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Rc auto e coronavirus, ecco quanto hanno risparmiato le assicurazioni

L’Ivass ha stimato i risparmi da lockdown: 2,5-3,6 miliardi. I dati aggiornati Ania parlano di 2,1 miliardi. Ma è più importante capire se e come torneranno ai clienti

di Maurizio Caprino

Rc Auto: calo prezzi ma e' per effetto lockdown

3' di lettura

Adesso è certo: il lockdown, per l’intero 2020, ha fatto crollare i sinistri pagati per la Rc auto. Lo si desume dai primi dati “completi” sull’anno, quelli dell’associazione delle compagnie (Ania): i risparmi legati al calo degli incidenti dovuto alla pandemia e alle conseguenti restrizioni alla mobilità sono stati di 2,1 miliardi di euro. Superiamo il miliardo e mezzo ipotizzato dal Sole 24 Ore del Lunedì il 27 aprile 2020 su dati Sna. Circa 1 miliardo è già stato dato ai clienti. La parte restante consiste in allungamenti della durata polizze, flessibilità nelle regole per sospenderle, rinunce a franchigie e sostegni agli agenti, a ospedali e Protezione civile. Anche perché finora la politica non si esprime.

I 2,1 miliardi calcolati dall’Ania restano una stima: si basano sui bilanci 2020 già chiusi dalle compagnie, che non sono tutti: la pandemia ha portato il rinvio delle scadenza nel decreto milleproroghe, Dl 183/2020. Ad oggi ci sono i dati delle compagnie che incassano il 75% dei premi Rc auto, sui quali è stata fatta una proiezione per l’intero mercato.

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«RISPARMI» 2020 SULLE POLIZZE A CONFRONTO

Il bilancio della Rc auto 2020 secondo. (Note: (*) dati su consuntivi 2020; (**) stime da indagine conoscitiva)<br/>

«RISPARMI» 2020 SULLE POLIZZE A CONFRONTO

Meno aggiornate le cifre stimate dall’Ivass (l’istituto di vigilanza), che parlano di una forchetta compresa tra 2,5 e 3,6 miliardi. Sono stati forniti in audizione davanti alla commissione Finanze della Camera l’11 marzo, ma si riferiscono all’indagine conoscitiva avviata in autunno sugli effetti del lockdown sulla Rc auto e lo stesso istituto si è riservato di ricalcolarli quando ci saranno tutti i bilanci.

I risparmi potrebbero aumentare proprio in queste settimane, con il ritorno in zona rossa o arancione di quasi tutta Italia, con restrizioni giusto ora che inizia la stagione in cui di solito si viaggia di più.

Risparmi e restituzioni

L’Ivass ha potuto sinora lavorare sul periodo febbraio-novembre 2020, partendo da quanti incidenti risultano registrati su segnalazione delle compagnie nella sua Banca dati sinistri: circa il 35% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 (quindi la ripresa del traffico dopo il lockdown non ha azzerato i risparmi). Di qui si è risaliti al presumibile costo dei sinistri, anche se sul risarcimento medio si discute ancora (si veda Il Sole 24 Ore del Lunedì del 22 febbraio). Il dato Ania riguarda direttamente il costo dei sinistri.
Quanto, in media, ogni assicurato ha pagato «in più»? L’Ivass, confrontando le stime dei premi incassati (al netto delle tasse) e dei risarcimenti (al netto delle spese di liquidazione), ha stimato 70 euro e ci si attende un ribasso con i dati definitivi.
L’Ania ha calcolato che sono 49 euro, di cui quasi 25 già restituiti sotto forma di riduzione dei premi 2020 rispetto al 2019 (-6%); moltiplicando per il numero di polizze, il valore assoluto delle restituzioni fa circa un miliardo e potrebbe salire considerando che i prezzi restano in calo.
Al netto di varie questioni metodologiche, per ora non si può quantificare le restituzioni con esattezza: il dato Ania può tener conto solo dei voucher concessi da alcune assicurazioni e utilizzati sulla Rc auto per chi ha già rinnovato la polizza senza cambiare compagnia. Restano fuori i voucher non fruiti, quelli spendibili anche su altre coperture e il controvalore di allungamenti polizze e altre iniziative citate prima.
Così l’unico dato complessivo ufficiale è la stima Ivass su dati dello scorso autunno: 811 milioni, di cui solo 348 già erogati a ottobre 2020. Molto meno dei risparmi.

Tecnica e rischio riserve

A meno di interventi normativi, un riequilibrio ci sarà solo nel tempo. Normalmente le tariffe si fanno in base ai costi del periodo precedente, per cui ora, man mano che le compagnie fanno quelle per la prossima annualità, scenderanno per effetto dei risparmi 2020 anche se nel frattempo i costi saranno risaliti.
«Ma una variabile può sfuggire - dice Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer Italia -: le compagnie, sfruttando il timore per la ripresa di traffico e incidenti, potrebbero aumentare le riserve più del necessario, abbassando gli utili dichiarati e creandosi spazi per tenere le tariffe più alte del dovuto. Qui la vigilanza non sempre interviene. La sua priorità la stabilità del sistema, che non va è scontata: la pandemia ha portato benefici sulla Rc auto, ma anche perdite nei rami infortuni, Rc sanitaria e dei datori di lavoro».

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