ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùgare immobiliari

Real estate: sul mercato immobili e aree per tre miliardi di euro

Da solo il portafoglio Enpam vale un miliardo di euro per 68 asset. A questo si sommano i pacchetti di Mps e Ubi, l’edificio di via Orefici e l’ex Scalo di Porta Romana

di Paola Dezza


default onloading pic
(Ansa)

3' di lettura

Tre miliardi, è quanto valgono i portafogli immobiliari che in questo momento sono oggetto di gare o che a brevissimo andranno sul mercato in Italia.
Ultimo, solo in ordine di tempo, il portafoglio che Enpam ha deciso di vendere, pacchetto di immobili che comprende tutti gli asset di proprietà. Il portafoglio Enpam, che comprende 68 asset tra uffici, logistica, hotel e residenziale, dovrebbe valere circa un miliardo di euro.

Sul mercato ci sono poi due pacchetti in vendita, questa volta di matrice bancaria. Si tratta di Mps e Ubi. I due portafogli citati dovrebbero valere 300-350 milioni di euro.

Sono tutti portafogli da valorizzare, la tipologia di immobili più ricercata in questo momento sul mercato dei grandi investitori. Con delle differenze. Il pacchetto Enpam, per esempio, contiene alcuni asset che fanno gola ai grandi gruppi, ma anche edifici vuoti poco appetibili. Bisognerà vedere se il mercato sarà in grado di assorbire questa massa di immobili. La liquidità in circolazione è sempre molto elevata, ma si focalizza sugli edifici di qualità o quelli con un alto potenziale di valorizzazione.

Mps deve scegliete a quale offerta vincolante (sembrano siano arrivate quelle di Blackstone e Ardian-Hines) dare l’esclusiva per l’intero portafoglio, mentre Ubi ha già scelto Coima. Alla Sgr di Manfredi Catella è stata accordata, infatti, sul finire della scorsa settimana l’esclusiva per i sette asset immobiliari, tutti situati a Milano, del valore complessivo di oltre 300 milioni di euro è Coima. La scelta dela Consiglio della banca è quindi caduta sulla società che per prima aveva espresso un interesse per il portafoglio in questione.
Secondo indiscrezioni, infatti, Coima aveva a suo tempo avanzato una proposta per realizzare un fondo immobiliare nel quale apportare gli immobili di Ubi. Ma il Cda ha preferito procedere con una gara.
Tra gli asset in vendita ci sono due immobili in corso Europa, ai numeri 16 e 20, piazza Borromeo al numero 1, un edificio in piazza Zavattari, via Boccaccio, via Silvio Pellico e Monte di Pietà. Il portafoglio vanta quindi asset in diverse zone centrali. Si tratta di edifici da valorizzare, nei quali Ubi resterà ancora per un certo periodo.

A questa cifra si aggiunge il palazzo di via Orefici che Hines sta vendendo per oltre 200 milioni di euro. L’edificio, a pochi passi da piazza Duomo, è stato completamente ristrutturato dal colosso Usa e ospita oggi Rothschild, lo studio legale KL Gates, gli uffici italiani di Starbucks e il fondo di private equity Eqt Partners. La gara a inviti è organizzata in co-agengy da Redilco e Cbre.
Tra i partecipanti, oltre ai soliti nomi noti che siamo abituati a vedere attivi sul mercato italiano degli asset “core” (a reddito), questa volta ci sono anche diversi family office. Ex sede di Luxottica, l’edificio, che sposa uffici e retail, si distribuisce su poco meno di 10mila metri quadrati. Quattro sono le vetrine, tre affittate a Tommy Hilfiger, Levi’s e Under Armour, mentre dal secondo piano partono gli uffici.

È partita ufficialmente giovedì scorso la gara per l’ex Scalo di Porta Romana. Difficile qui stabilire un valore dell’area e soprattutto il costo dello sviluppo. Sicuramente si parla di svariate centinaia di milioni di euro per realizzare dai cinque ai sette edifici che ospiteranno prima gli atleti di Milano-Cortina 2026 e poi diventeranno residenze per 700 studenti universitari.
Le manifestazioni di interesse sono attese per il 2 marzo 2020. Intanto si stanno formando le cordate. Secondo indiscrezioni Coima starebbe lavorando con Covivio e Prada, Borio Mangiarotti con Varde e Orion, Hines da sola. Secondo gli esperti si formeranno nelle prossime settimane altre cordate, una volta che si avrà maggiore visibilità sui costi della gara. Qui sono previsti 164mila mq di Slp complessiva, inclusa residenziale, servizi/terziario e retail, in grado di garantire la sostenibilità economica dell’iniziativa: almeno 30% della Slp destinata a uso non residenziale e al massimo 70% della Slp a uso residenziale, mentre il 50% della superficie territoriale totale al netto delle aree strumentali e della viabilità esistente è destinata a verde pubblico.

C’è chi si spinge a dire che tutta l’operazione, acquisto dell’area e sviluppo, possa valere quasi un miliardo.

Riproduzione riservata ©
  • Paola Dezzavice caposervizio

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: mercato immobiliare, architettura, finanza immobiliare, lifestyle, turismo, hotel e ospitalità

Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...