PAgelle e mercati

Rating dell’Italia invariato: Dbrs mantiene il voto più alto (BBB+)

L’agenzia di valutazione mantiene invariato il voto a «BBB high» con prospettive stabili

di Morya Longo


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2' di lettura

Arriva da Toronto, in Canada, una notizia positiva (o meglio neutra) per i titoli di Stato italiani e per il Paese: l’agenzia di rating Dbrs ha deciso di mantenere invariata la pagella dell’Italia a «BBB high» (che equivale a «BBB+» delle altre agenzie di valutazione) con prospettive «stabili». Come già aveva fatto Standard & Poor’s lo scorso 25 ottobre. «No news, good news» si dice nel mondo anglosassone: «Nessuna notizia è una buona notizia». La «conferma del rating riflette i progressi delle banche italiane nel migliorare la qualità del credito e la moderata strategia di bilancio del Governo per i mitigare i rischi alla sostenibilità del debito», afferma Dbrs. Poi, però aggiunge: «È improbabile che l’attuale Governo resti in carica fino al 2023».

L’importanza di Dbrs
Il giudizio di Dbrs (sebbene si tratti di un’agenzia di rating meno nota al pubblico rispetto a Moody’s e Standard & Poor’s) è molto importante per l’Italia: perché Dbrs è una delle quattro agenzie di rating prese come riferimento dalla Bce quando compra titoli di Stato. Il punto è questo: la Banca centrale europea guarda il voto più elevato tra le quattro agenzie di rating e, nel caso dell’Italia, il voto più alto è proprio quello di Dbrs.

Per cui in base a questo rating vengono per esempio decisi gli “sconti” (in gergo haircut) che la Bce applica ai titoli consegnati dalle banche italiane quando si finanziano in Bce. Non solo: la Bce decide in base ai rating (guardando sempre il più elevato dei quattro) quali titoli può o non può comprare nell’ambito del «quantitative easing». Dato che non può acquistare titoli speculativi, cioè con rating di «BB» o inferiore, Dbrs con la sua generosità nei confronti dell’Italia mantiene al Paese un cuscinetto di tranquillità: prima che anche questo rating diventi speculativo, infatti, servirebbero tre declassamenti.

La logica del rating

Nel comunicato, arrivato dopo le 22 italiane di venerdì 15 novembre, l’agenzia di rating ha ripetuto molti dei concetti già espressi lo scorso 12 luglio in occasione dell’ultimo aggiornamento del rating dell’Italia: da un lato Dbrs riconosce «i progressi delle banche italiane nel migliorare la qualità del credito», dall’altro giudica positivamente «la moderata strategia di bilancio del governo per i mitigare i rischi alla sostenibilità del debito». Si tratta delle stesse parole scritte già a luglio, quando ancora c’era il Governo Giallo-Verde. A fare da contraltare, però, c’è «l’elevato livello di incertezza politica e l’economia stagnante».

Infine Dbrs scrive: «La recente decisione della Bce di varare una politica monetaria più accomodante e l’approccio meno aggressivo tra il nuovo Governo e la Commissione europea hanno rinvigorito la fiducia degli investitori - si legge -. Il rischio percepito riguardo all’uscita dell’Italia dall’euro si è ridotto notevolmente e questo si è tradotto in un forte calo degli spread dei BTp. Questo migliora la sostenibilità del debito e aumenta lo spazio fiscale».

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