La fotografia annuale 

Rapporto Conai-Anci: cresce la raccolta differenziata. Cingolani: modello Italia funziona, pronti a ridurre divario Nord-Sud

Nel 2019 la percentuale ha raggiunto il 61,69% in crescita del 3,5% sull’anno precedente. E aumentano anche le quantità gestite dai consorzi di filiera, a quota 64 milioni di tonnellate di materiali (+18% sul 2018)

di Celestina Dominelli

La fotografia della raccolta differenziata in Italia

4' di lettura

La fotografia è ferma al 2019, ma il messaggio è comunque positivo: in Italia la percentuale di raccolte differenziate continua a salire e, secondo gli ultimi numeri disponibili, contenuti nel IX Rapporto 2019 e nel X Rapporto 2020 sulla banca dati Anci-Conai illustrati martedì 4 maggio dal presidente del Conai Luca Ruini alla presenza del ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nel 2019 è stato raggiunto il 61,69% di RD, con un incremento del 3,5% rispetto all’anno precedente. E, sempre nel 2019, sono risultate in aumento le quantità gestite dai consorzi di filiera che sfiorano i 6,4 milioni di tonnellate di materiali, con un rialzo, sull’anno prima, di oltre il 18 per cento.

Cingolani: occorre ridurre il divario tra le diverse aree

«La nascita del ministero della Transizione Ecologica è parte di quel percorso di costruzione che vede il nuovo governo impegnato nella realizzazione di una nuova visione strategica delle politiche ambientali. In quest'ottica - ha sottolineato il ministro Roberto Cingolani - stiamo lavorando per ridurre il divario ancora oggi esistente tra le diverse aree del Paese e assicurare una transizione giusta e inclusiva. È necessario avere a disposizione servizi sempre più smart che consentano la condivisione delle informazioni, la creazione di una rete al servizio delle istituzioni e dei cittadini per sviluppare e far acquisire la piena consapevolezza che le loro abitudini condizionano il nostro modo di vivere». Il ministro ha ricordato anche l’impegno messo nero su bianco nel Piano di ripresa e resilienza sotto la voce “rivoluzione verde e transizione ecologica”. «Abbiamo previsto 1,5 miliardi per una cinquantina di progetti relativi a nuovi impianti di trattamento dei rifiuti e di ammodernamento di quelli esistenti, ai quali si aggiungono 600 milioni per progetti faro nell’economia circolare che miglioreranno il fronte del riciclo», ha spiegato Cingolani non prima di aver evidenziato che «se l’Italia è tra i leader europei nel settore della raccolta, differenziata e riciclo dei rifiuti, significa che il modello funziona e va difeso in Europa».

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Ruini: consorzio in prima linea per contenere gap Nord-Sud

Un tema, quello del gap tra Nord e Sud, che è stato rimarcato anche dal presidente del Conai, Luca Ruini: «I numeri danno nuova conferma dell'importanza del sistema consortile nel suo ruolo di sussidiarietà al mercato permettendo all'economia circolare italiana di mantenere un ruolo di leadership nel panorama europeo». Ruini ha quindi ribadito l’impegno del consorzio «nel migliorare in qualità e in quantità la raccolta differenziata, sostenendo soprattutto il percorso che molti Comuni del Sud stanno facendo per arrivare a risultati paragonabili a quelli del Nord del Paese. Aiutandoli non solo a intercettare le risorse in arrivo dall'Europa, ma anche a sviluppare competenze adeguate». Il numero uno del Conai ha sottolineato che l’andamento del riciclo e della differenziata è «aumentato durante il periodo del lockdown: la stima è che siamo passati dal 70 al 71%».

Bianco: serve uno sforzo congiunto

Sulla stessa linea anche Enzo Bianco, presidente del Consiglio nazionale Anci. «Per perseguire i benefici dell'economia circolare - ha spiegato - serve uno sforzo congiunto visto che dai rapporti emerge a livello nazionale, la convivenza di due macroaree: Nord e Centro-Sud. La prima continua ad avere ottimi livelli di raccolta sia quantitativa che qualitativa, il centro ha fatto passi avanti mentre il Sud sconta carenze e ritardi». Per Bianco «colmare il gap non è solo possibile ma necessario al sistema Paese: auspichiamo che il Pnnr con le sue risorse, su questa misura 52,7 miliardi di euro, contribuisca a colmare il divario. Con questi interventi si potrà recuperare il gap di impianti che aggrava la distanza tra le due macroaree».

Salvemini: sfida cruciale per sistemi urbani più sostenibili

«L’efficacia della raccolta e del riciclo dei rifiuti è una sfida cruciale che si gioca nel campo della sostenibilità dei sistemi urbani, nel più ampio contesto della transizione verso una economia ambientalmente compatibile che il nostro Paese ha intrapreso», gli ha fatto eco Carlo Salvemini, sindaco di Lecce e delegato Anci per Energia e Rifiuti. «I dati segnalano che il rapporto tra i Comuni e Conai è proficuo, genera ottime performance e consente di centrare gli obiettivi di raccolta. Questo deve incoraggiarci a fare ancora meglio, accelerando ulteriormente sulle filiere della plastica e della carta, investendo ancora su tutto il territorio nazionale sull'incremento della qualità della raccolta differenziata.

La performance dei consorzi di filiera

Tornando ai numeri, i dati, come hanno spiegato Antonello Antonicelli, presidente Comitato di verifica accordo quadro Anci-Conai 2020-2024 e Antonio Di Bari, responsabile Progetto banca dati Anci-Conai, fanno riferimento agli anni 2018 e 2019, periodo di vigenza dell'accordo quadro Anci-Conai (2014-2019) e dei relativi allegati tecnici, in termini di quantità di rifiuti di imballaggio raccolti, della loro qualità e dei corrispettivi economici riconosciuti ai convenzionati dai sei consorzi di filiera del Conai (CiAl, Comieco, Corepla, Coreve, Ricrea e Rilegno). Nel 2019 le quantità gestite dai sei consorzi hanno sfiorato i 6,4 milioni di tonnellate, crescendo di oltre il 18% rispetto all'anno precedente.

I target di riutilizzo e riciclo

Il sistema Anci-Conai nel biennio 2018-2019 ha contribuito in modo importante ai risultati complessivi raggiunti dal Paese che, per alcune filiere, già superano gli obiettivi di preparazione per il riutilizzo e riciclo fissati al 2030. Questi ultimi possono quindi considerarsi sostanzialmente raggiunti a livello nazionale, con eccezione di carta e plastica.I due rapporti fotografano anche un aumento dei corrispettivi riconosciuti ai convenzionati dai consorzi di filiera: nel 2019 sono stati in tutto oltre 601 milioni di euro, con un incremento del 15,49% rispetto al 2018. Oltre il 61% del totale degli importi è stato riconosciuto per le raccolte della plastica, mentre la filiera che registra il maggiore incremento dei corrispettivi fatturati rispetto all'anno precedente è quella della carta.

La copertura a livello comunale

Confermata anche la diffusione capillare dell'accordo Anci-Conai: i Comuni coperti da almeno una convenzione sono stati 7.839 nel 2018 e 7.847 nel 2019, rispettivamente pari al 98,55 e al 99,15% del totale e per una popolazione complessiva di 59.524.019 abitanti nel 2019. In relazione al 2019, è importante evidenziare che il 62% dei Comuni è coperto da 5 o 6 Convenzioni, mentre nel 2018 tale dato si attestava a poco più del 56%. La gestione dei materiali all'interno del sistema consortile, cioè usando le convenzioni, è molto più frequente nelle regioni del Nord rispetto al resto del Paese.

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