Informativa

Rave party, Lamorgese:«L’azione di forza era controindicata»

Identificate oltre 4.235 persone, di cui 784 stranieri. Il Viminale si costituirà come parte civile nei processi

di Nicoletta Cottone

Stop al rave dopo 6 giorni, tremila identificati

4' di lettura

«Atteso l’elevato numero dei soggetti coinvolti, tra cui anche minori, le caratteristiche dell’area, la consistente presenza di automezzi, veniva valutato opportuno avviare da subito un’attività dissuasiva e di pressione sui partecipanti ravvisando invece come controindicata un’azione di forza. Lo sgombero dell’area con il ricorso a mezzi speciali, come idranti e lacrimogeni, attesa la conformazione rurale con la presenza di stoppie, facilmente incendiabili, e dove c’erano sistemi elettrici precari avrebbero potuto determinare rischi di ordine pubblico e pericoli per l’incolumità». Lo ha detto la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, nel corso dell’informativa urgente sul rave party che si è svolto tra il 13 e il 19 agosto presso il lago di Mezzano, nel Viterbese.

La ministra ha fatto il punto a un mese dal rave party dello scorso agosto, un evento non autorizzato nato sui social che ha coinvolto centinaia di giovani provenienti da tutta Europa. Un rave che è andato avanti per giorni partito nella notte tra il 13 e il 14 agosto con centinaia di ragazzi chehanno dato vita a un enorme accampamento di camper, roulotte, con camion attrezzati per la vendita di cibi e alcolici. «I rinforzi inviati sul luogo del rave ammontano complessivamente a 900 unità tra il 14 e il 19 agosto, nella sola giornata conclusiva del 19 erano presenti sul sito 300 unità aggiuntive».

Loading...

Da nessuna polizia europea informazioni sulla programmazione del rave

«Da nessuna polizia europea abbiamo avuto indicazioni o informazioni circa la programmazione del rave», ha detto la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese.

In eventi simili nel 2018 e 2019 mai interventi di forza

«In nessuno dei rave simili a quello di Viterbo che ci sono stati nel 2018 e nel 2019 ’’si è deciso di intervenire con la forza», ha sottolineato Luciana Lamorgese.

Identificate 4.235 persone, 784 stranieri. Viminale parte civile

«Iniziato il deflusso, tutti coloro che si sono allontanati dall’area sono stati sottoposti a controlli. Complessivamente sono state identificate oltre 4.235 persone, di cui 784 stranieri. Tutti sono stati segnalati all’autorità giudiziaria. Le loro posizioni saranno valutate per l’adozione di misure di prevenzione. Tra i reati contestati, oltre a manifestazione non autorizzata e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, c’è anche invasione di terreno ed edifici. Il Ministero dell’Interno chiederà di potersi costituire parte civile nei processi», ha detto Luciana Lamorgese, nel corso dell’informativa.

Non sono stati registrati casi di positività al covid

Dopo il rave di Viterbo «non sono stati registrati casi di positività al covid», ha detto la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. La ricostruzione della ministra parte dalle 20.45 del 13 agosto scorso, quando sulla Aurelia, tra Livorno e Cecina, «veniva controllato dalle Forze dell’ordine un gruppo di camperisti, circa 40 camper, con a bordo una cinquantina di persone che, nell’occasione, seppure sollecitate, non fornivano indicazioni circa il luogo in cui erano dirette, limitandosi ad affermare genericamente che si dirigevano verso il Sud, facendo vaghi cenni alla regione Puglia. Durante le fasi del controllo non veniva peraltro riscontrata a bordo dei veicoli la presenza di materiale, ovvero di strumenti per la diffusione sonora. Non emergendo, peraltro, evidenze circa forme di illegalità che legittimassero misure restrittive o di carattere cautelare, non sarebbe stato possibile adottare nei confronti delle persone controllate provvedimenti che ne avrebbero potuto impedire giustificatamente il proseguimento del viaggio».

