Pitti uomo 96, lo Speciale di Moda24

SPECIALE PITTI UOMO

Rassicurante e cinetico, esordio in glitter e plissé

di Angelo Flaccavento


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A mano.Una parte del rotolo con i disegni di tutta la sfilata

2' di lettura

«La mia immagine non rappresenta chi sono» racconta Marco De Vincenzo, lo psichedelico designer di origini siciliane che, dopo un decennio di diversioni e giocose perversioni ladylike, debutta finalmente con la collezione uomo nella cornice di Pitti Italics. «Nessuno guardandomi capirà mai che musica ascolto, che film guardo, che libri leggo. Il mio guardaroba è magistralmente costruito in modo che ogni pezzo sia sostituibile all’altro. Eppure è in quasi tutto ciò che non indosserei mai che nel tempo mi sono ritrovato. La mia criptonite l’ho scoperta per caso, in una fabbrica di Biella, sotto forma di tessuto lamé. Ci ricoprirei palazzi interi, ma è un super potere che mi accontento di tenere nella tasca interna di un cappotto piuttosto che indossarlo. Che sia arrivato il momento di cambiare, indossando ciò che parla di me così smetto di raccontarlo? Non lo so se accadrà, l’uomo che ho in mente non sono io, ma mi piacerebbe somigliargli».

Il racconto è un programma, ma anche un definitivo, necessario chiarimento: l’autobiografia vestimentaria di un designer non per forza corrisponde con la sua visione creativa.

De Vincenzo, in effetti, è uno di quegli uomini che passano facilmente inosservati, e che anzi ricercano consapevolmente l’effetto. Vestito solitamente di scuro, senza eccentricità evidenti se non la massa arruffata di capelli ricci, a guardarlo non si potrebbe immaginare cosa sia in grado di fantasticare. Dai lamé al vago kitsch di materie e colori sfacciatamente di sintesi, dai pattern cinetici alle forme perbene ma sempre un po’ off la sua moda è insieme raffinata e lisergica, rassicurante e capace di turbare, in sottigliezza.

Difficile immaginare tutto ciò in chiave maschile, ed è per questo che l’esordio è particolarmente atteso. «Creativamente ero pronto da tempo - aggiunge - ma la congiuntura perfetta si è presentata solo adesso. Il momento è propizio perché nei mercati in cui vogliamo crescere l’attenzione per la moda maschile è grande, quindi è un business da cui potremo trarre molti vantaggi. La collezione è il risultato di uno studio molto concreto, e del dialogo con uomini veri dei quali ammiro lo stile, dei quali ho usato la testa e il gusto. Anche io ho fatto da cavia. Il metodo di lavoro è il mio solito: sono partito da una ricerca estensiva di materiali presso tessutai e laboratori. Le forme sono semplici, i volumi estremi, definiti dal plissé e dal metallizzato». Come dire: pragmatismo psichedelico. Sulla carta suona bene. «Il mio cliente ci sarà» conclude De Vincenzo.

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