Mondo Immobiliare

Real estate, prosegue il buon momento dell'Italia

dal nostro inviato a Cannes Paola Dezza

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(francovolpato - stock.adobe.com)


3' di lettura

Il buon momento del mercato immobiliare continuerà. Almeno per il 2019. Il trend favorevole attraversa Europa e il resto del mondo, e anche l'Italia continua a beneficiarne.

Cushman & Wakefield pubblica oggi, prima giornata del Mipim di Cannes, il report sugli investimenti globali nel real estate.

Nel 2018 i volumi d'investimento nel nostro Paese, 8,4miliardi di euro, hanno segnato una contrazione, rimanendo ampiamente sopra la media degli ultimi dieci anni. Il mercato immobiliare italiano è cresciuto e, nonostante la volatilità, si conferma solido e dinamico. Con una forte presenza di capitali esteri che investono in Italia ormai in maniera stabile. Rimane un velo di incertezza, alla quale ormai i player sono abituati, in Italia come in altri Paesi. “I fondamentali immobiliari dell'Italia rimangono buoni e ciò guida la forte domanda degli investitori“ si legge nel report.

Milano, mercato sul quale si riversano ogni anno mediamente tra i 2 e i 4 miliardi d'investimenti, si conferma il mercato più dinamico: “per gli investitori istituzionali core che vogliono proteggere il capitale ma anche per gli opportunistici e value add che guardano ad asset da riposizionare ed alcuni anche a operazioni di sviluppo. Roma, con quasi 2 miliardi di Euro investiti nel 2018 è cresciuta molto, ma gli investitori tendono ad essere più selettivi e attenti” recita ancora lo studio. Ed è proprio a Milano, secondo un'analisi fatta dal Sole24 Ore, che arriveranno nei prossimi dieci anni oltre dieci miliardi di investimenti nello sviluppo e nelle grandi riqualificazioni urbane.

“Oggi continuiamo a vedere un gran numero di investitori sul mercato italiano - spiega Carlo Vanini, Responsabile del Capital Markets di Cushman & Wakefield in Italia -. Agli investitori “storici” si stanno affiancando nuovi investitori e nuove fonti di capitali – come quelle di alcuni Paesi Asiatici - che cercano di entrare, spesso scontrandosi con un mercato dove le opportunità sono ancora poche rispetto alla domanda. Cresce la competizione per asset sia core che value add e opportunistici nei settori degli uffici e della logistica mentre il retail è visto in un'ottica di riposizionamento e ripensamento alla luce della forte sfida introdotta dall'e-commerce e dalla crescente sharing economy”.

Nel mondo gli investimenti immobiliari globali nel 2018 hanno registrato un volume record, pari a 1,75 trilioni di dollari, in crescita del 4% rispetto al precedente record del 2017. Anno che anche per l'Italia ha rappresentato un record con volumi di 11 miliardi nel real estate.

Secondo quanto emerge dal report, il 2019 sarà un altro anno positivo. I valori sono previsti in lieve aumento come combinazione di rendimenti stabili e di una crescita costante dei canoni per immobili prime e non più come riflesso di una compressione dei rendimenti che ha caratterizzato gli ultimi anni. È anche vero che qualche operatore inizia però a vedere non troppo lontana la fine di questo lungo ciclo immobiliare positivo. A scongiurare la mancanza di appeal del mattone sono ancora una volta i bassi tassi di interesse.

“La congiuntura economica globale è più debole di quanto si prevedesse solo qualche mese fa e così anche l'inflazione. Di conseguenza, pur rimanendo il rischio elevato, l'aumento atteso dei tassi di interesse è rimandato nuovamente - dice David Hutchings, Responsabile per le strategie di investimento nel team di Capital Markets EMEA di Cushman & Wakefield, e autore del report -. Nel 2019 ci aspettiamo ancora una fase positiva del ciclo immobiliare che permetterà agli investitori di scegliere le opportunità migliori per la loro strategia prima del rallentamento della crescita”.

Continua intanto la crescita degli investimenti immobiliari cross-border, che a livello globale sono aumentati dell' 11% circa nel 2018 superando i 405 miliardi di dollari grazie soprattutto ai flussi provenienti dai paesi dell'Europa continentale.

L'Italia con oltre tre miliardi di capitali Europei (circa il 40% del totale investito nel 2018), conferma la prevalenza tra i cross border di investitori dal Continente e dal Regno Unito: in particolare, Francia, Regno Unito, Svizzera e Germania.

“Nel 2019 continuerà ad esserci abbondanza di capitali, anche per l'Italia, che sosterrà il mercato e i valori. Oggi la pipeline che vediamo sul mercato italiano è di almeno nove miliardi, per asset, singoli o portafogli, a reddito e da riposizionare ed escludendo gli sviluppi che rappresentano un'ulteriore fonte di investimenti. Salvo nuovi scossoni politici che potrebbero rallentare, ma non fermare, l'attività degli investitori internazionali in Italia, il 2019 potrebbe essere ancora un anno positivo per il nostro mercato” conclude Joachim Sandberg, Head of Italy e Southern European Region per Cushman & Wakefield.

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