione dei mercati dei capitali proposta dalla Commissione europea.

Coeuré ha ribadito l’appoggio della Bce alla proposta della Commissione, in seguito a Brexit, di portare all’interno dell’Eurozona, e quindi sotto la sua diretta vigilanza e capacità di intervento nelle crisi, le operazioni di compensazione delle transazioni in euro. Quelle che passano attraverso società di clearing centralizzate fanno oggi per la quasi totalità capo alla piazza finanziaria di Londra.

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