Fra i fermati persone con precedenti per invasioni di terreni o edifici

«Alcuni dei soggetti fermati - ha spiegato la ministra - risultavano al controllo gravati da precedenti di polizia per invasioni di terreno o di edifici, reato che è tipicamente oggetto di contestazione nei confronti di organizzatori e partecipanti a rave party». Una circostanza sospetta che ha indotto ad attuare «un articolato servizio di osservazione e di monitoraggio allo scopo di accertare, in mancanza di ogni altro elemento informativo, quale effettivamente fosse il loro luogo di destinazione finale. Di tale dispositivo veniva informata la sala situazioni del Dipartimento della pubblica sicurezza, la quale, a sua volta, chiedeva di essere costantemente aggiornata sulla consistenza del gruppo e sulla sua destinazione».

Il rave in aperta campagna

«A mezzanotte e mezza del 14 agosto - ha detto ancora Lamorgese - perveniva alla compagnia “Tuscania” dell’Arma dei carabinieri una telefonata di un giovane che riferiva di un possibile rave nei pressi di un lago, senza essere in grado, tuttavia, d’indicare esattamente il luogo dell’evento. Lo stesso giovane comunicava che il luogo prescelto per il rave sarebbe stato indicato ai partecipanti dagli organizzatori solo dopo il posizionamento dei mezzi e l’avvio della diffusione sonora della musica. Infatti, solo un minuto prima dell’una, in una successiva telefonata, sempre indirizzata allo stesso presidio dell’Arma, il precedente interlocutore indicava le coordinate del rave: una zona rurale, isolata, a nord del lago di Mezzano. Alle 1,55, dopo circa 40 minuti di ricerca da parte dei carabinieri, la pattuglia « riusciva a individuare in aperta campagna l’area segnalata, riscontrandovi la presenza già di moltissime persone, non esattamente quantificabili per il buio ma certamente in numero non inferiore a diverse migliaia nonché di impianti di diffusione installati».

Le critiche di Meloni e Salvini

«Mi aspetto che cominci a fare il ministro dell’Interno. Abbiamo visto un rave party senza che nessuno muovesse un dito, aggressioni, 40 mila migranti sbarcati», ha detto Matteo Salvini, ospite di Radio Anch’io, su Rai radio 1, commentando l’operato della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, oggi alla Camera per una informativa sul caso del rave a Viterbo. Poi sulla domanda sulla possibile convergenza della Lega su un voto di sfiducia alla ministra dice: «Aspettiamo di vedere quello che dice», ha detto Salvini. «Con la gestione del Viminale guidata da Luciana Lamorgese, abbiamo assistito a rave party illegali, aumento dell’immigrazione clandestina e scarso controllo del territorio. Un ministro che non ha saputo fare il suo lavoro e che ha lasciato la nostra Nazione in balia di punkabbestia e clandestini. Non possiamo diventare un luogo di ritrovo per sbandati o un mega centro di accoglienza. Grazie a Fratelli d’Italia, oggi Luciana Lamorgese sarà in Aula e chiederemo conto delle sue evidenti responsabilità. Non meritiamo un ministro così. Ne vogliamo le dimissioni per il bene dell’Italia e degli italiani», ha scritto su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

Fiano: «Decine di rave con Salvini al Viminale, nessuno chiese dimissioni»

«Oggi il ministro Lamorgese svolgerà in Parlamento una informativa sulla vicenda del rave party in provincia di Viterbo. Come noto, Fratelli d'Italia intende presentare una mozione di sfiducia e Salvini vorrebbe, ma non può. E comunque ne chiede le dimissioni ogni giorno», ha detto Emanuele Fiano (Pd). «Io penso sia una follia pensare che il ministro abbia una qualche responsabilità in questa vicenda. Ma a parte il mio pensiero mi sono appassionato a verificare quanti rave èarty anche più complicati, si svolsero durante il mandato del ministro Matteo Salvini, senza che nessuno chiedesse le sue dimissioni o immaginasse qualche responsabilità diretta».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti