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Rc auto familiare, la riforma slitta di almeno due mesi

Servono interventi tecnici per adeguare gli attestati di rischio all’abolizione del bonus malus. La rivoluzione potrebbe però non portare risparmi ma aumento dei premi del 2-3%

di Laura Serafini


Dl fiscale: dallo slittamento del 730 all'Rc auto familiare

3' di lettura

State pensando di comprare uno scooter al vostro ragazzo neopatentato e volete approfittare dell’entrata in vigore dell’RcAuto familiare per pagare un premio più basso? Le cose sono due: o rinviate l'acquisto o vi armate di pazienza per almeno un paio di mesi (se non 4 o anche di più). La riforma introdotta con il decreto fiscale - che consente di applicare la classe di merito più favorevole di un componente a tutto il nucleo familiare anche per veicoli di versi da auto e moto (anche camion, trattori e così via) - con tutta probabilità non entrerà in vigore il prossimo 16 febbraio come previsto dalla legge.

La scadenza del 16 febbraio

Emendamenti per posticipare l’entrata in vigore sono stati presentati in sede di conversione del decreto Milleproroghe, ora all’esame della Camera anche se l’approdo in Aula è slittato a venerdì 14 febbraio . È in ogni caso improbabile che la proroga ex lege arrivi in tempo per il 16 febbraio. Ma perchè la necessità di far slittare i tempi? Ci sarebbero aspetti tecnici non secondari per rendere applicabile una riforma che amplia a dismisura quanto già fatto nel decreto Bersani del 2017 (estensione della classe migliore solo in caso di nuovi contratti per stesse categorie di veicoli, ad esempio auto con auto, moto con moto). Nei fatti viene smantellato l’intero meccanismo bonus-malus che premia i comportamenti virtuosi : per questo motivo anche il sistema che regola la banca dati detenuta da Ania e che deve elaborare gli attesati di rischio deve essere riprogrammato. Questa è una delle ragioni alla base della richiesta di uno slittamento. Il rinvio temporaneo, in attesa di una proroga di legge, potrebbe essere ottenuto dilanzionando nel tempo l’entrata in vigore del regolamento Ivass che dà attuazione alla nuova norma.

Incertezza sugli effetti della riforma

Anche quando la riforma sarà in vigore, però, le scelte dovranno essere fatte con grande cautela. Secondo gli addetti ai lavori non è affatto scontato che il risultato sia una riduzione dei costi, in termini di premi pagati, per un nucleo famigliare. La scelta di sganciare la dimensione del premio dal rischio effettivamente sottostante determina una perdita per la compagnia, che ha necessità di incassare una somma congrua per finanziare il pagamento dei sinistri.

Possibili aumenti dei premi fino al 30%

Potrebbero così verificarsi due situazioni: i mancati incassi potrebbero essere ribaltati sulle categorie meno avvantaggiate dalla riforma, ovvero i single o i possessori di un solo veicolo. In questo caso gli aumenti dei premi, per queste categorie, potrebbero attestarsi tra il 25 e il 30 per cento. Più probabile, invece, che si decida per una più ecumenica condivisione degli ammanchi: in questo caso l’aumento sarebbe spalmato su tutte le categorie degli assicurati, con incrementi molto limitati (qualche stima molto artigianale ipotizza del 2-3%) per tutti. Questo implicherebbe, però, che i componenti della famiglia numerosa con tanti veicoli beneficerebbero della classe più favorevole, ma il premio verrebbe comunque aumentato. E su questo le compagnie assicurative avrebbero carta bianca: non si possono bloccare incrementi suffragati da motivazioni tecniche, tantopiù se le norme hanno contribuito a smontare un meccanismo virtuoso che correla costi (in calo, perchè negli ultimi anno sono state ridotte le frodi) , rischi effettivi e premi.

Negli ultimi 7 anni i premi erano calati del 25%

Non è un caso che negli ultimi anni (dal 2012 al 2019) i premi RcAuto si siano costantemente ridotti, con una contrazione media del 25%, come certificato nei mesi scorsi dall’autorità di vigilanza Ivass. Gli effetti reali della riforma, in ogni caso, potranno essere verificati solo una volta che questa sarà entrata in vigore. Molto dipenderà dalle scelte commerciali delle diverse compagni di assicurazione. Per questo motivo, forse, avrebbe senso introdurre una sorta di fase di rodaggio (un anno?), misurare l’impatto reale e poi decidere se rivedere ancora le regole del gioco.

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