Tessile

Ratti investe nella circolarità per dare ai capi una seconda vita

L'azienda comasca riesce a recuperare la seta dei foulard per trasformarla in ovatta isolante
e ha stretto una partnership con Mantero per salvaguardare il know how della filiera e rafforzarla

di Giulia Crivelli

Con la tecnica «2nd Life Print» i capi inveduti o rimasti in stock vengono trasformati, partendo dal processo di stampa nella sede di Guanzate (Como)

3' di lettura

L’impegno del Gruppo Ratti per la sostenibilità sociale e ambientale non ha nulla a che fare con la recente corsa ad abbracciare fin troppo mitizzate svolte verdi. Sergio Tamborini, amministratore delegato dell’azienda tessile comasca quotata alla Borsa di Milano, ha impostato la visione di medio e lungo termine proprio in un’ottica di crescita sana e sostenibile, come certificano da molti anni i Bilanci redatti ad hoc di Ratti, dal 2010 parte del Gruppo Marzotto. Tamborini, che nei prossimi mesi raccoglierà il testimone da Marino Vago come presidente di Sistema moda Italia (Smi) ha sempre avuto molto chiara l’importanza della filiera del tessile. Primo, perché rappresenta le fondamenta dell’intero sistema moda italiano. Ma c’è un secondo aspetto, forse ancora più importante: la sostenibilità è tale solo se è di filiera e certificabile, un tema sul quale Tamborini sta lavorano anche con Claudio Marenzi, proprietario di Herno e attualmente alla guida di Pitti Immagine, oltre che past president di Confindustria Moda.

«La filosofia di Ratti è costruita da sempre sulla valorizzazione delle risorse artigianali e culturali, oltre che su investimenti in sostenibilità, tecnologia e ricerca – spiega Tamborini –. Dobbiamo rispondere alle esigenze di un mercato che chiede con sempre maggior forza chiarezza e trasparenza. Abbiamo reso la sede di Guanzate, vicino a Como, un’arena di vera e propria sperimentazione tra innovazione e prodotto: così è nato il progetto Second Life, che si articola su tre filoni, che abbiamo chiamato 2nd Life Fibers, 2nd Life Print e 2nd Life Hydro, concentrati rispettivamente sul riciclo della seta, sull’upcycicling dei capi invenduti e sulla rigenerazione dei capi nati impermeabili».

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I primi due progetti possono essere definiti di economia circolare. 2nd Life Fibers trasforma la seta riusata o riciclata in un isolante innovativo dalle eccellenti prestazioni tecniche, utile per i settori dello sportswear e del casualwear, mentre 2nd Life Print parte da capi invenduti o rimasti a stock – in molte aziende destinati alla distruzione – e li trasforma con nuove stampe o colori, anche in collaborazione con i clienti. Il terzo è forse il più innovativo, anche dal punto di vista tecnico. «Il modo in cui abbiamo concepito e consumato l’abbigliamento finora non è più sostenibile – sottolinea Tamborini–. Occorre ridare valore a ciò che si indossa, trasformando l’usato in una nuova risorsa. Grazie al knowhow tecnico, unitamente alle ricerche alla base dei due progetti di economia circolare 2nd Life Fibers e 2nd Life Print e all’esperienza sul campo di due guide alpine, siamo arrivati a 2nd Life Hydro». Il terzo filone della strategia Second Life è un processo industriale per ripristinare le performance e le funzionalità idrorepellenti di un capo, prolungandone il ciclo vitale e minimizzando l’impatto ambientale.

Tornando al tema della filiera, della fine di aprile è la notizia di un accordo tra Ratti e Mantero, che sono entrate nel capitale di Foto Azzurra, azienda che dal 1989 opera nella composizione, fotocomposizione e fotoincisione dei supporti per la stampa serigrafica applicata ai tessuti. L’accordo porterà ad una maggiore solidità di Foto Azzurra, che continuerà a proporre al mercato i propri servizi in un’ottica di continuo aggiornamento ed evoluzione tecnologica. «Siamo convinti - spiega Tamborini – che proprio in questo periodo ci sia bisogno di passare dalle parole ai fatti, con progetti concreti che siano anche un incentivo verso operazioni analoghe da parte di altri attori.» Sulla stessa linea Franco Mantero, ad di Mantero Seta: « La stampa a quadro ha caratterizzato la storia della Mantero e della Ratti, ma senza fotoincisione non c’è stampa a quadro e senza stampa a quadro il distretto tessile comasco non sarebbe lo stesso».

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