l’emendamento al dl fisco

Rivoluzione Rc auto, assicuratori all’attacco: norma distorsiva

L’emendamento approvato nel decreto fiscale per l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici avrà un impatto negativo sui prezzi e sul trend di riduzione del premio medio. Il primo firmatario dell’emendamento Andrea Caso: «Non sono i cittadini a dover pagare le inefficienze del sistema»

di Nicoletta Cottone


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(ANSA)

3' di lettura

Scende in campo l’Ania, all’indomani dell’approvazione dell’emendamento al decreto fiscale che rivoluziona l’Rc auto, consentendo a tutta la famiglia, anche in fase di rinnovo, di pagare il premio con la classe migliore (anche sulle moto). «I proclami entusiastici con cui è stata accolta l'approvazione dell'emendamento Rc auto sono una vittoria di Pirro», sottolinea l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici.

Norma distorsiva per la sostenibilità del sistema
«Quel che si legge, e cioè che con la nuova norma le famiglie italiane prenderanno “finalmente una boccata d'ossigeno”, potendo contare su un forte risparmio sul premio della Rc auto, non corrisponde a realtà. Al contrario, questa disposizione, se definitivamente approvata, condurrebbe a conseguenze davvero distorsive per la sostenibilità del sistema assicurativo della Rc auto, a danno di tutti gli utenti».

Non si privilegia la condotta di guida virtuosa
L’emendamento, primo firmatario il deputato pentastellato Andrea Caso, prevede un’estensione della disciplina sulla classe di merito più favorevole dei componenti della famiglia anche nel caso di “rinnovo” della polizza Rc auto per veicoli già di proprietà e a qualunque categoria essi appartengano. «Il che, tra l’altro, vuol dire che, alle condizioni previste dalla norma (la mancanza di sinistri nell’ultimo quinquennio attutisce solo parzialmente gli effetti), il dato sugli incidenti causati da ciascun assicurato si azzera in fase di rinnovo, impedendo di valorizzare le condotte di guida virtuose a scapito di quelle meno prudenti o, addirittura, troppo disinvolte».

Si cancella la storia
Secondo l’Ania il meccanismo è antitetico rispetto ai principi base della più sana mutualità assicurativa, a danno soprattutto di single o membri di famiglie in cui vi è un solo veicolo, che non potranno avvalersi delle agevolazioni. «Cancellare la “storia” pregressa di ciascun conducente in sede di rinnovo equivale a negare i principi di fondo che dovrebbero regolare il settore», sottolinea la nota, ricordando che il fattore che più incide sull'entità dei premi è «il costo di una sinistrosità che deve essere controllata e contenuta» soprattutto «per presidiare le superiori esigenze della sicurezza stradale».

Impatto negativo sui prezzi
Secondo l’Ania l’emendamento avrà un «impatto negativo sui prezzi, soprattutto a danno degli utenti più virtuosi e delle famiglie presumibilmente appartenenti alle classi meno agiate che posseggono un solo mezzo». E si «interromperebbe così il trend virtuoso di riduzione del premio medio rc auto italiano, che prosegue ininterrottamente dal 2012 e che ha visto negli ultimi anni un calo complessivo di oltre il 27 per cento (fonte Ivass) e una riduzione del gap che ci separa dalla media dei principali Paesi europei del 66 per cento».

Caso: non si possono scaricare le inefficienze del sistema sui cittadini
Tira dritto per la sua strada l’onorevole Andrea Caso, il deputato pentastellato primo firmatario dell’emendamento, che ha estrapolato la norma da un provedimento ad hoc già all’esame della commissione Finanze della Camera, che rivede altri punti del codice della strada. «Quando si chiede di essere più attente alle esigenze dei cittadini, le assicurazioni tentano di mettere gli utenti gli uni contro gli altri, facendo in realtà solo i loro interessi». L’emendamento, spiega ancora Caso , «prevede con chiarezza anche una tutela delle assicurazioni: l’accesso al beneficio è infatti legato a un periodo di 5 anni di non incidentalità. Dunque parliamo di utenti con comportamenti virtuosi». E sottolinea la necessità «della revisione del sistema Rc auto, per abbattere i costi di gestione e diminuire i premi. Al Centro-Sud i premi minimi sono alti anche per i conducenti virtuosi. Serve più senso di responsabilità nell’usare le tasche dei cittadini, perché non sono i cittadini a dover pagare le inefficienze del sistema».

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