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Gas, via libera definitivo al rigassificatore di Ravenna

Firmato dal presidente della Regione Emilia-Romagna e commissario straordinario di Governo, Stefano Bonaccini, il decreto autorizzativo per il rigassificatore da avviare al largo di Ravenna

di Ilaria Vesentini

(Imagoeconomica)

4' di lettura

È stato firmato il decreto autorizzativo che dà il via libera al rigassificatore di Ravenna. Scadevano domani, martedì 8 ottobre 2022, i 120 giorni dell'iter partito l'8 luglio scorso e che in tempi record – nonostante 3mila pagine di documentazione analizzate, 800 pagine di testo finale approvato e una sessantina di soggetti coinvolti – ha dato il via a un investimento da quasi un miliardo di euro che tra due anni permetterà al Paese di avere 5 miliardi di mc di gas in più disponibili, l'8% circa del fabbisogno, attraverso una nave Frsu di ultima generazione attraccata a 8 chilometri dalle spiagge di Punta Marina, collegata ai gasdotti nazionali da 40 chilometri di condotte che circumnavigheranno la città dei mosaici.

«Siamo di fronte a un fatto storico per modalità, tempi e ingegneria degli investimenti. Abbiamo dimostrato come in 120 giorni si possa autorizzare un impianto energivoro, per cui in media si aspettano dieci anni, senza venir meno ad alcun vincolo, controllo o garanzia di legalità e sostenibilità, ma con una burocrazia di qualità intelligente, e un percorso partecipativo, inserito all'interno del nostro Patto per il lavoro e il clima, che è il modello distintivo dell'Emilia-Romagna», sottolinea Vincenzo Colla, assessore allo Sviluppo economico e green economy, aprendo la cerimonia della firma e passando il testimone a Stefano Venier, amministratore delegato di Snam e al presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, commissario straordinario per il rigassificatore.

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«Oggi – spiega Stefano Venier, che a Bologna è di casa dopo 18 anni in Hera – si chiude un primo percorso, ma se ne apre un secondo per noi ancora più sfidante. In due anni dobbiamo cantierare circa mezzo miliardo di opere per mettere in funzione la nave gasiera Singapore, cui cambieremo il nome quando la acquisteremo (un altro mezzo miliardo di esborso) e la porteremo qui a Ravenna, il prossimo giugno, dall'Egitto, dove è attraccata ora. Si tratta di un vascello di 300 metri di lunghezza, con una capacità di 5 miliardi di mc di gas, dotato di tecnologie di ultima generazione, che entrerà in produzione nell'ultimo trimestre 2024, il tempo necessario per attrezzare il pontile che la deve ospitare a 8 km dalla costa e costruire sia la parte di gasdotto sia circa 35 km di tubazioni a terra, che saranno posate con soluzioni avanzatissime trenchless, senza dover scavare. Dando lavoro alla filiera locale a chilometro zero».

L’ad di Snam rimarca come la scelta di Ravenna e Piombino sia strategica non solo per le dotazioni energetiche già disponibili, «ma per la posizione baricentrica rispetto a tutti gli assi di trasporto gas più importanti, da sud, est ed ovest, che qui convergono, e perché insieme i due poli garantiscono il 50% della capacità di rigassificazione del Paese vicino ai punti di maggior consumo, ossia nell'area più industrializzata ed energivora». Inoltre a Minerbio Snam ha uno dei siti di stoccaggio gas più importanti d'Europa.

«Avevamo indicato Ravenna come sede di un possibile rigassificatore prima ancora che il Governo Draghi indicasse la località – ricorda il commissario e governatore regionale Stefano Bonaccini – e abbiamo condiviso prima la scelta con le parti sociali. Ci mettiamo a servizio del Paese, perché siamo italiani prima che emiliani e romagnoli e diciamo fin d'ora al Governo che i ristori e le condizioni di vantaggio che saranno garantiti a Piombino dovranno essere riconosciuti anche a Ravenna. Noi non abbiamo posto mai alcun paletto finora ma siamo pronti a mobilitarci in massa se ci saranno disparità di trattamento».

Bonaccini, che chiuderà il suo secondo mandato da presidente regionale e commissario straordinario in concomitanza con la consegna del rigassificatore Snam (a dicembre 2022 dovrebbe dismettere invece i panni di commissario alla ricostruzione post-sisma), mentre firma il potenziamento degli approvvigionamenti fossili deve anche tener fede all'impegno preso nel Patto per il lavoro e il clima di arrivare al 100% di fonti rinnovabili entro il 2035.

«Dobbiamo accelerare il percorso di transizione a fonti pulite, vogliamo ora realizzare il più grande parco eolico-fotovoltaico a mare d'Italia, il progetto Agnes da 1 miliardo di euro. Consiglierei al Governo Meloni di affidarsi a noi, abbiamo dato prova di saper lavorare bene, in fretta, con serietà e responsabilità. E potremmo dare l'esempio, così come stiamo facendo per il rigassificatore, anche per i grandi progetti green del Paese», conclude Bonaccini pochi istanti prima di firmare l'atto autorizzativo con l'Ad di Snam.

Con loro il sindaco di Ravenna, Michele de Pascale, cui tutti riconoscono il merito di aver compattato la comunità ravennate attorno a una infrastruttura che nessuno vorrebbe sotto casa propria (ha avuto l'unanimità in Consiglio comunale con una sola astensione, fatto quasi incredibile nell'Italia del Nimby). Il rigassificatore, ricorda de Pascale, valorizza competenze e know-how storiche del distretto su gas, offshore e Gnl (qui, tra l'altro, è già stato autorizzato l'unico deposito di Gnl in Italia) e dà una risposta certa a un territorio manifatturiero energivoro, con una contropartita di opere di mitigazione e compensazione (tra cui 100 ettari di bosco, attorno al piccolo impianto a terra).


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