ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùManovra 2023

Ravvedimento speciale, i limiti al set delle violazioni sanabili

I punti di forza: sanzioni ridotte a 1/18 del minimo e possibilità di rateazione. Ma il perimetro è più stretto di quello ordinario e lascia ancora qualche dubbio

di Lorenzo Pegorin e Gian Paolo Ranocchi

(AdobeStock)

3' di lettura

Arriva il ravvedimento speciale delle violazioni tributarie dichiarative. Il Ddl di Bilancio 2023 (articolo 40 del testo inviato alla Camera) mira a introdurre questa opzione spot che scadrà il prossimo 31 marzo. Sono diverse le peculiarità di questa correzione spontanea, rispetto al ravvedimento a regime ex articolo 13 del Dlgs 472/1997.

Il primo elemento saliente è connesso alla riduzione delle sanzioni. Chi fruirà del ravvedimento speciale, infatti, otterrà un abbattimento delle sanzioni irrogabili a un diciottesimo del minimo edittale. Una misura molto più conveniente rispetto al ravvedimento a regime, nel quale gli abbattimenti sono variabili in funzione della tempestività con cui avviene la correzione rispetto al momento in cui è stata commessa la violazione: si va da un massimo di un decimo al minimo di un quinto, a seconda dei casi.

Loading...

Un secondo aspetto attiene alla possibilità di fruire, nel ravvedimento speciale, di una rateazione nel pagamento. Il versamento delle somme dovute (imposte, sanzioni ridotte e interessi), infatti, può essere effettuato in otto rate trimestrali di pari importo con prima scadenza il 31 marzo 2023 e rate successive da versare entro il 30 giugno, il 30 settembre, il 20 dicembre e il 31 marzo di ciascun anno (comprensive di interessi nella misura del tasso legale). Il ravvedimento ordinario, invece, non consente la rateazione del dovuto.

Il campo applicativo

Sul piano oggettivo il ravvedimento speciale è fruibile in riferimento ai tributi amministrati dall’agenzia delle Entrate e le violazioni riguardanti – dice il Ddl – «le dichiarazioni relative al periodo d’imposta in corso al 31.12.2021 e precedenti». Si tratterà di capire quali violazioni saranno sanabili grazie alla sanatoria speciale, atteso che la formulazione sembra limitarne l’ambito applicativo rispetto al ravvedimento a regime.

Vi sono, comunque, una serie di violazioni che, secondo il Ddl, sono escluse dalla regolarizzazione speciale. Si tratta delle violazioni riferibili alla definizione agevolata degli avvisi bonari prevista dall’articolo 38 del Ddl di Bilancio (si veda l’altro contributo in pagina), delle irregolarità formali (interessate da una sanatoria ad hoc) e dell’emersione di attività finanziarie e patrimoniali costituite o detenute fuori dal territorio dello Stato.

Se da un lato è chiaro, quindi, che eventuali ravvedimenti del quadro RW devono transitare dal ravvedimento ordinario ex articolo 13 del Dlgs 472/1997, occorre capire se il ravvedimento speciale sia fruibile in presenza di violazioni correlate alla mancata indicazione in dichiarazione di redditi prodotti da attività finanziarie o patrimoni detenuti all’estero.

Dubbia è la fruibilità del ravvedimento speciale in caso di omessa presentazione della dichiarazione, vietata nel ravvedimento ordinario.

Decadenze ed esclusioni

Gli effetti del ravvedimento speciale si perfezionano con il versamento di quanto dovuto, o della prima rata entro il 31 marzo 2023, e con la rimozione delle irregolarità od omissioni. Il mancato pagamento, in tutto o in parte, di una delle rate successive alla prima entro il termine di versamento della rata seguente comporta la decadenza dal beneficio della rateazione e l’iscrizione a ruolo degli importi ancora dovuti, nonché la sanzione di cui all’articolo 13 del Dlgs 471/1997, applicata sul residuo dovuto a titolo di imposta e degli interessi moratori, con decorrenza dal 31 marzo 2023.

Il ravvedimento speciale resta inibito se, alla data del versamento di quanto dovuto o della prima rata, le violazioni sono state già contestate con atto di liquidazione, di accertamento o di recupero, contestazione e irrogazione di sanzioni, comprese le comunicazioni di cui all’articolo 36-ter del Dpr 600/73.

Attività ispettive non ultimate

L’opportunità di avvalersi del ravvedimento speciale, in presenza di attività ispettiva iniziata e non conclusa con la notifica dell’atto impo-esattivo, andrà valutata anche in funzione di quanto prevede l’articolo 41 del Ddl di Bilancio, che disciplina l’adesione agevolata e la definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento. Anche qui il Ddl stabilisce una definizione agevolata con la riduzione delle sanzioni a un diciottesimo su basi, però, che potrebbero differire da quelle da assumere per il ravvedimento speciale. Inoltre, rispetto a quanto emerso in via istruttoria, in sede di accertamento o di adesione, i rilievi potrebbero venire ridotti in contraddittorio: ciò potrebbe rendere la definizione ex articolo 41 più conveniente del ravvedimento speciale.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti